CUS Catania Rugby, la Serie A celebrata in Comune: Trantino esalta la squadra
28-10-2026 16:40 -
Autore: Redazione
Il ritorno del rugby catanese in Serie A è un traguardo che va ben oltre il risultato sportivo. Dopo oltre sessant'anni, il CUS Catania torna a rappesentante nel campionato nazionale la città di Catania, protagonista di una promozione che ha restituito entusiasmo all'intero movimento della palla ovale siciliana. Un risultato celebrato questa mattina nella Sala Giunta di Palazzo degli Elefanti, dove la formazione universitaria è stata ricevuta dal sindaco Enrico Trantino per la presentazione ufficiale della nuova stagione.
L'incontro, raccontato da La Sicilia, ha rappresentato un momento di riconoscimento istituzionale per una società che, attraverso un lungo percorso di crescita, è riuscita a riportare Catania in una categoria di prestigio. Ad accogliere giocatori, tecnici e dirigenti è stato il primo cittadino, da sempre vicino al mondo del rugby per il proprio passato da praticante e per l'incarico di presidente onorario del San Gregorio, altra realtà storica della disciplina etnea.
Nel corso della cerimonia, Trantino ha utilizzato proprio il rugby per lanciare un messaggio rivolto alla città, sottolineando come la collaborazione e la responsabilità collettiva siano fondamentali tanto nello sport quanto nella vita quotidiana. "Il rugby dovrebbe diventare una metafora per la nostra città. In campo, infatti, non vince un solo giocatore: la meta arriva dopo il lavoro di tutta la squadra e di tutti e quindici i giocatori. Lo stesso dovrebbe succedere a Catania. La nostra amministrazione da sola non può risolvere tutti i problemi, serve l'aiuto di tutti. Occorre fare squadra come si fa bene nel rugby".
Il sindaco ha quindi allargato il proprio ragionamento al rapporto tra i cittadini e il territorio, auspicando un maggiore coinvolgimento della comunità nella tutela degli spazi pubblici. "Abbiamo una città bellissima che tutti apprezzano e anche i catanesi dovrebbero imparare a scoprirla, salvaguardarla e soprattutto rispettarla come fanno i turisti. Serve la mano di tutti e auspico in futuro l'aiuto del mondo dello sport, scendendo in campo per le strade della città dove è maggiore il degrado, per fare riflettere la gente. I catanesi dovrebbero abituarsi a guardare la propria città con gli occhi dei turisti".
Accanto all'orgoglio per la promozione, non è mancato un augurio per il futuro del movimento rugbistico locale. "Il CUS quest'anno rappresenterà Catania nel campionato di Serie A e auguro a questi ragazzi, alla società e ai dirigenti di ottenere altri grandi traguardi. In futuro auspico un derby CUS Catania-San Gregorio e, in quel caso, non me ne voglia il CUS, tiferei per la mia squadra, il San Gregorio, dove rivesto da tempo la carica di presidente onorario", ha aggiunto Trantino, con un riferimento alla formazione etnea tornata quest'anno in Serie B.
La presentazione ha offerto anche l'occasione per affrontare una delle questioni più importanti per lo sviluppo del rugby cittadino: la disponibilità di strutture adeguate. Sul tema è intervenuto Paolo Giuseppe Di Caro, direttore della Direzione Cultura del Comune di Catania e dirigente impegnato anche nell'ambito dei progetti e delle politiche sportive dell'amministrazione. "Per il futuro occorre un campo che possa ospitare le squadre di rugby. Il campo Benito Paolone, al momento gestito da un consorzio, potrebbe rappresentare la struttura ideale per venire incontro alle società e al movimento etneo della palla ovale".
Un'indicazione che riporta l'attenzione sulla necessità di accompagnare i risultati agonistici con investimenti e una programmazione capace di assicurare continuità all'attività delle società. Il ritorno in Serie A, infatti, rappresenta un'opportunità non soltanto per la prima squadra del CUS, ma anche per l'intero settore giovanile e per le realtà che contribuiscono quotidianamente alla diffusione del rugby sul territorio.
A presentare il gruppo universitario è stato Nino Puleo, storico responsabile della sezione rugby del CUS Catania, affiancato da Carlo Leonardi, uno dei giocatori simbolo della formazione etnea, ancora oggi protagonista sul campo. Alla cerimonia hanno partecipato anche dirigenti e componenti dello staff tecnico della squadra allenata da Luca Mammana, assente insieme al capitano al momento della fotografia ufficiale.
Puleo ha fatto il punto anche sull'avvio del campionato, sottolineando il significato della prima vittoria stagionale. Dopo la sconfitta casalinga per 40-19 contro la Lazio Rugby 1927 nella giornata inaugurale, il CUS ha saputo reagire conquistando un prezioso successo esterno per 28-22 sul campo dell'Unione Rugby Roma. Un risultato che ha dimostrato la capacità della formazione catanese di confrontarsi con le difficoltà della nuova categoria e di trovare immediatamente una risposta dopo l'esordio negativo.
"Dopo l'esordio con una sconfitta in casa contro la Lazio, domenica scorsa la squadra ha vinto a Roma la prima partita, confermando di avere le carte in regola per disputare un torneo che possa dare tante soddisfazioni agli appassionati di rugby che auspicavano di rivedere una squadra in Serie A", ha dichiarato Puleo, evidenziando la fiducia riposta nel gruppo e nel lavoro dello staff.
Il prossimo appuntamento è già alle porte. Domenica 1° novembre il CUS Catania tornerà alla Cittadella Universitaria per affrontare il Rugby Lions Alto Lazio, nella terza giornata del girone 4 di Serie A. Una sfida importante per dare continuità alla vittoria conquistata nella Capitale e muovere ulteriormente la classifica davanti al pubblico di casa.
La giornata di Palazzo degli Elefanti si è così conclusa tra il riconoscimento per un'impresa attesa da decenni e la consapevolezza che il percorso sia appena cominciato. Il CUS Catania ha riportato la città su un palcoscenico prestigioso della palla ovale italiana, ma la sfida più significativa sarà consolidare questo risultato, costruendo le condizioni per una presenza duratura in Serie A.
Un obiettivo che richiederà organizzazione, strutture, sostegno istituzionale e soprattutto quella capacità di lavorare insieme richiamata dal sindaco. Perché, come insegna il rugby, il traguardo si raggiunge attraverso il contributo di tutti, e la promozione del CUS può rappresentare il punto di partenza per una nuova stagione di crescita dell'intero movimento catanese.