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Catania, il silenzio non basta più: giugno decisivo tra dubbi e ritardi

13-06-2026 12:32 - Campionato
Autore: Andrea Mazzeo

C'è un elemento che accomuna praticamente tutte le estati dell'era Pelligra. Non è un acquisto, non è un dirigente e nemmeno un allenatore. È il silenzio.

Un silenzio quasi "british", diventato negli anni una sorta di marchio di fabbrica della dirigenza rossazzurra. Una filosofia comunicativa che non arriva certo come una sorpresa, perché già nelle stagioni precedenti il club ha scelto spesso la strada della riservatezza, limitando al minimo comunicati, annunci e spiegazioni pubbliche.

Una strategia che può anche avere una sua logica interna, ma che continua a non entusiasmare né i tifosi né gli addetti ai lavori. Soprattutto in una piazza passionale e viscerale come Catania, dove il bisogno di comprendere la direzione del progetto è sempre stato parte integrante del rapporto tra società e ambiente.

Proprio per questo motivo la scelta editoriale della nostra redazione è stata chiara: evitare di alimentare il tradizionale valzer di nomi che accompagna ogni sessione di mercato. Al momento le uniche situazioni che riteniamo realmente concrete riguardano la possibile trattativa con l'Avellino per ridiscutere il futuro di Michele D'Ausilio, il cui diritto di riscatto scadrà tra pochi giorni, e il forte interesse del club etneo per l'attaccante irpino Cosimo Patierno, profilo che risulta particolarmente gradito ai dirigenti rossazzurri.

Ma il vero nodo della questione non è il mercato.

Il focus di queste settimane è e resta la panchina. Perché se la nomina di Fortunato Varrà come nuovo direttore sportivo appare ormai una formalità, la mancanza di un annuncio ufficiale rappresenta l'ennesimo motivo di perplessità. Ancora una volta si procede per indiscrezioni, conferme ufficiose e attese interminabili.

Nel frattempo il calendario corre.

Siamo al 13 giugno e il Catania non ha ancora trovato la propria quadra. La pista che porta a Fabio Caserta resta concreta, ma non può essere considerata chiusa. Anzi. I continui tentennamenti rischiano di complicare un'operazione che fino a qualche settimana fa sembrava destinata a concludersi positivamente.

Sul tecnico di Melito di Porto Salvo continua infatti a esserci l'interesse dell'Empoli, società che può offrirgli una panchina in Serie B e la possibilità di restare in categoria. Una prospettiva inevitabilmente diversa rispetto a quella rappresentata dal ritorno a Catania, piazza che Caserta conosce bene da ex calciatore e che potrebbe scegliere soltanto seguendo la strada del cuore e del progetto tecnico.

La sensazione, però, è quella di trovarsi davanti all'ennesimo stallo. Un autentico "stallo messicano" nel quale tutti aspettano le mosse degli altri mentre il tempo continua a scorrere.

Ed è proprio questo il punto che preoccupa maggiormente.

Dopo l'ennesima stagione conclusa senza il raggiungimento dell'obiettivo, ci si sarebbe aspettati una reazione immediata, una pianificazione rapida e decisioni tempestive. Invece le questioni aperte restano numerose. C'è da scegliere l'allenatore. C'è da valutare una rosa che necessita di profonde riflessioni. C'è un mercato estivo ormai alle porte. C'è l'organizzazione del ritiro precampionato, ancora avvolta dall'incertezza e con la speranza che non venga riproposta una prima fase di lavoro al Cibalino sotto il caldo soffocante dell'estate catanese.

E poi esiste un altro tema che continua a rimanere sullo sfondo: il comparto medico. Gli infortuni hanno rappresentato uno dei problemi più pesanti dell'ultima stagione e, ad oggi, non sono arrivate indicazioni concrete su eventuali interventi per migliorare un settore che necessita inevitabilmente di approfondimenti e valutazioni.

Senza dimenticare la questione legata allo storico logo. Una vicenda che continua a trascinarsi nel tempo e che appare sempre più difficile da comprendere agli occhi della tifoseria, soprattutto osservando come altre realtà abbiano raggiunto risultati analoghi senza percorsi così tortuosi e complessi.

Il risultato è un altro weekend di giugno costruito su "se", "forse" e "vedremo".

Parole che alimentano dubbi anziché certezze.

Perché se è giusto parlare di futuro, è altrettanto necessario dare risposte sul presente. E oggi il presente del Catania appare ancora troppo sfocato. Le parole del presidente Ross Pelligra sugli investimenti e sulle ambizioni future restano importanti, ma rischiano di assumere un sapore diverso quando non vengono accompagnate da atti concreti e immediati.

Più che una visione, in questo momento sembrano un rinvio.

E il problema è che il prossimo campionato non aspetterà nessuno.