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Catania, Grella: "Sogniamo la Serie A, pressione? Mi spinge ogni giorno"

18-04-2026 13:19 - Campionato
Autore: Redazione

Un progetto ambizioso, una pressione costante e un legame profondo con la città. Vincenzo Grella, amministratore delegato del Catania, ha raccontato la sua esperienza in rossazzurro in un’intervista rilasciata al The Sydney Morning Herald, offrendo uno spaccato diretto della realtà etnea tra sogni, difficoltà e responsabilità.

Al centro del racconto emerge un’immagine simbolica, quella del vulcano, scelta dallo stesso dirigente per rappresentare l’essenza di Catania. "La potenza", ha spiegato Grella, sottolineando come la città sia capace di alternare momenti di calma a improvvise esplosioni di energia. "È un po’ come il vulcano: può essere calma, silenziosa e poi, quando meno te lo aspetti, ha la forza di travolgerti".

Un’energia che si riflette anche nel rapporto con i tifosi, capaci di trasformare un semplice allenamento in un evento partecipato. "Questo è il Catania. Questo è il suo popolo. Hanno incitato la squadra come se stessimo giocando una finale di Champions League. La loro passione è impagabile", ha raccontato. Ma quella stessa passione può diventare anche pressione: "Se un giorno dovessero voltarti le spalle, diventerebbero come il vulcano".

Il momento della squadra resta complesso, con il Catania ancora in Serie C e un percorso che ha subito rallentamenti rispetto alle aspettative iniziali. "Quello che è successo ieri mi tiene sveglio la notte. Devo far funzionare questo progetto. Dobbiamo arrivare in Serie A. Non c’è motivo per cui non possiamo riuscirci", ha dichiarato Grella, ribadendo la fiducia nelle risorse e nella visione del club.

Non manca un passaggio sul clima attorno alla squadra, spesso caratterizzato da tensione e critiche. "Non mi ha mai spaventato questo tipo di pressione. Anzi, è ciò che mi spinge ogni giorno. Non lo faccio per i soldi", ha precisato, evidenziando come la motivazione personale vada oltre l’aspetto economico.

Parole importanti anche per il presidente Ross Pelligra, difeso con decisione: "Io lo stimo moltissimo. Quello che ha fatto per questo club, i sacrifici personali, viene in Italia 14 volte in una stagione. Non è proprio dietro l’angolo". E ancora: "Ha messo tutto quello che serviva. Non ha mai detto ‘è troppo’. Eppure continuano a criticarlo. E questo mi fa arrabbiare, perché non se lo merita".

Infine, Grella si assume ogni responsabilità per i risultati sportivi: "Se qualcuno deve rompere le scatole a qualcuno, che le rompano a me, perché sono io a gestire il club". Una presa di posizione chiara, che conferma la volontà di metterci la faccia in un momento delicato.

La visione resta ambiziosa, quasi inevitabile per una piazza come Catania. "Alla fine dei conti, è la loro città. È il loro club. Noi siamo solo custodi", ha concluso Grella. Un progetto che punta in alto, sospinto da una passione che, proprio come il vulcano, può diventare travolgente.