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EDITORIALE - Catania nel caos: dietrofront Toscano e società in confusione

15-04-2026 20:32 - Campionato
Autore: Andrea Mazzeo

Il ritorno di Mimmo Toscano sulla panchina del Catania non è una semplice scelta tecnica. È il manifesto, plastico e impietoso, di una gestione che nel giro di poche settimane ha smarrito bussola, coerenza e credibilità.

Quattro partite sono bastate per archiviare l'esperimento William Viali: pochi punti, un'identità di gioco mai nata e, soprattutto, una squadra progressivamente svuotata nella testa prima ancora che nelle gambe. Ma ridurre tutto a un problema di risultati sarebbe un errore di valutazione. Qui siamo oltre: siamo dentro una crisi sistemica che investe dirigenza, comunicazione e spogliatoio.

La sequenza degli eventi è nota, ma riletta oggi assume contorni grotteschi. Toscano esonerato subito dopo una vittoria ad Altamura: una decisione intempestiva, quasi autolesionista. Una squadra che, attraverso il proprio capitano Francesco Di Tacchio, prende posizione pubblicamente a favore del tecnico. Un direttore sportivo, Ivano Pastore, che preannuncia “valutazioni” prima ancora della partita. E infine i saluti social di Toscano, pubblicati nello stesso giorno della presentazione del suo successore: un corto circuito comunicativo che raramente si era visto a questi livelli.

In mezzo, la gestione Viali. Presentato come terza scelta, dopo piste sfumate, e poi protagonista di dichiarazioni quantomeno discutibili nel post-Crotone: una squadra “più vicina ai suoi dettami” mentre in campo si consumava una delle peggiori prestazioni stagionali. Parole che, invece di ricucire, hanno allargato ulteriormente la frattura.

E allora il punto diventa inevitabilmente politico, prima ancora che calcistico. Il richiamo di Toscano non nasce da una visione, ma da una resa. La società ha perso il controllo del gruppo, finendo per assecondare – o subire – la volontà dei cosiddetti “senatori”. Una dinamica pericolosa, perché apre interrogativi pesanti: davvero in queste settimane la squadra ha remato contro? Davvero il rendimento è stato condizionato da dinamiche interne più che da limiti tecnici?

Se così fosse, la responsabilità si sposterebbe in maniera netta sullo spogliatoio. Perché a quel punto non basterebbe cambiare guida tecnica per rimettere ordine: servirebbe un'assunzione di responsabilità collettiva, immediata e non negoziabile.

Il paradosso è tutto qui: Toscano torna da esonerato a possibile “salvatore”, nel giro di pochi giorni. Da capro espiatorio a soluzione tampone. Un ribaltamento che racconta meglio di qualsiasi analisi il caos che regna attorno al Catania.

Eppure, in questo scenario quasi surreale, resta un obiettivo concreto: difendere il secondo posto e giocarsi tutto nei playoff per la Serie B. Non c'è più spazio per alibi, né per giochi di potere interni. La partita contro il Potenza diventa uno spartiacque morale prima ancora che sportivo, così come la chiusura della regular season.

Il tempo dei processi verrà. Ma adesso serve altro: silenzio, lavoro, dignità. Perché al di là dei moduli, degli allenatori e delle scelte dirigenziali, c'è un limite che non può essere superato senza conseguenze: quello dell'immagine.

E oggi il Catania è pericolosamente vicino a perderla davanti al proprio pubblico.