Catania in emergenza ma capolista: che sia giunta la definitiva maturità?
03-12-2025 10:26 - Campionato
Autore: Pier Andrea Aidala
Il lungo weekend calcistico ancora una volta ha sorriso ai colori rossazzurri. La vittoria conseguita a Picerno ha consentito infatti a Toscano e ai suoi ragazzi di assicurarsi la vetta e osservare senza eccessivi patemi d’animo il big match di lunedì sera, stravinto dal Benevento ai danni della Salernitana. Eppure, a due giorni dalla sfida interna contro il Crotone, il primato e i contestuali sorrisi fanno da contraltare ai grattacapi di formazione che costringeranno mister Toscano a schierare una formazione inedita nella serata di venerdì.
Il primo posto solitario nel Girone C è il risultato di un gruppo che sta dimostrando coesione e maturità, malgrado l’emergenza infortuni, le decisioni arbitrali talvolta avverse e l’impossibilità di avere i propri tifosi al seguito in trasferta. Proprio il capitolo defezioni fisiche è la nota dolente del girone d’andata dell’elefante. Troppi gli stop forzati, la maggior parte dei quali non di natura traumatica. I tre leader di difesa, centrocampo e attacco, leggasi Ierardi, Aloi e Cicerelli, sono stati messi al tappeto da infortuni di lungo corso, con il solo difensore ex Vicenza in predicato di disputare per intero il girone di ritorno. Alla lunga lista va sommato poi Donnarumma, vittima di un probabile stiramento che lo terrà ai box per qualche settimana.
Tuttavia, se il Catania guarda dall’alto in basso le altre contendenti alla promozione diretta, di certo un motivo ci sarà. Un fattore fondamentale andrebbe ricercato nel binomio Dirigenza-Tecnico, capace tra l’estate e l’autunno di creare e cementare un roster consapevole dei valori dei singoli ma forse bisognoso di comprendere appieno le proprie potenzialità di gruppo.
Il primo posto solitario nel Girone C è il risultato di un gruppo che sta dimostrando coesione e maturità, malgrado l’emergenza infortuni, le decisioni arbitrali talvolta avverse e l’impossibilità di avere i propri tifosi al seguito in trasferta. Proprio il capitolo defezioni fisiche è la nota dolente del girone d’andata dell’elefante. Troppi gli stop forzati, la maggior parte dei quali non di natura traumatica. I tre leader di difesa, centrocampo e attacco, leggasi Ierardi, Aloi e Cicerelli, sono stati messi al tappeto da infortuni di lungo corso, con il solo difensore ex Vicenza in predicato di disputare per intero il girone di ritorno. Alla lunga lista va sommato poi Donnarumma, vittima di un probabile stiramento che lo terrà ai box per qualche settimana.
Tuttavia, se il Catania guarda dall’alto in basso le altre contendenti alla promozione diretta, di certo un motivo ci sarà. Un fattore fondamentale andrebbe ricercato nel binomio Dirigenza-Tecnico, capace tra l’estate e l’autunno di creare e cementare un roster consapevole dei valori dei singoli ma forse bisognoso di comprendere appieno le proprie potenzialità di gruppo.
“Tutti titolari” ha ripetuto come fosse un mantra Mimmo Toscano sin dagli albori della stagione. Sino al forfait forzato di Ierardi e Cicerelli è stato questo il leitmotiv rossazzurro. Poi è giunto l’infortunio del 10, e nello spogliatoio palesemente rimaneggiato del Massimino qualcosa è cambiato. Superato lo shock è giunto il momento dell’unione. Il Catania ha mantenuto la calma, conquistando punti pesantissimi e responsabilizzando interpreti come Allegretto o Corbari precedentemente non presenti tra le prime linee delle preferenze di Toscano. Non a caso le debacle da capolista giunte in precedenza contro Cosenza e Casarano sono state spazzate via dalla vittoria sporca ma cinica di Picerno.
Venerdì sera contro il Crotone l’allenatore etneo avrà un compito ancor più arduo contro una compagine maledettamente ostica come quella pitagorica: senza Pieraccini, Martic, Ierardi, Donnarumma, Raimo, Di Tacchio, Aloi e Cicerelli occorrerà inventare una formazione con diverse “variazioni sul tema”. Serviranno caparbietà, calma e la stessa maturità dimostrata nell’ultimo mese per continuare a guidare il Girone. Il resto come sempre lo farà la cornice di pubblico del Massimino, vero dodicesimo uomo in campo e fattore determinante capace di regalare ben 22 punti sin qui tra le mura amiche.
Di certo una vittoria contro il Crotone, a maggior ragione allo stato attuale, suonerebbe come una prova di forza importante per questo finale di 2025. Benevento, Salernitana e Cosenza avranno un turno sulla carta meno ostico dei rossazzurri, ma nulla è scontato in un raggruppamento meridionale che fatica a trovare certezze e fughe per la vittoria finale. Ad aprile poco importeranno gli eventuali dibattiti sul bel gioco o sulle scelte del mister. Non è questo il momento e probabilmente nemmeno il torneo adatto a far stropicciare gli occhi degli spettatori.
Venerdì sera contro il Crotone l’allenatore etneo avrà un compito ancor più arduo contro una compagine maledettamente ostica come quella pitagorica: senza Pieraccini, Martic, Ierardi, Donnarumma, Raimo, Di Tacchio, Aloi e Cicerelli occorrerà inventare una formazione con diverse “variazioni sul tema”. Serviranno caparbietà, calma e la stessa maturità dimostrata nell’ultimo mese per continuare a guidare il Girone. Il resto come sempre lo farà la cornice di pubblico del Massimino, vero dodicesimo uomo in campo e fattore determinante capace di regalare ben 22 punti sin qui tra le mura amiche.
Di certo una vittoria contro il Crotone, a maggior ragione allo stato attuale, suonerebbe come una prova di forza importante per questo finale di 2025. Benevento, Salernitana e Cosenza avranno un turno sulla carta meno ostico dei rossazzurri, ma nulla è scontato in un raggruppamento meridionale che fatica a trovare certezze e fughe per la vittoria finale. Ad aprile poco importeranno gli eventuali dibattiti sul bel gioco o sulle scelte del mister. Non è questo il momento e probabilmente nemmeno il torneo adatto a far stropicciare gli occhi degli spettatori.
Il “metodo Toscano” è ormai chiaro e predilige la sostanza alla forma. La speranza è dunque che nella serata di venerdì il triplice fischio abbia la forma dei tre punti e che in primavera, costi quel che costi, quel numero 3 abbia accostata una linea retta in grado di trasformarlo nella lettera dell’alfabeto più desiderata da un intero popolo alle pendici dell’Etna. Come sempre, parola al campo.









