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Catania, dalle ambizioni al fallimento: ora servono risposte e chiarezza

01-06-2026 12:42 - Campionato
Autore: Pier Andrea Aidala

Ripartire dopo una cocente delusione non è mai semplice. Non lo è per nulla a Catania, città nella quale sino a gennaio il sogno Serie B era molto più che un mero proposito di inizio anno. Il fallimento dell’obiettivo stagionale lascia numerosi interrogativi e poche risposte, ancor più dopo le dichiarazioni sibilline dell’ormai ex allenatore Domenico Toscano al termine di Catania-Ascoli. In mancanza delle - tardive a questo punto - repliche della società, il crollo del primo tassello del domino rossazzurro va ricercato proprio nello scricchiolio degli ingranaggi palesato a gennaio.

Il primo nodo da sciogliere è quello relativo al mercato di riparazione che non ha fornito strumenti adeguati al miglioramento della rosa. Nel commento a caldo post-mercato, lo stesso Toscano si era detto soddisfatto degli arrivi, ma con il senno di poi le scelte effettuate in tal senso non hanno pagato. L’unico calciatore inserito quasi stabilmente nell’undici iniziale è stato Miceli, con prestazioni nemmeno lontanamente paragonabili a quelle dell’infortunato Di Gennaro. I resto della truppa giunta ad inizio 2026 ha visto poco il campo e mai in maniera memorabile, rendendo chiaro come le lacune da colmare fossero altre e necessitassero elementi di altro spessore. L’allontanamento di Ivano Pastore è in tal senso un segnale da interpretare come un’attribuzione di responsabilità all’ex DS o una “conditio sine qua non per il ritorno di Toscano?

Altro cavillo al momento irrisolto riguarda la presenza mediatica della dirigenza etnea. Grella e Zarbano hanno parlato di rado alla piazza. Le ultime volte in occasione dell’ufficializzazione della partnership con un nuovo sponsor e per l’arrivo, dimenticabile, di William Viali sulla panchina catanese. Troppe volte, malgrado fosse consigliabile fare il contrario, si è deciso di mandare davanti ai microfoni l’allenatore o i calciatori invece di dar voce ai massimi esponenti dirigenziali per ricoprire il ruolo di parafulmini e proteggere dalle inevitabili polemiche i tesserati.

Nell’immediato post-eliminazione dai playoff sarebbe di certo stato maggiormente idoneo mostrarsi davanti le telecamere, assumersi le responsabilità del fallimento stagionale e chiudere l’annata sportiva con il verbo della società, invece di quello di un tecnico all’addio. Sicuramente nelle prossime settimane sarà indetta una conferenza stampa per proporre i temi del prossimo futuro, ma non ci sarebbe errore più grande di liquidare con poche battute le cause della mancata promozione nella stagione 2025-26. La città e l’ambiente chiedono chiarezza, a maggior ragione a seguito di investimenti innegabili e ingenti da parte della proprietà.

Proprio il tema delle eventuali riflessioni del Patron Pelligra rimbalza di strada in strada alle pendici dell’Etna. In un’annata che ha visto l’allestimento – quantomeno in estate – di una rosa da promozione diretta e l’acquisto di Torre del Grifo, non possono non stridere i risultati e le contraddizioni emerse negli ultimi cinque mesi. Per un futuro che è da delineare, vi è un passato da analizzare con cautela ma decisione. Dall’avvento di Rosario Pelligra nella città dell’elefante le spese e gli investimenti non sono mai mancati, ma il costante ripetersi di alcune dinamiche ha condizionato i risultati sportivi in maniera evidente. Troppi gli allenatori giunti al capolinea e prontamente sostituiti senza risultati migliorativi, troppi i DS andati via senza capire la reale motivazione delle separazioni, troppi i calciatori incapaci di esprimersi in rossazzurro e poi esplosi altrove. Il Presidente, lontano da sguardi indiscreti, dovrà ottenere risposte prima ancora di fornirle alla città.

Un’ennesima ripartenza dopo un’ennesima delusione non sarà facile da digerire, ma l’amore incondizionato dei tifosi è materia da trattare con la dovuta attenzione. Il sentore generale è che, malgrado alcuni pilastri che rimarranno immutati, la prossima stagione debba essere una sorta di anno zero dell’universo Catania FC. Ripartire, si, ma stavolta davvero e con la consapevolezza di ciò che si è sbagliato e di come possa realmente essere corretto. Catania merita di più, a partire dalle risposte.