NEWS
percorso: Home > NEWS > Campionato

Catania, Viali tra segnali positivi e dubbi: Latina dirà dove può arrivare

25-03-2026 07:23 - Campionato
Autore: Redazione

Secondo La Sicilia, il momento impone equilibrio: il Catania ha scelto William Viali e adesso, inevitabilmente, deve accompagnarlo con pazienza e lucidità. Un concetto che trova riscontro anche nell’attualità rossazzurra, perché la gara contro il Casarano ha restituito una squadra ancora imperfetta, ma dentro una fase di trasformazione che non può essere giudicata in maniera sommaria.

Il punto centrale, oggi, non è stabilire se il cambio in panchina sia stato giusto o sbagliato. Quella è una valutazione che appartiene esclusivamente al club, che ha deciso di interrompere il percorso con Toscano e affidare la squadra a Viali nel momento più delicato della stagione. La vera questione, piuttosto, è capire se questo Catania abbia ancora margine per diventare qualcosa di più credibile, più solido e soprattutto più pronto ad affrontare il bivio dei playoff.

La sensazione emersa dal debutto del nuovo allenatore è che la squadra stia provando a cambiare pelle senza aver ancora completato la muta. Ci sono stati passaggi in cui il Catania è apparso ancora bloccato da vecchie abitudini, da quella tendenza a girare attorno alla partita senza riuscire davvero a dominarla. E poi, invece, ci sono stati momenti in cui la squadra ha dato l’impressione di poter alzare ritmo, aggressività e presenza offensiva, quasi come se avesse finalmente intuito una strada diversa da percorrere.

Il secondo tempo contro il Casarano, da questo punto di vista, ha raccontato molto più del risultato. Non tanto per la qualità assoluta del gioco espresso, quanto per l’atteggiamento mostrato. Il Catania ha smesso di accompagnare l’azione con prudenza e ha cominciato ad attaccarla con maggiore convinzione. Ha portato più uomini nella metà campo avversaria, ha provato a schiacciare gli ospiti, ha dato l’idea di voler vincere la partita attraverso il peso offensivo e non soltanto attraverso il controllo. È un dettaglio tutt’altro che secondario, perché da mesi uno dei limiti principali di questa squadra è proprio la distanza tra il volume prodotto e la reale capacità di far male.

Qui, però, si entra nel nodo più delicato: il Catania continua ad avere diversi uomini sotto rendimento. E se una squadra vuole cambiare marcia a fine marzo, non può più permettersi di aspettare tutti all’infinito.

Il caso più evidente resta quello di Caturano. Al netto di qualsiasi alibi tattico o ambientale, il centravanti rossazzurro continua a vivere una stagione largamente al di sotto del suo curriculum. E il problema non è soltanto il numero dei gol, ma il peso complessivo dentro le partite. Da un attaccante della sua esperienza ci si aspetta capacità di trascinare, di incidere, di sporcare le gare anche quando non arrivano reti. Invece il Catania, troppo spesso, si ritrova con un centravanti fuori dal cuore del gioco e fuori anche dal cuore dell’area. In questa fase non serve crocifiggerlo, ma serve pretendere una reazione vera. Perché i playoff, se vuoi affrontarli con ambizione, non li puoi pensare senza il contributo del tuo numero 18.

Anche Bruzzaniti, pur avendo finalmente trovato il gol, resta dentro un discorso simile. La rete può rappresentare un piccolo spartiacque personale, ma non basta a cancellare una prestazione fatta di lampi e pause, di intuizioni e prevedibilità. Ha qualità, ha strappo, ha il colpo, ma spesso finisce per riproporre sempre la stessa soluzione, diventando leggibile. E nel calcio di fine stagione, quando gli avversari preparano le partite nel dettaglio, essere leggibili equivale quasi a sparire.

Se davanti ci sono ancora troppe risposte da attendere, chi continua a dare certezze è Lunetta. Non tanto perché sia stato l’uomo copertina, ma perché incarna quel tipo di atteggiamento che in questa fase pesa quasi quanto il talento: disponibilità, sacrificio, continuità dentro la partita. È il profilo di chi non si risparmia e, proprio per questo, finisce per tenere sempre aperta la gara anche quando il Catania fatica a trovare soluzioni pulite.

Poi c’è il tema tattico, che probabilmente rappresenta la chiave più interessante del nuovo corso. Il doppio mediano visto inizialmente non ha garantito né superiorità né fluidità. Il Catania ha faticato ad accorciare bene, a cucire il gioco, a gestire con pulizia la transizione tra recupero palla e sviluppo offensivo. Non è un caso che la squadra sia cresciuta quando Viali ha iniziato a sporcare il sistema, rendendolo meno rigido e più dinamico. L’avanzamento di Casasola, l’occupazione più intelligente delle mezze zone, il maggiore contributo dei giocatori offensivi in fase di riaggressione: sono tutti segnali di un allenatore che ha già capito dove mettere le mani.

E questo, forse, è il dato più incoraggiante di tutti. Viali non ha trovato una squadra vuota, ma neppure una squadra risolta. Ha trovato un gruppo che ha ancora dentro qualcosa del lavoro precedente, ma che va riordinato, alleggerito mentalmente e rimesso dentro una logica più feroce. Non gli si può chiedere di compiere un restauro completo in pochi giorni. Gli si può chiedere, però, di accelerare il più possibile su alcuni concetti chiave: presenza in area, coraggio negli ultimi metri, cattiveria nelle seconde palle, lettura delle partite nei momenti sporchi.

Anche perché il rischio, oggi, non è solo perdere terreno in classifica. Il vero pericolo è arrivare ai playoff con una squadra irrisolta, ancora sospesa tra ciò che potrebbe essere e ciò che non è mai diventata. Il secondo posto conta, eccome se conta. Ma conterà ancora di più il modo in cui il Catania ci arriverà, se ci arriverà. Perché la differenza, a maggio, non la farà soltanto la posizione di partenza: la farà soprattutto la condizione fisica, nervosa e tecnica con cui i rossazzurri si presenteranno all’appuntamento decisivo.

La trasferta di Latina, allora, diventa molto più di una semplice partita. Sarà un passaggio utile per capire se i primi correttivi introdotti in questi giorni abbiano già iniziato a sedimentarsi oppure se il Catania sia ancora troppo dipendente dalle fiammate individuali e troppo vulnerabile nei suoi vuoti di sistema. Non serviranno solo i tre punti, ma una prestazione che dica qualcosa di concreto sulla direzione intrapresa.

Per questo, oggi, l’atteggiamento più sensato resta uno solo: osservare senza isteria, ma anche senza indulgenza. Viali ha diritto al tempo, ma il Catania non ha più tempo da buttare. Ed è proprio in questa contraddizione che si giocherà il finale di stagione rossazzurro.