Andrea Dini nella storia: 15 clean sheet e record al Massimino (1354 minuti)
23-02-2026 20:35 - Campionato
Autore: Redazione
C'è un momento in cui una striscia positiva smette di essere statistica e diventa storia. Quel momento, per Andrea Dini e per il Catania, è arrivato il 22 febbraio 2026, con l'1-0 al Giugliano firmato da Michele D'Ausilio al 68'. Una vittoria che non ha soltanto consolidato il percorso della squadra, ma ha riscritto i libri dei record del calcio professionistico italiano.
Con quindici partite casalinghe consecutive senza subire gol dall'inizio del campionato, il Catania ha eguagliato il primato assoluto detenuto dal Lecce 1974-75 in Serie C1. Il “Massimino” è diventato un fortino strutturale, un ambiente dove l'evento-gol avversario si è trasformato in eccezione statistica.
Al centro di questa architettura difensiva c'è Andrea Dini. Il numero 57 rossazzurro ha raggiunto quota 1.350 minuti casalinghi consecutivi senza subire gol, dato calcolato al netto dei minuti di recupero, non considerati ai fini delle statistiche ufficiali. Un riferimento che lo colloca nella scia dei grandi specialisti dell'imbattibilità interna. Davanti, nella graduatoria cronometrica, resta il primato di Emmerich Tarabocchia con i 1.392 minuti del Lecce 1974-75; alle spalle, superato, il precedente record che resisteva da oltre trent'anni, quello di Marco Ballotta con il Modena 1989-90, fermo a 1.299 minuti e a 14 gare interne senza reti al passivo.
C'è però un dettaglio, meramente simbolico ma suggestivo, che amplia ulteriormente la prospettiva. L'ultima rete subita al “Massimino” risale infatti alla scorsa stagione, nei play off contro il Pescara, quando Merola segnò all'86' il gol decisivo. Dal momento della rete fino al triplice fischio finale trascorsero circa quattro minuti senza ulteriori segnature: un segmento che rafforza idealmente la continuità della solidità casalinga.
Il confronto tra epoche rafforza il peso del traguardo. Negli anni Settanta e Ottanta il recupero era ridotto al minimo; oggi la durata effettiva delle partite è superiore e la pressione agonistica più intensa. Anche per questo, i 1.350 minuti di Dini assumono un valore tecnico e mentale ancora più significativo.
Resta però la variabile decisiva: la classifica. Il Benevento mantiene cinque punti di vantaggio a dieci giornate dal termine e l'obiettivo promozione resta la priorità assoluta. Il record è inciso negli archivi; ora Dini e il Catania vogliono trasformarlo nel trampolino verso la Serie B.
C'è un momento in cui una striscia positiva smette di essere statistica e diventa storia. Quel momento, per Andrea Dini e per il Catania, è arrivato il 22 febbraio 2026, con l'1-0 al Giugliano firmato da Michele D'Ausilio al 68'. Una vittoria che non ha soltanto consolidato il percorso della squadra, ma ha riscritto i libri dei record del calcio professionistico italiano.
Con quindici partite casalinghe consecutive senza subire gol dall'inizio del campionato, il Catania ha eguagliato il primato assoluto detenuto dal Lecce 1974-75 in Serie C1. Il “Massimino” è diventato un fortino strutturale, un ambiente dove l'evento-gol avversario si è trasformato in eccezione statistica.
Al centro di questa architettura difensiva c'è Andrea Dini. Il numero 57 rossazzurro ha raggiunto quota 1.350 minuti casalinghi consecutivi senza subire gol, dato calcolato al netto dei minuti di recupero, non considerati ai fini delle statistiche ufficiali. Un riferimento che lo colloca nella scia dei grandi specialisti dell'imbattibilità interna. Davanti, nella graduatoria cronometrica, resta il primato di Emmerich Tarabocchia con i 1.392 minuti del Lecce 1974-75; alle spalle, superato, il precedente record che resisteva da oltre trent'anni, quello di Marco Ballotta con il Modena 1989-90, fermo a 1.299 minuti e a 14 gare interne senza reti al passivo.
C'è però un dettaglio, meramente simbolico ma suggestivo, che amplia ulteriormente la prospettiva. L'ultima rete subita al “Massimino” risale infatti alla scorsa stagione, nei play off contro il Pescara, quando Merola segnò all'86' il gol decisivo. Dal momento della rete fino al triplice fischio finale trascorsero circa quattro minuti senza ulteriori segnature: un segmento che rafforza idealmente la continuità della solidità casalinga.
Il confronto tra epoche rafforza il peso del traguardo. Negli anni Settanta e Ottanta il recupero era ridotto al minimo; oggi la durata effettiva delle partite è superiore e la pressione agonistica più intensa. Anche per questo, i 1.350 minuti di Dini assumono un valore tecnico e mentale ancora più significativo.
Resta però la variabile decisiva: la classifica. Il Benevento mantiene cinque punti di vantaggio a dieci giornate dal termine e l'obiettivo promozione resta la priorità assoluta. Il record è inciso negli archivi; ora Dini e il Catania vogliono trasformarlo nel trampolino verso la Serie B.









