NEWS
percorso: Home > NEWS > Campionato

9 aprile, la ferita e la rinascita: Catania non dimentica

10-04-2026 09:00 - Campionato
Autore: Redazione

Ci sono date che restano incise nella memoria collettiva di una città. Il 9 aprile 2022 è una di quelle che, per Catania e per il suo calcio, segnano un prima e un dopo. Un passaggio netto, doloroso, certificato da poche righe ufficiali ma dal peso enorme.

Come ricorda Giovanni Finocchiaro su La Sicilia, fu proprio in quella giornata che il Tribunale di Catania – sezione fallimentare decretò la fine dell’esercizio provvisorio della Calcio Catania S.p.A., sancendo di fatto la chiusura di un capitolo storico. Un comunicato asciutto, quasi freddo nella sua essenzialità, che mise la parola fine a mesi di tentativi, speranze e resistenza sportiva e umana. A quattro giornate dal termine del campionato, la storica matricola 11700 veniva cancellata.

Ma non dai cuori dei tifosi.

A distanza di quattro anni, quel momento resta vivido. Non solo per il valore simbolico della decisione, ma per ciò che rappresentò nelle ore immediatamente successive. L’ultimo ritrovo a Torre del Grifo, con i giocatori, il tecnico Francesco Baldini e il direttore Maurizio Pellegrino, rimane una delle immagini più forti di quella stagione: un gruppo che, pur consapevole dell’epilogo, provava a restare unito davanti all’inevitabile.

E proprio Torre del Grifo oggi torna a essere un simbolo, ma con un significato diverso. Il centro sportivo ha infatti riaperto i battenti, almeno sul piano progettuale, dopo l’acquisizione da parte di Rosario Pelligra, attuale patron del Catania. Un segnale concreto di ripartenza, che va oltre la dimensione sportiva e tocca quella identitaria. Perché Torre del Grifo non è soltanto una struttura: è un luogo che rappresenta un’epoca, un’ambizione, un’idea di calcio.

Il presente, dunque, prova a dialogare con il passato. Mentre si attendono aggiornamenti sui lavori di riqualificazione del Village e anche sul fronte del logo, la città continua a guardare avanti senza dimenticare ciò che è stato. Il 9 aprile resta una ferita aperta, ma anche un punto di partenza.

Sui social, nelle ultime ore, sono stati tanti i messaggi dei tifosi. Ricordi, riflessioni, ma anche speranze. Perché il calcio a Catania è ripartito con una nuova proprietà e con una nuova identità. Adesso, però, la sfida è un’altra: trasformare la rinascita in crescita, dare continuità a un progetto che possa riportare stabilmente il club nei contesti che gli competono.

La memoria non si cancella. Ma può diventare la base su cui costruire qualcosa di più solido. E forse è proprio questo il senso più profondo di quella data: ricordare da dove si viene per capire dove si vuole andare.