Catania capolista a Potenza: tra insidie, scelte obbligate e concentrazione
14-12-2025 09:25 - Campionato
Autore: Redazione
Come sottolineato da La Sicilia, presentarsi a Potenza da capolista non semplifica il compito del Catania. Al contrario, aumenta le incognite, perché l’atteggiamento degli avversari diventa difficile da prevedere: c’è chi prova a giocarsela fino in fondo e chi, invece, preferisce coprirsi per non concedere varchi a una squadra esperta e cinica come quella rossazzurra.
Mimmo Toscano, alla vigilia, ha evitato qualsiasi lettura teorica della partita, limitandosi a fissare i concetti chiave: ambizione, concentrazione e continuità. Come riportato dal quotidiano La Sicilia, il tecnico ha insistito sull’importanza di un approccio immediato contro un Potenza organizzato, capace di costruire dal basso e tutt’altro che rinunciatario.
La stagione di Serie C ha già dimostrato quanto i pronostici possano essere traditi dal campo. La Sicilia ricorda diversi risultati sorprendenti, fino al recente stop del Catania a Casarano, maturato in un contesto che sembrava favorevole. Un passaggio a vuoto che ha rafforzato, nello spogliatoio, l’idea che ogni gara debba essere affrontata come una possibile trappola.
Per l’impegno delle 14.30, il Catania arriva con sensazioni migliori grazie al recupero di alcuni uomini chiave. Toscano dovrebbe confermare l’ossatura delle ultime settimane, con scelte in parte obbligate soprattutto nel reparto arretrato. Davanti a Dini, la linea difensiva dovrebbe essere composta da Allegretto sul centrodestra, Di Gennaro in posizione centrale e Celli sul centrosinistra. Sulle corsie laterali toccherà ancora a Casasola e Lunetta, chiamati a un lavoro particolarmente attento nelle due fasi per evitare che il Potenza possa creare superiorità numerica sugli esterni. In mezzo al campo rientra Di Tacchio dopo la squalifica: al suo fianco uno tra Corbari e Quaini, con Toscano chiamato a valutare equilibrio e copertura. Sulla trequarti spazio alla qualità, con Jimenez e D’Ausilio alle spalle di Forte, riferimento offensivo più avanzato. Tra le alternative a gara in corso, c’è Stoppa per aumentare il tasso tecnico tra le linee, oltre ai rientranti dalla panchina che però difficilmente potranno garantire un impiego prolungato. Attenzione anche a Caturano, ex di turno, atteso da un ritorno tutt’altro che morbido sul campo dove la scorsa stagione aveva conquistato il titolo di capocannoniere: l’accoglienza non sarà benevola, ma l’attaccante conosce bene il contesto.
Il Potenza, invece, si presenta all’appuntamento con diverse assenze pesanti. In attacco mancheranno Schimmenti, Anatriello e D’Auria; a centrocampo non sarà disponibile Castorani, mentre in difesa è out Camigliano. Nonostante le defezioni, il tecnico De Giorgio non dovrebbe rinunciare alla propria identità e potrebbe schierare un tridente offensivo con Selleri, Petrungaro e Mazzeo, con Bruschi prima alternativa.
Il quadro che emerge è quello di una squadra lucana capace di segnare, ma anche vulnerabile sul piano difensivo. Eppure il dato che colpisce è l’imbattibilità casalinga, lo stesso biglietto da visita con cui si presenta oggi il Catania, forte della miglior difesa del girone.
Due percorsi diversi, due filosofie distinte, ma un punto in comune: nessuna delle due ha ancora perso in casa. Ed è proprio questo dettaglio a rendere la sfida del “Viviani” un banco di prova delicato per una capolista chiamata a dimostrare solidità, maturità e capacità di lettura nei momenti chiave della partita.
Mimmo Toscano, alla vigilia, ha evitato qualsiasi lettura teorica della partita, limitandosi a fissare i concetti chiave: ambizione, concentrazione e continuità. Come riportato dal quotidiano La Sicilia, il tecnico ha insistito sull’importanza di un approccio immediato contro un Potenza organizzato, capace di costruire dal basso e tutt’altro che rinunciatario.
La stagione di Serie C ha già dimostrato quanto i pronostici possano essere traditi dal campo. La Sicilia ricorda diversi risultati sorprendenti, fino al recente stop del Catania a Casarano, maturato in un contesto che sembrava favorevole. Un passaggio a vuoto che ha rafforzato, nello spogliatoio, l’idea che ogni gara debba essere affrontata come una possibile trappola.
Per l’impegno delle 14.30, il Catania arriva con sensazioni migliori grazie al recupero di alcuni uomini chiave. Toscano dovrebbe confermare l’ossatura delle ultime settimane, con scelte in parte obbligate soprattutto nel reparto arretrato. Davanti a Dini, la linea difensiva dovrebbe essere composta da Allegretto sul centrodestra, Di Gennaro in posizione centrale e Celli sul centrosinistra. Sulle corsie laterali toccherà ancora a Casasola e Lunetta, chiamati a un lavoro particolarmente attento nelle due fasi per evitare che il Potenza possa creare superiorità numerica sugli esterni. In mezzo al campo rientra Di Tacchio dopo la squalifica: al suo fianco uno tra Corbari e Quaini, con Toscano chiamato a valutare equilibrio e copertura. Sulla trequarti spazio alla qualità, con Jimenez e D’Ausilio alle spalle di Forte, riferimento offensivo più avanzato. Tra le alternative a gara in corso, c’è Stoppa per aumentare il tasso tecnico tra le linee, oltre ai rientranti dalla panchina che però difficilmente potranno garantire un impiego prolungato. Attenzione anche a Caturano, ex di turno, atteso da un ritorno tutt’altro che morbido sul campo dove la scorsa stagione aveva conquistato il titolo di capocannoniere: l’accoglienza non sarà benevola, ma l’attaccante conosce bene il contesto.
Il Potenza, invece, si presenta all’appuntamento con diverse assenze pesanti. In attacco mancheranno Schimmenti, Anatriello e D’Auria; a centrocampo non sarà disponibile Castorani, mentre in difesa è out Camigliano. Nonostante le defezioni, il tecnico De Giorgio non dovrebbe rinunciare alla propria identità e potrebbe schierare un tridente offensivo con Selleri, Petrungaro e Mazzeo, con Bruschi prima alternativa.
Il quadro che emerge è quello di una squadra lucana capace di segnare, ma anche vulnerabile sul piano difensivo. Eppure il dato che colpisce è l’imbattibilità casalinga, lo stesso biglietto da visita con cui si presenta oggi il Catania, forte della miglior difesa del girone.
Due percorsi diversi, due filosofie distinte, ma un punto in comune: nessuna delle due ha ancora perso in casa. Ed è proprio questo dettaglio a rendere la sfida del “Viviani” un banco di prova delicato per una capolista chiamata a dimostrare solidità, maturità e capacità di lettura nei momenti chiave della partita.









