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Catania, il mercato di Longo tra modulo, Salary Cap e ringiovanimento

29-06-2026 17:41 - Calciomercato
Autore: Andrea Mazzeo

Il Catania del futuro nascerà da tre principi ben precisi: adattare la rosa alle idee tattiche di Emilio Longo, rispettare i nuovi parametri economici imposti dalla Lega Pro e abbassare sensibilmente l'età media dell'organico. È su queste direttrici che la dirigenza rossazzurra sta costruendo il mercato estivo, destinato a rivoluzionare gran parte della squadra.

L'ufficialità dell'approdo di Longo in panchina è ormai soltanto questione di tempo. L'ex tecnico del Crotone porterà con sé un'identità tattica ben definita: al di là dei numeri, il suo calcio parte da una difesa a quattro, sviluppandosi prevalentemente con il 4-3-3 o il 4-2-3-1. Un'impostazione destinata a incidere profondamente sulle valutazioni dell'attuale organico.

Tra i reparti destinati a cambiare maggiormente ci sono gli esterni. Nel sistema di Longo verrebbero meno gli esterni a tutta fascia tipici del 3-4-2-1 adottato da Toscano, rendendo inevitabili alcune riflessioni.

Il primo nome è quello di Donnarumma. L'esterno offensivo gode di buon mercato e il Catania difficilmente si opporrebbe a una sua eventuale cessione.

Più delicata la posizione di Casasola. L'argentino, pur essendo nato come esterno di spinta, nel corso della carriera ha già ricoperto il ruolo di terzino destro. Una duttilità che potrebbe rivelarsi preziosa nel nuovo sistema di gioco. Rinunciare a un giocatore capace di interpretare più ruoli potrebbe rappresentare un rischio tecnico, anche se le esigenze economiche potrebbero spingere il club a valutare eventuali offerte.

Sulla corsia sinistra molto passerà dalle condizioni fisiche di Ponsi. L'ex Modena rappresenta un profilo estremamente affidabile per una difesa a quattro grazie alla capacità di giocare praticamente in ogni posizione del reparto arretrato. Il vero interrogativo riguarda la tenuta atletica: nelle ultime due stagioni ha collezionato appena otto presenze a causa dei numerosi infortuni.

Caratteristiche simili le possiede Raimo, reduce dal rinnovo contrattuale. Giovane, duttile e utilizzabile su entrambe le corsie, appare destinato a ritagliarsi uno spazio importante.

Sembra invece ai titoli di coda l'esperienza di Celli.

Tra i punti fermi del nuovo Catania c'è Mario Ierardi. Con Longo potrebbe essere impiegato sia come centrale sia come terzino destro, confermandosi uno dei difensori più completi della categoria, senza dimenticare il suo contributo anche in zona gol.

Al centro della difesa dovrebbero essere confermati Di Gennaro, Cargnelutti e Allegretto, quest'ultimo ormai vicino al rinnovo del contratto.

Situazione diversa per Miceli. Il difensore, che ha ancora un anno di contratto, compirà 35 anni e la politica di ringiovanimento potrebbe portare il club a valutare una separazione.

Definitivamente fuori dai radar anche Martic, destinato a lasciare il Catania dopo essere stato escluso dal progetto tecnico già nella seconda parte della passata stagione.

Non sono previste rivoluzioni in porta. Salvo offerte considerate irrinunciabili, Dini resterà l'estremo difensore rossazzurro.

Diverso il percorso immaginato per Bethers. Il giovane portiere dovrebbe rinnovare il contratto prima di essere ceduto in prestito, soluzione che gli consentirebbe di trovare continuità e al Catania di valorizzare un investimento ancora molto giovane.

In arrivo potrebbe esserci anche De Falco, classe 2006 dell'Igea Virtus. Il portiere ha attirato l'attenzione non soltanto per i dodici clean sheet e le sole diciassette reti incassate, ma anche per la vicenda disciplinare che gli è costata il campo nelle ultime otto gare tra cinque giornate di squalifica e le successive mancate convocazioni.

Il centrocampo sarà probabilmente il reparto destinato ai maggiori cambiamenti. Di Tacchio, De Rose e Di Noia sembrano ormai destinati a salutare, mentre dovrebbero restare Quaini, Corbari e Aloi. Anche in questo caso, però, le valutazioni definitive dipenderanno dal mercato, dalle idee di Longo e soprattutto dalle condizioni fisiche di Aloi, reduce da una stagione fortemente condizionata dagli infortuni.

Per rinforzare la mediana, i primi nomi portano inevitabilmente al Crotone. Piacciono soprattutto Vinicius, centrocampista brasiliano di 23 anni, e Gallo, classe 1997, entrambi già allenati dal futuro tecnico rossazzurro. Torna nuovamente in auge il tomentone dello scorso anno Gyabuaa, poi appprodato all'ultimo istante alla Salernitana.

Resta poi da sciogliere il rebus Jimenez. Da Salerno rimbalzano indiscrezioni che lo vorrebbero vicino ai granata, ma appare difficile immaginare che il Catania possa rafforzare una diretta concorrente nella corsa alla Serie B. Molto dipenderà dal giudizio di Longo, chiamato a decidere come valorizzare un giocatore che con Toscano ha alternato ottime prestazioni ad altre meno convincenti.

Non dovrebbe invece trovare spazio Frisenna, di ritorno dal prestito al Siracusa.

Sulla trequarti il Catania appare già ampiamente coperto. Lunetta, Cicerelli, Bruzzaniti e Leonardi rappresentano un patrimonio importante sul quale costruire il nuovo progetto tecnico. Le indiscrezioni relative a Del Sole dell'Ascoli, Zunno ed Energe del Crotone confermano che il Catania continua a monitorare il mercato, ma appare difficile immaginare ulteriori investimenti importanti in un reparto già ricco di qualità. In uscita, invece, sembrano destinati a salutare Luperini, Stoppa e Chiarella.

Molto più profonda sarà invece la rivoluzione offensiva. Forte, Rolfini e Bocic sono destinati a lasciare il club, mentre resta in forte dubbio anche la permanenza di Caturano. L'ipotesi di un prestito in Serie C consentirebbe al Catania di liberare uno slot e soprattutto alleggerire un monte ingaggi particolarmente pesante. Tra gli obiettivi più concreti figura Gori dell'Ascoli, ma il reparto offensivo sarà probabilmente quello che subirà il maggior numero di interventi. Da non eslcudere un nuovo interesse per Gomez sempre del Crotone, ma i 32 anni dell'attaccante cozzano non poco con i discorsi di ringiovanimento fatti finora.

Dietro ogni scelta di mercato c'è soprattutto una nuova variabile: il Salary Cap introdotto dalla Lega Pro. Dalla stagione 2026/27 ogni società potrà destinare agli stipendi una cifra non superiore al 50% del proprio valore della produzione. Nel conteggio rientrano parte fissa degli ingaggi, bonus individuali e diritti d'immagine, mentre restano esclusi i premi legati ai risultati sportivi, come promozioni e qualificazioni ai playoff.

Una soglia destinata ad abbassarsi ulteriormente: dal campionato 2027/28 il limite massimo scenderà infatti al 45%, imponendo ai club una gestione ancora più sostenibile.

Per questo il Catania non dovrà soltanto costruire una squadra competitiva, ma anche ridurre il peso del monte ingaggi e abbassare l'età media della rosa. Un equilibrio complesso, che spiega perché la prossima estate possa trasformarsi in una delle più profonde rivoluzioni tecniche vissute dal club negli ultimi anni.