Cerignola-Catania 1-0, le pagelle: Dini si salva, Allegretto disastroso

31-10-2026 16:46 -

Autore: Redazione

Il Catania esce sconfitto per 1-0 dal "Domenico Monterisi" contro l'Audace Cerignola, incassando la quinta battuta d'arresto nelle prime dodici giornate di campionato. Dopo il 6-0 al Giugliano, i rossazzurri offrono una prestazione deludente, caratterizzata da poca intensità, numerosi errori e scarsa incisività offensiva. Dini evita il peggio nel primo tempo, ma nella ripresa Boccadamo sfrutta una rimessa laterale gestita male da Allegretto e decide l'incontro. Neppure le sostituzioni di Longo riescono a cambiare il risultato.

DINI 6,5 – Se il Catania riesce a raggiungere l'intervallo senza subire reti, gran parte del merito appartiene al suo portiere. Il primo intervento decisivo arriva quando Vitale approfitta di un'incertezza difensiva e si presenta in posizione favorevole: Dini rimane lucido, legge la conclusione e respinge con i piedi. Poco dopo deve nuovamente intervenire sulla potente conclusione di D'Orazio, facendosi trovare pronto anche sul successivo tentativo ravvicinato di Gambale. È continuamente chiamato a rimediare alle difficoltà dei compagni, trasmettendo sicurezza in una partita nella quale la retroguardia concede decisamente troppo. Sul gol di Boccadamo viene sorpreso dalla rapidità dell'azione e dalla conclusione sul primo palo, situazione nella quale avrebbe potuto proteggere meglio lo specchio. Resta comunque il migliore dei rossazzurri, avendo impedito al Cerignola di indirizzare la partita già nella prima frazione.

CABIANCA 5 – Una prestazione lontana dagli standard raggiunti nelle ultime settimane. L'ex Salernitana fatica a trovare le distanze corrette, appare meno sicuro nella gestione del pallone e non riesce a garantire quella partecipazione alla manovra che aveva rappresentato un valore aggiunto nel nuovo assetto difensivo. Quando il Cerignola aumenta la pressione, alterna interventi utili a disimpegni imprecisi, contribuendo a rendere difficoltosa la costruzione dal basso. Anche nelle occasioni in cui potrebbe accompagnare l'azione offensiva preferisce soluzioni poco coraggiose oppure non trova i tempi necessari per sostenere gli esterni. Nella ripresa perde un appoggio importante sul terreno di gioco, permettendo a Padula di sviluppare un'iniziativa pericolosa, poi contenuta da Di Gennaro. Una giornata complicata, nella quale non riesce a esprimere né la consueta solidità né la capacità di incidere nelle due fasi.

DI GENNARO 6 – In una difesa che attraversa diversi momenti di difficoltà, è quello che conserva maggiore ordine e lucidità. Cerca di leggere in anticipo i movimenti degli attaccanti avversari, interviene con decisione quando il Cerignola trova spazio tra le linee e prova a mantenere compatto un reparto spesso costretto ad arretrare. Non sempre può evitare che i pugliesi arrivino alla conclusione, ma nelle situazioni di competenza diretta commette pochi errori e dimostra attenzione anche nei momenti più delicati. Nella ripresa respinge un pallone insidioso sugli sviluppi di una punizione e, nel finale, interrompe un'azione potenzialmente pericolosa di Padula. Riceve un'ammonizione per un intervento su Gambale, ma non perde concentrazione. La sua prova rappresenta una delle poche note sufficienti di una giornata negativa per l'intera squadra.

ALLEGRETTO 4 – Una partita pesantemente condizionata da due episodi che raccontano le difficoltà del difensore rossazzurro. Nel primo tempo una sua incertezza spalanca la strada a Vitale, che si presenta davanti a Dini trovando la pronta risposta del portiere. È il primo segnale di una gara affrontata con meno sicurezza del solito. L'errore più grave arriva però nella ripresa, quando gestisce in maniera irregolare una rimessa laterale, consegnando il possesso agli avversari. Il Cerignola riprende rapidamente il gioco e sviluppa l'azione che permette a Boccadamo di realizzare il gol decisivo. Una disattenzione difficile da accettare a questi livelli, soprattutto per le conseguenze sul risultato. Prova a proseguire con determinazione, ma appare condizionato dall'episodio e fatica a ritrovare serenità. Chiude una giornata decisamente negativa ricevendo anche un cartellino giallo per un fallo su Gambale. La responsabilità del gol pesa inevitabilmente sulla valutazione complessiva.

LUNETTA 5,5 – Tra i titolari è uno dei pochi che prova con una certa continuità a dare velocità alle iniziative offensive. Cerca di sfruttare la corsia destra per allungare la squadra e costringere gli avversari ad arretrare, ma non sempre trova la necessaria collaborazione dei compagni. Nella prima frazione alterna qualche accelerazione a fasi nelle quali resta troppo isolato, mentre nella ripresa si rende protagonista di una conclusione che termina poco sopra la traversa e di un colpo di testa facilmente controllato da Viola. L'impegno non manca, così come la disponibilità a muoversi anche senza pallone, ma la sua intraprendenza produce risultati limitati. Riceve un'ammonizione nel primo tempo e lascia il campo quando Longo decide di modificare la disposizione offensiva. Una prestazione generosa, ma insufficiente per qualità e concretezza. (Dal 70' INSIGNE 5 – Longo lo inserisce nella seconda parte della ripresa per provare a sfruttarne le qualità tecniche e la capacità di trovare giocate decisive negli ultimi metri. L'esterno offensivo, però, non riesce a entrare pienamente nel ritmo dell'incontro. Cerca di trovare una posizione utile tra le linee, ma viene coinvolto raramente in situazioni favorevoli e fatica a creare superiorità numerica. Le sue iniziative risultano sporadiche e non riescono a destabilizzare una difesa pugliese ormai concentrata sulla protezione del vantaggio. Nemmeno quando il Catania prova ad aumentare la pressione riesce a trovare lo spunto necessario per cambiare l'inerzia della partita. Un ingresso poco incisivo, soprattutto considerando la necessità di recuperare il risultato e l'importanza delle sue qualità individuali).

QUAINI 5 – Comincia la partita con qualche buona lettura, recuperando palloni e tentando di favorire la circolazione del gioco attraverso cambi di direzione e passaggi verso gli esterni. Con il trascorrere dei minuti, tuttavia, perde progressivamente efficacia. Il centrocampo del Cerignola riesce a limitarne l'iniziativa, costringendolo a lavorare spesso in condizioni di pressione e riducendo le possibilità di impostare con tranquillità. Nella ripresa aumentano gli errori nella gestione dei possessi, mentre alcune scelte poco precise rallentano ulteriormente una manovra già scarsamente incisiva. Anche sul piano dell'interdizione non riesce a garantire la continuità necessaria per proteggere adeguatamente la retroguardia. Longo lo sostituisce nel finale per cercare maggiore spinta offensiva, ma resta la sensazione di una prestazione nettamente inferiore alle sue possibilità. (Dal 80'
BRUZZANITI S.V. – Entra nella parte conclusiva dell'incontro, quando il Catania è ormai costretto a cercare il pareggio contro un avversario raccolto nella propria metà campo. Prova a sfruttare la sua rapidità per creare qualche situazione favorevole e cerca di rendersi utile attraverso traversoni e iniziative individuali. Il poco tempo a disposizione, unito alle difficoltà generali della squadra, non gli consente però di incidere concretamente. Non ci sono elementi sufficienti per esprimere una valutazione numerica attendibile).

VALLOCCHIA 4,5 – Una delle prove meno convincenti del suo campionato. Abituato a garantire dinamismo, aggressività e capacità di accompagnare entrambe le fasi, questa volta non riesce a trovare il ritmo della partita. Il Cerignola gli sottrae frequentemente tempo e spazio, impedendogli di sviluppare quelle iniziative che normalmente consentono al Catania di guadagnare metri. La sua partecipazione alla costruzione risulta limitata e diversi passaggi non raggiungono i destinatari con la precisione necessaria. Manca soprattutto la capacità di incidere attraverso recuperi tempestivi e inserimenti, due caratteristiche che avevano contribuito a renderlo un riferimento della mediana rossazzurra. Longo comprende la difficoltà e lo richiama in panchina nella prima parte della ripresa. Un pomeriggio da dimenticare per un calciatore che fino a questo momento aveva offerto ben altre prestazioni. (Dal 61' CALIGARA 5 – Entra nella ripresa con il compito di aggiungere qualità e capacità di inserimento a un centrocampo che non era riuscito a sostenere adeguatamente la manovra offensiva. Il suo approccio è incoraggiante: cerca immediatamente il pallone, prova a dare maggiore rapidità alla circolazione e si rende protagonista di una conclusione diagonale che termina a poca distanza dal palo. È una delle occasioni più interessanti create dal Catania dopo il gol di Boccadamo. Con il trascorrere dei minuti, tuttavia, anche la sua iniziativa perde continuità e il centrocampo rossazzurro continua a faticare nella costruzione di azioni realmente pericolose. Il rientro dopo il problema muscolare rappresenta comunque un elemento positivo, ma l'ingresso non produce il cambiamento che Longo cercava. Mostra qualche segnale incoraggiante senza riuscire a modificare il risultato).

MASCIANGELO 5 – La fascia sinistra non riesce mai a diventare una soluzione realmente efficace per la manovra del Catania. L'esterno rossazzurro viene coinvolto con poca continuità e spesso riceve palloni che non gli permettono di attaccare immediatamente lo spazio. Anche quando riesce ad avanzare, però, manca la qualità necessaria nell'ultimo passaggio. I suoi traversoni non creano particolari problemi alla difesa pugliese e la collaborazione con i compagni della zona offensiva rimane insufficiente. Nel primo tempo prova a cercare Lunetta con un pallone dalla sinistra, senza ottenere risultati, mentre nella ripresa non riesce a cambiare l'andamento della gara. In fase difensiva cerca di garantire copertura, ma non offre quel contributo complessivo che Longo si aspetta dagli esterni del suo sistema. Viene sostituito per aumentare il peso offensivo della squadra. (Dal 61' LIGUORI 6 – Il suo ingresso rappresenta uno dei pochi tentativi realmente apprezzabili di cambiare il volto offensivo della partita. Si presenta con determinazione, cerca subito di affrontare gli avversari e prova ad aggiungere imprevedibilità a una squadra fino a quel momento troppo lenta. La sua mobilità permette al Catania di guadagnare qualche metro e di sviluppare iniziative soprattutto dalla sinistra. Cerca la giocata personale quando ne ha l'opportunità e prova a rifornire i compagni con palloni indirizzati verso l'area di rigore. Non tutte le soluzioni risultano precise, ma è evidente la volontà di assumersi responsabilità in un momento complicato. I suoi tentativi non bastano per raggiungere il pareggio, anche perché manca il necessario sostegno collettivo. La sufficienza premia soprattutto l'atteggiamento e la capacità di portare un minimo di vivacità in un reparto offensivo poco produttivo).

CAVUOTI 5 – Dopo la brillante prestazione contro il Giugliano, ci si aspettava una nuova dimostrazione della sua qualità tecnica. Il giovane trequartista prova a muoversi tra le linee, cercando il pallone e tentando di superare gli avversari attraverso accelerazioni e cambi di direzione. Il Cerignola, però, gli concede pochissima libertà e riesce quasi sempre a limitarne le iniziative prima che diventino pericolose. In alcune circostanze insiste nella giocata individuale senza riuscire a individuare tempestivamente un compagno meglio posizionato. Non manca la volontà di assumersi responsabilità, ma le sue intuizioni rimangono isolate e non producono occasioni significative. Anche nella ripresa tenta di aumentare la propria presenza, effettuando qualche traversone che viene però neutralizzato dalla difesa avversaria. Una prestazione nella quale emergono le difficoltà di un giovane talento chiamato a trovare continuità anche contro squadre organizzate e aggressive.

CICERELLI 5,5 – Nel primo tempo è uno dei pochissimi rossazzurri capaci di creare qualche difficoltà alla difesa del Cerignola. Su calcio di punizione costringe Viola a intervenire per deviare il pallone in angolo, mentre successivamente sfiora il vantaggio con una conclusione indirizzata verso il secondo palo. Sono due iniziative che confermano la sua capacità di trovare soluzioni personali anche quando la squadra fatica a costruire. Il problema è che, dopo l'intervallo, la sua presenza diventa meno incisiva. Continua a cercare il pallone e prova a suggerire movimenti ai compagni, ma le sue giocate risultano meno precise e prevedibili. Nella parte conclusiva dell'incontro tenta di rifornire l'area con alcuni cross, senza riuscire a trovare una soluzione efficace. Da un calciatore della sua esperienza e qualità era lecito attendersi maggiore personalità soprattutto dopo lo svantaggio. Resta tra i meno negativi, ma non raggiunge la sufficienza.

CODA 5 – Una partita difficile per l'attaccante rossazzurro, che passa lunghi tratti dell'incontro senza ricevere palloni realmente utilizzabili. La distanza tra i reparti e le difficoltà nella costruzione impediscono al centravanti di essere servito con continuità nei pressi dell'area di rigore. Cerca di rendersi utile anche lontano dalla porta, abbassandosi per partecipare alla manovra e provando a favorire gli inserimenti dei compagni. Proprio da un suo recupero nasce una delle migliori occasioni del primo tempo, con il successivo diagonale di Cicerelli terminato fuori di poco. Quando invece prova a cercare personalmente la conclusione, non riesce a trovare la precisione necessaria. Nella ripresa tenta anche una soluzione acrobatica, ma Viola controlla senza difficoltà. Longo lo richiama in panchina per inserire Caturano. Una giornata senza soddisfazioni, nella quale pesano sia l'isolamento offensivo sia l'incapacità di incidere nelle poche opportunità disponibili. (Dal 70' CATURANO 5 – Prende il posto di Coda con il compito di garantire maggiore presenza negli ultimi metri e offrire un riferimento diverso ai compagni. Il contesto, però, è tutt'altro che favorevole: il Catania continua a sviluppare una manovra lenta e raramente riesce a servire palloni in condizioni vantaggiose. Caturano prova a muoversi tra i difensori, cercando di liberarsi per una possibile conclusione o per favorire gli inserimenti dei trequartisti, ma i rifornimenti sono pochi e spesso imprecisi. Non riesce a trovare una giocata capace di mettere in difficoltà Viola e trascorre gran parte dei minuti a disposizione lontano dalle zone realmente pericolose. Le responsabilità non sono soltanto sue, ma il suo ingresso non riesce comunque a produrre gli effetti sperati).