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EDITORIALE - Catania, pragmatismo che pesa ed un dicembre di pura sostanza

30-11-2025 10:45 - Campionato
Autore: Andrea Mazzeo

Il Catania torna da Picerno con ciò che oggi ha un peso specifico enorme: una vittoria esterna che vale molto più dell’estetica. Tre punti che non solo consolidano il primato, ma soprattutto danno continuità in un momento della stagione in cui le energie calano e ogni trasferta diventa un esame di resistenza. L’1-0 firmato da Francesco Forte dopo neanche due minuti è il tipo di gol che cambia una partita e forse persino una settimana: semplice, sporco, tempestivo. Il resto lo ha fatto una squadra che ha saputo gestire, contenere e, all’occorrenza, soffrire.

Il paradosso è che questo Catania continua a dividere. Da una parte c’è chi guarda alla classifica come unica bussola e considera questo successo una prova di maturità; dall’altra chi, non senza ragioni, vorrebbe una squadra più coraggiosa nel proporre gioco, più padrona del campo e soprattutto più incisiva negli ultimi metri. È un conflitto latente, quasi fisiologico quando una squadra vince ma non entusiasma. La verità, almeno per ora, sta probabilmente nel mezzo: il Catania non è spettacolare, ma sa perfettamente come portare la partita sul binario che preferisce. E in Serie C, dove la brillantezza conta meno della solidità, questo atteggiamento paga quasi sempre.

La partita, dopo il vantaggio immediato, ha visto i rossazzurri amministrare più che costruire. Le ripartenze sono state spesso imprecise, complice qualche giocatore non al massimo della brillantezza, come Lunetta che ha corso tanto ma inciso poco. Jimenez, schierato titolare al posto di Cicerelli, ha provato a dare profondità, mentre Casasola e Donnamurra hanno spinto a intermittenza. La difesa è rimasta concentrata, concedendo un’unica vera occasione ai lucani, respinta da un Dini attento anche se non impeccabile. La gestione è stata accorta, forse fin troppo, ma alla fine il campo ha certificato che la scelta di proteggere il vantaggio, più che di cercare di ampliarlo, non era così sbagliata.

Nella ripresa il copione è rimasto simile: qualche transizione potenzialmente letale, mai però trasformata in un raddoppio che avrebbe spento ogni tensione. Toscano ha poi inserito forze fresche, riassestando la squadra secondo necessità, senza stravolgere l’idea di controllo ragionato. Soltanto nel finale un’iniziativa di Bocic ha fatto tremare la panchina, ma anche quella scossa è stata superata senza danni.

La vittoria è preziosa perché arriva in un contesto di fatica diffusa: non è il momento in cui si può chiedere spettacolo, è il momento in cui servono punti. Le prossime tre gare, che chiuderanno l’anno solare, saranno un ulteriore banco di prova per capire fino a che punto questa squadra può resistere alle sollecitazioni. Le richieste del tifo, che sogna un Catania dominante, restano comprensibili; ma il presente dice che la concretezza, oggi, vale più del possesso palla. La palla ora passa anche alla società, chiamata a completare il quadro con innesti mirati che possano ampliare la qualità delle alternative, quelle che nei mesi primaverili faranno la differenza.

Si arriva così a un dicembre che non promette spettacolo, ma sostanza. E se c’è un messaggio che questa vittoria consegna alla stagione, è che il Catania ha imparato a vincere anche quando non convince. Non è il calcio che accende le discussioni da bar o le clip sui social, ma è quello che mantiene il primo posto. E in un campionato così lungo e così crudele, questo pesa più di tutto.