Catania-Ascoli 2-1: Dini e Celli migliori in campo, vane le reti di Caturano e Forte
27-05-2026 23:42 - Pagelle
Autore: Redazione
DINI 7 – In una serata in cui il Catania era chiamato a spingersi costantemente in avanti lasciando inevitabilmente spazi dietro, il portiere rossazzurro ha dovuto convivere per tutta la gara con situazioni complicate e momenti di forte pressione offensiva dell’Ascoli. Risponde presente con personalità e lucidità, opponendosi con ottimi riflessi alle conclusioni degli attaccanti bianconeri e mantenendo viva la speranza rossazzurra soprattutto nella fase centrale del match. Sul gol di Oviszach viene praticamente abbandonato dalla difesa e non può opporsi più di tanto. Nel complesso disputa una partita di livello, confermandosi uno dei più affidabili della stagione etnea.
IERARDI 6 – Prestazione di sacrificio e grande disponibilità del difensore rossazzurro, che prova a contenere le accelerazioni degli esterni marchigiani con corsa e aggressività. In diverse circostanze riesce anche a chiudere con puntualità e a dare una mano nella costruzione dal basso, ma quando l’Ascoli aumenta i ritmi va inevitabilmente in difficoltà. Pesa molto l’episodio del gol di Oviszach, quando si fa saltare con troppa facilità lasciando spazio alla giocata che chiude definitivamente il discorso qualificazione.
PIERACCINI 6,5 – Tra i più continui e positivi della retroguardia etnea. Guida il reparto con autorevolezza, si fa rispettare fisicamente nei duelli e prova a tenere alta la linea difensiva anche nei momenti di maggiore pressione ospite. Molto bravo nelle letture preventive e nelle chiusure, dove spesso riesce a mettere una pezza agli errori dei compagni. Cerca anche di accompagnare la manovra offensiva con qualche uscita palla al piede interessante. Prestazione di spessore nonostante l’eliminazione.
CELLI 7 – Il simbolo dell’orgoglio rossazzurro nella notte del “Massimino”. Gioca una partita di enorme intensità emotiva e agonistica, mettendo in campo tutto quello che aveva dal primo all’ultimo minuto. Difende con cattiveria, recupera palloni pesantissimi e prova continuamente a verticalizzare per dare ritmo alla manovra offensiva del Catania. Quando c’è da soffrire è sempre il primo a metterci il corpo, mentre nelle fasi di spinta prova anche a trascinare la squadra con personalità e leadership. Una delle poche note davvero positive da cui ripartire.
CASASOLA 5 – Ancora una volta fatica tremendamente a contenere la velocità e l’imprevedibilità degli esterni dell’Ascoli. Soffre soprattutto nelle situazioni di uno contro uno e in diverse circostanze rischia di concedere troppo spazio agli avversari. Prova a spingere con generosità e nel secondo tempo sfiora anche il gol che avrebbe potuto riaprire totalmente il discorso qualificazione, ma la sua prestazione resta complessivamente insufficiente. Rispetto ad altri momenti della stagione appare in evidente calo fisico e mentale. (Dall’81’ RAIMO SV – Entra nel momento più caotico della partita, quando il Catania tenta ormai disperatamente l’assalto finale. Ha pochissimi palloni giocabili per lasciare il segno).
QUAINI 6 – Gara di grande lavoro oscuro per il centrocampista rossazzurro, spesso costretto a giocare spalle alla porta e sotto pressione per la continua aggressività del centrocampo ascolano. Prova comunque a dare ordine alla manovra e a smistare palloni puliti verso gli attaccanti, alternando giocate semplici a qualche buona apertura. Non riesce però ad incidere realmente sul ritmo della gara nei momenti decisivi.
DI TACCHIO 6 – Il capitano prova a trascinare i compagni con esperienza, carattere e fisicità. Combatte su ogni pallone, si abbassa spesso per aiutare la difesa e prova anche ad accompagnare la pressione offensiva nei momenti di maggiore entusiasmo rossazzurro. La qualità tecnica del centrocampo dell’Ascoli, però, finisce alla lunga per limitarne l’impatto. Resta comunque una prova di sostanza e spirito di sacrificio.
DONNARUMMA 6,5 – Probabilmente una delle sue migliori partite da quando veste la maglia rossazzurra. Sulla fascia spinge con continuità e convinzione, creando diversi problemi alla difesa marchigiana grazie alla qualità dei suoi cross e alla capacità di attaccare gli spazi. Molto attento anche in fase difensiva, dove si sacrifica senza mai tirare indietro la gamba. Prestazione convincente sotto tutti i punti di vista. (Dall’81’ LUNETTA SV – Toscano lo inserisce nel finale per aumentare il peso offensivo e tentare l’ultimo assalto, ma il gol di Oviszach aveva ormai spento gran parte dell’entusiasmo del “Massimino”).
D’AUSILIO 6,5 – Partita viva, tecnica e ricca di iniziative interessanti per l’ex Avellino, che riesce spesso ad accendere la manovra offensiva del Catania con qualità e imprevedibilità. Dialoga bene sia con Forte che con Caturano e prova continuamente a creare superiorità numerica tra le linee. Il palo colpito all’inizio del secondo tempo resta probabilmente l’episodio che più farà male ai tifosi rossazzurri: il possibile 3-0 avrebbe infatti completamente cambiato inerzia emotiva e pressione psicologica della gara (dal 64’ CICERELLI 5,5 – Entra con il compito di dare fantasia e strappi offensivi negli ultimi metri, ma fatica tremendamente a trovare spazi contro un Ascoli ormai molto compatto e attento. Si vede soltanto a sprazzi e non riesce ad incidere come ci si sarebbe aspettato da un giocatore del suo talento).
CATURANO 7 – L’attaccante rossazzurro interpreta la partita con rabbia, fame e spirito da leader vero. Il gol segnato dopo appena sette minuti restituisce immediatamente speranza e convinzione a tutto il “Massimino”, ma oltre alla rete c’è tantissimo lavoro sporco, pressing continuo e sacrificio al servizio della squadra. Lotta su ogni pallone, prova continuamente ad aprire spazi per i compagni e chiude la propria partita stremato dopo aver dato davvero tutto. (Dal 72’ BRUZZANITI 5,5 – Ha voglia e prova a mettere intensità nei minuti finali, ma l’Ascoli si chiude bene e gli concede pochissimi spazi per esprimere le proprie caratteristiche offensive).
FORTE 6,5 – Ritrova il gol dopo mesi difficili e lo fa nel momento più importante della stagione rossazzurra. La rete del 2-0 allo scadere del primo tempo aveva fatto esplodere il “Massimino” e riacceso sogni che sembravano impossibili. Oltre al gol mette in campo grande generosità, lottando continuamente contro i difensori ascolani e sacrificandosi anche in fase di non possesso. Il cuore però, stavolta, non basta.
Il Catania saluta i playoff nel clima pesantissimo del “Massimino”, tra contestazione, delusione e rabbia per un’altra stagione chiusa senza promozione. Il successo per 2-1 contro l’Ascoli non basta ai rossazzurri per ribaltare il pesantissimo 4-0 subito all’andata, risultato che ha compromesso irrimediabilmente la semifinale e che continua a rappresentare il grande rimpianto della squadra di Mimmo Toscano. Eppure, per oltre un tempo, il Catania aveva riacceso la speranza di una rimonta clamorosa grazie ad un approccio feroce, intenso e finalmente all’altezza dell’importanza della gara. Il gol di Caturano dopo appena sette minuti aveva incendiato il “Massimino”, mentre il raddoppio di Forte allo scadere del primo tempo aveva alimentato il sogno di un’impresa che sembrava improvvisamente possibile. Nella ripresa, però, la squadra etnea non è riuscita a trovare il terzo gol che avrebbe rimesso completamente in discussione la qualificazione, mentre la rete di Oviszach all’83’ ha spento definitivamente ogni speranza rossazzurra. Nel finale lo stadio si è progressivamente svuotato tra cori di contestazione, fumogeni e fortissima amarezza per un’altra annata fallita. Per il Catania resta così soltanto la delusione di una stagione nata con ambizioni importanti e conclusa ancora una volta in Serie C.
DINI 7 – In una serata in cui il Catania era chiamato a spingersi costantemente in avanti lasciando inevitabilmente spazi dietro, il portiere rossazzurro ha dovuto convivere per tutta la gara con situazioni complicate e momenti di forte pressione offensiva dell’Ascoli. Risponde presente con personalità e lucidità, opponendosi con ottimi riflessi alle conclusioni degli attaccanti bianconeri e mantenendo viva la speranza rossazzurra soprattutto nella fase centrale del match. Sul gol di Oviszach viene praticamente abbandonato dalla difesa e non può opporsi più di tanto. Nel complesso disputa una partita di livello, confermandosi uno dei più affidabili della stagione etnea.
IERARDI 6 – Prestazione di sacrificio e grande disponibilità del difensore rossazzurro, che prova a contenere le accelerazioni degli esterni marchigiani con corsa e aggressività. In diverse circostanze riesce anche a chiudere con puntualità e a dare una mano nella costruzione dal basso, ma quando l’Ascoli aumenta i ritmi va inevitabilmente in difficoltà. Pesa molto l’episodio del gol di Oviszach, quando si fa saltare con troppa facilità lasciando spazio alla giocata che chiude definitivamente il discorso qualificazione.
PIERACCINI 6,5 – Tra i più continui e positivi della retroguardia etnea. Guida il reparto con autorevolezza, si fa rispettare fisicamente nei duelli e prova a tenere alta la linea difensiva anche nei momenti di maggiore pressione ospite. Molto bravo nelle letture preventive e nelle chiusure, dove spesso riesce a mettere una pezza agli errori dei compagni. Cerca anche di accompagnare la manovra offensiva con qualche uscita palla al piede interessante. Prestazione di spessore nonostante l’eliminazione.
CELLI 7 – Il simbolo dell’orgoglio rossazzurro nella notte del “Massimino”. Gioca una partita di enorme intensità emotiva e agonistica, mettendo in campo tutto quello che aveva dal primo all’ultimo minuto. Difende con cattiveria, recupera palloni pesantissimi e prova continuamente a verticalizzare per dare ritmo alla manovra offensiva del Catania. Quando c’è da soffrire è sempre il primo a metterci il corpo, mentre nelle fasi di spinta prova anche a trascinare la squadra con personalità e leadership. Una delle poche note davvero positive da cui ripartire.
CASASOLA 5 – Ancora una volta fatica tremendamente a contenere la velocità e l’imprevedibilità degli esterni dell’Ascoli. Soffre soprattutto nelle situazioni di uno contro uno e in diverse circostanze rischia di concedere troppo spazio agli avversari. Prova a spingere con generosità e nel secondo tempo sfiora anche il gol che avrebbe potuto riaprire totalmente il discorso qualificazione, ma la sua prestazione resta complessivamente insufficiente. Rispetto ad altri momenti della stagione appare in evidente calo fisico e mentale. (Dall’81’ RAIMO SV – Entra nel momento più caotico della partita, quando il Catania tenta ormai disperatamente l’assalto finale. Ha pochissimi palloni giocabili per lasciare il segno).
QUAINI 6 – Gara di grande lavoro oscuro per il centrocampista rossazzurro, spesso costretto a giocare spalle alla porta e sotto pressione per la continua aggressività del centrocampo ascolano. Prova comunque a dare ordine alla manovra e a smistare palloni puliti verso gli attaccanti, alternando giocate semplici a qualche buona apertura. Non riesce però ad incidere realmente sul ritmo della gara nei momenti decisivi.
DI TACCHIO 6 – Il capitano prova a trascinare i compagni con esperienza, carattere e fisicità. Combatte su ogni pallone, si abbassa spesso per aiutare la difesa e prova anche ad accompagnare la pressione offensiva nei momenti di maggiore entusiasmo rossazzurro. La qualità tecnica del centrocampo dell’Ascoli, però, finisce alla lunga per limitarne l’impatto. Resta comunque una prova di sostanza e spirito di sacrificio.
DONNARUMMA 6,5 – Probabilmente una delle sue migliori partite da quando veste la maglia rossazzurra. Sulla fascia spinge con continuità e convinzione, creando diversi problemi alla difesa marchigiana grazie alla qualità dei suoi cross e alla capacità di attaccare gli spazi. Molto attento anche in fase difensiva, dove si sacrifica senza mai tirare indietro la gamba. Prestazione convincente sotto tutti i punti di vista. (Dall’81’ LUNETTA SV – Toscano lo inserisce nel finale per aumentare il peso offensivo e tentare l’ultimo assalto, ma il gol di Oviszach aveva ormai spento gran parte dell’entusiasmo del “Massimino”).
D’AUSILIO 6,5 – Partita viva, tecnica e ricca di iniziative interessanti per l’ex Avellino, che riesce spesso ad accendere la manovra offensiva del Catania con qualità e imprevedibilità. Dialoga bene sia con Forte che con Caturano e prova continuamente a creare superiorità numerica tra le linee. Il palo colpito all’inizio del secondo tempo resta probabilmente l’episodio che più farà male ai tifosi rossazzurri: il possibile 3-0 avrebbe infatti completamente cambiato inerzia emotiva e pressione psicologica della gara (dal 64’ CICERELLI 5,5 – Entra con il compito di dare fantasia e strappi offensivi negli ultimi metri, ma fatica tremendamente a trovare spazi contro un Ascoli ormai molto compatto e attento. Si vede soltanto a sprazzi e non riesce ad incidere come ci si sarebbe aspettato da un giocatore del suo talento).
CATURANO 7 – L’attaccante rossazzurro interpreta la partita con rabbia, fame e spirito da leader vero. Il gol segnato dopo appena sette minuti restituisce immediatamente speranza e convinzione a tutto il “Massimino”, ma oltre alla rete c’è tantissimo lavoro sporco, pressing continuo e sacrificio al servizio della squadra. Lotta su ogni pallone, prova continuamente ad aprire spazi per i compagni e chiude la propria partita stremato dopo aver dato davvero tutto. (Dal 72’ BRUZZANITI 5,5 – Ha voglia e prova a mettere intensità nei minuti finali, ma l’Ascoli si chiude bene e gli concede pochissimi spazi per esprimere le proprie caratteristiche offensive).
FORTE 6,5 – Ritrova il gol dopo mesi difficili e lo fa nel momento più importante della stagione rossazzurra. La rete del 2-0 allo scadere del primo tempo aveva fatto esplodere il “Massimino” e riacceso sogni che sembravano impossibili. Oltre al gol mette in campo grande generosità, lottando continuamente contro i difensori ascolani e sacrificandosi anche in fase di non possesso. Il cuore però, stavolta, non basta.









