EDITORIALE – Un Catania leader, basi solide per puntare finalmente alla Serie B
22-12-2025 09:33 - Campionato
Autore: Andrea Mazzeo
Il diluvio che ha avvolto il Massimino non ha cancellato certezze, semmai le ha rese ancora più nitide. La vittoria del Catania sull’Atalanta U23 non è stata soltanto un altro successo interno, ma l’ennesima conferma di un’identità ormai definita, di una squadra che sa adattarsi alle difficoltà e che ha trasformato il proprio stadio in un territorio quasi inviolabile. Il primo posto al giro di boa, seppur condiviso con il Benevento, non arriva per caso: è il frutto di un ruolino di marcia casalingo impressionante, costruito su solidità, compattezza e una crescente consapevolezza dei propri mezzi.
La partita di ieri ha raccontato molto più di quanto dica il semplice 2-0 finale. Il Catania ha saputo reggere l’urto iniziale di una squadra giovane e coraggiosa, ha scelto i tempi giusti per colpire e, soprattutto, ha dimostrato di saper governare la gara anche quando il campo e il meteo avrebbero potuto trasformarla in una trappola. In questo senso, la crescita mentale del gruppo è forse l’aspetto più rilevante: non c’è frenesia, non c’è bisogno di forzare, ma la capacità di aspettare l’episodio e di sfruttarlo con lucidità.
Il fortino del Massimino resta il pilastro su cui poggia la classifica attuale. Poche concessioni, nessuna sconfitta, una sensazione costante di controllo che si riflette anche sugli avversari. Tuttavia, se il girone d’andata ha consegnato un Catania affidabile tra le mura amiche, il girone di ritorno imporrà un ulteriore salto di qualità, soprattutto lontano da casa. Per tenere a distanza un Benevento che, numeri alla mano, rappresenta oggi il primo vero competitor per la promozione diretta, servirà una continuità ancora più marcata, accompagnata da una maggiore efficacia in trasferta. Senza dimenticare che Salernitana, Cosenza e una Casertana in crescita restano avversari tutt’altro che marginali.
In quest’ottica, il mercato di gennaio assume un valore strategico. Non si tratta di rivoluzionare, ma di puntellare con intelligenza. Le esigenze sono chiare: un difensore centrale per aumentare le rotazioni e la solidità del reparto, un centrocampista capace di garantire equilibrio e intensità, un esterno sinistro che allarghi le soluzioni tattiche e un trequartista in grado di alzare il tasso tecnico tra le linee. Per quest’ultimo ruolo, l’arrivo di Giovanni Bruzzaniti dal Pineto appare ormai cosa fatta e potrebbe rappresentare una risorsa già dalla prima gara del 2026 contro il Foggia, offrendo a Toscano una soluzione in più in una zona di campo cruciale.
Al di là dei singoli innesti, ciò che emerge è la sensazione di una società che sta finalmente mostrando la maturità che la piazza chiedeva. Le scelte tecniche, la programmazione e la gestione del gruppo restituiscono l’immagine di un progetto che non vive di improvvisazione, ma di una visione chiara e progressiva. Un merito che va condiviso con l’intero roster a disposizione di Toscano, capace di rispondere presente anche quando chiamato in causa dalla panchina, alimentando una competizione interna sana e funzionale agli obiettivi.
Ora, dopo il fango e la pioggia, è anche il momento di fermarsi un attimo. Di respirare, di godersi un Natale finalmente sereno, con un Catania in testa alla classifica, una sensazione che – al netto della parentesi della rinascita in Serie D – mancava da tempo. È una pausa che non spegne l’ambizione, ma la rende più dolce, più consapevole.
L’augurio è che questo spirito accompagni squadra e ambiente nel nuovo anno, con la convinzione che il 2026 possa davvero essere quello del ritorno diretto in Serie B. Un obiettivo difficile, da conquistare settimana dopo settimana, ma oggi meno lontano di quanto lo sia stato in passato.
Il diluvio che ha avvolto il Massimino non ha cancellato certezze, semmai le ha rese ancora più nitide. La vittoria del Catania sull’Atalanta U23 non è stata soltanto un altro successo interno, ma l’ennesima conferma di un’identità ormai definita, di una squadra che sa adattarsi alle difficoltà e che ha trasformato il proprio stadio in un territorio quasi inviolabile. Il primo posto al giro di boa, seppur condiviso con il Benevento, non arriva per caso: è il frutto di un ruolino di marcia casalingo impressionante, costruito su solidità, compattezza e una crescente consapevolezza dei propri mezzi.
La partita di ieri ha raccontato molto più di quanto dica il semplice 2-0 finale. Il Catania ha saputo reggere l’urto iniziale di una squadra giovane e coraggiosa, ha scelto i tempi giusti per colpire e, soprattutto, ha dimostrato di saper governare la gara anche quando il campo e il meteo avrebbero potuto trasformarla in una trappola. In questo senso, la crescita mentale del gruppo è forse l’aspetto più rilevante: non c’è frenesia, non c’è bisogno di forzare, ma la capacità di aspettare l’episodio e di sfruttarlo con lucidità.
Il fortino del Massimino resta il pilastro su cui poggia la classifica attuale. Poche concessioni, nessuna sconfitta, una sensazione costante di controllo che si riflette anche sugli avversari. Tuttavia, se il girone d’andata ha consegnato un Catania affidabile tra le mura amiche, il girone di ritorno imporrà un ulteriore salto di qualità, soprattutto lontano da casa. Per tenere a distanza un Benevento che, numeri alla mano, rappresenta oggi il primo vero competitor per la promozione diretta, servirà una continuità ancora più marcata, accompagnata da una maggiore efficacia in trasferta. Senza dimenticare che Salernitana, Cosenza e una Casertana in crescita restano avversari tutt’altro che marginali.
In quest’ottica, il mercato di gennaio assume un valore strategico. Non si tratta di rivoluzionare, ma di puntellare con intelligenza. Le esigenze sono chiare: un difensore centrale per aumentare le rotazioni e la solidità del reparto, un centrocampista capace di garantire equilibrio e intensità, un esterno sinistro che allarghi le soluzioni tattiche e un trequartista in grado di alzare il tasso tecnico tra le linee. Per quest’ultimo ruolo, l’arrivo di Giovanni Bruzzaniti dal Pineto appare ormai cosa fatta e potrebbe rappresentare una risorsa già dalla prima gara del 2026 contro il Foggia, offrendo a Toscano una soluzione in più in una zona di campo cruciale.
Al di là dei singoli innesti, ciò che emerge è la sensazione di una società che sta finalmente mostrando la maturità che la piazza chiedeva. Le scelte tecniche, la programmazione e la gestione del gruppo restituiscono l’immagine di un progetto che non vive di improvvisazione, ma di una visione chiara e progressiva. Un merito che va condiviso con l’intero roster a disposizione di Toscano, capace di rispondere presente anche quando chiamato in causa dalla panchina, alimentando una competizione interna sana e funzionale agli obiettivi.
Ora, dopo il fango e la pioggia, è anche il momento di fermarsi un attimo. Di respirare, di godersi un Natale finalmente sereno, con un Catania in testa alla classifica, una sensazione che – al netto della parentesi della rinascita in Serie D – mancava da tempo. È una pausa che non spegne l’ambizione, ma la rende più dolce, più consapevole.
L’augurio è che questo spirito accompagni squadra e ambiente nel nuovo anno, con la convinzione che il 2026 possa davvero essere quello del ritorno diretto in Serie B. Un obiettivo difficile, da conquistare settimana dopo settimana, ma oggi meno lontano di quanto lo sia stato in passato.
Un sereno Natale a tutti, con la testa già proiettata al futuro e il cuore leggermente più leggero.









