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EDITORIALE - Catania, ad Altamura si salvano solo i tre punti

15-03-2026 22:00 - Campionato
Autore: Andrea Mazzeo

Il Catania torna da Altamura con tre punti in tasca, ma con molte più domande che certezze. A decidere la partita è stata la zampata di Casasola al 96’, un lampo nel recupero che ha trasformato una serata complicata in un successo che, a conti fatti, salva soltanto il risultato. Perché se c’è qualcosa da conservare della trasferta pugliese è proprio questo: i tre punti. Nient’altro.

La vittoria maturata al “Tonino D’Angelo” non cancella infatti le ombre delle ultime settimane. Non è arrivata con la “cazzimma” che ci si aspettava per voltare pagina dopo prestazioni opache, né con quella prova di carattere collettivo che avrebbe potuto restituire fiducia a una piazza ormai inquieta. Il Catania ha vinto, sì, ma lo ha fatto più per un episodio, per il carisma dei singoli e per un pizzico di fortuna che per la forza di una squadra padrona del campo.

A rendere ancora più surreale il pomeriggio pugliese ci ha pensato anche la direzione dell’arbitro Diop, a tratti grottesca, capace di alimentare nervosismo e confusione in una gara già di per sé complicata. Ma sarebbe riduttivo fermarsi alla direzione arbitrale per spiegare una prestazione che, ancora una volta, ha mostrato tutti i limiti di una squadra che fatica terribilmente a costruire gioco, evidenziando tutti i limiti fisici di alcuni giocatori che sono ormai in perenne "rosso fisso".

Il copione, del resto, è sempre lo stesso. Il Catania palleggia lentamente, imbastisce con esasperante lentezza e finisce per diventare prevedibile. Dalla panchina si invita alla calma, si predica equilibrio, ma nel contesto di una manovra così macchinosa quella calma rischia di trasformarsi in immobilismo. E allora serve davvero coraggio per chiedere serenità mentre il ritmo della partita scivola via senza che i rossazzurri riescano a prenderne il controllo.

Dall’altra parte c’era un Altamura tutt’altro che arrendevole, spinto dall’energia del proprio tecnico Mangia e dalla voglia di mettere in difficoltà una delle squadre più attrezzate del girone. I pugliesi hanno giocato la loro partita con intensità, costringendo il Catania a restare dentro una gara sporca, complicata, dove l’impressione è stata spesso quella di una squadra etnea incapace di cambiare marcia.

Il paradosso è che proprio una vittoria arrivata allo scadere rischia di diventare una sorta di anestetico. Un risultato che potrebbe conservare lo status quo senza affrontare il nodo vero della questione. Perché la realtà, guardando il campo, è difficile da nascondere: gioco prevedibile, attacco sterile e una fragilità che negli ultimi tempi ha iniziato persino a esporre la squadra al rischio di subire.

Cosa è cambiato rispetto alle settimane precedenti? Nulla. Cosa è arrivato? Tre punti. In che modo? Fortunoso. Non serve nascondersi dietro un dito. Tutto sembra vivere in una dimensione di approssimazione che una società con l’ambizione dichiarata di vincere i playoff non può permettersi.

In questo quadro suonano ancora più strane alcune situazioni emerse prima e dopo la partita. Sentire a pochi minuti dal calcio d’inizio parlare di un Toscano in discussione, come riferito da Pastore, ha avuto il sapore dell’assurdo. Così come ha lasciato interrogativi l’assenza dell’allenatore in sala stampa dopo la vittoria per un mancamento di cui, naturalmente, non si mette in dubbio la veridicità ma che inevitabilmente alimenta ulteriori riflessioni.

La sensazione, al di là del risultato, è che la scossa continui a essere necessaria. Sul campo, almeno per ora, non si è vista. E il rischio di aspettare il primo passo falso per prendere decisioni drastiche potrebbe trasformarsi in un boomerang che il Catania non può permettersi, soprattutto in un contesto in cui la piazza sembra avere già preso posizione.

Nelle prossime ore probabilmente non accadrà nulla. O forse sì. Ma una cosa è certa: tornare da Altamura salvando soltanto i tre punti ha il sapore di una minestrina riscaldata. E a questo punto della stagione, per una squadra che vuole davvero giocarsi la promozione, potrebbe non bastare più.