Catania FC, logo storico riconquistato: asta vinta per 250.000 euro

22-10-2026 12:17 -

Autore: Andrea Mazzeo

Lo storico logo del Calcio Catania torna a casa, ma per riportarlo nella disponibilità del club rossazzurro è stata necessaria una battaglia economica ben più impegnativa di quanto inizialmente previsto. Il Catania FC del presidente Ross Pelligra si è aggiudicato l'asta per il marchio della vecchia società, prevalendo sulla Revolution Group Srl al termine di una mattinata caratterizzata da continui rilanci. La cifra finale ha raggiunto i 250.000 euro, quasi cinque volte la base d'asta di 55.000 euro. Un epilogo accolto con soddisfazione dall'ambiente etneo, che chiude una vicenda particolarmente sentita dalla tifoseria, ma lascia aperti alcuni interrogativi sulla gestione dell'operazione.

La procedura competitiva, avviata per la vendita del marchio appartenuto al Calcio Catania Spa, società dichiarata fallita nel 2021 e successivamente esclusa dal campionato di Serie C nell'aprile 2022, aveva inizialmente coinvolto quattro soggetti. Oltre al Catania FC e alla Revolution Group, avevano presentato offerte anche il Comune di Catania e un concorrente privato legato a un ex calciatore delle giovanili rossazzurre. Con il trascorrere dei giorni, tuttavia, la competizione si era progressivamente concentrata sulle due società maggiormente determinate a ottenere l'assegnazione.

Già nelle ore precedenti alla scadenza il confronto aveva assunto toni particolarmente accesi. Dopo i primi rilanci, che avevano portato l'importo oltre quota 70.000 euro, Catania FC e Revolution Group avevano continuato a superarsi, con offerte che nella serata di mercoledì avevano raggiunto i 75.000 euro. Nella mattinata di giovedì la sfida è entrata nella fase decisiva, trasformandosi in un serrato duello economico che ha fatto lievitare rapidamente il prezzo fino ai 250.000 euro conclusivi. La determinazione della proprietà rossazzurra ha così consentito al club di avere la meglio sull'ultimo concorrente rimasto, riportando il simbolo nella disponibilità della società che oggi rappresenta il calcio professionistico catanese.

L'operazione possiede un significato che supera ampiamente quello commerciale. Lo scudetto con l'elefante e il pallone ha accompagnato intere generazioni di sostenitori, attraversando le stagioni della Serie A, le retrocessioni, le difficoltà societarie e le successive risalite. La scomparsa del vecchio Calcio Catania aveva interrotto la continuità giuridica con quella storia, ma non il legame sentimentale tra il marchio e la città. Il suo recupero rappresenta quindi un passaggio importante nella ricostruzione dell'identità rossazzurra, dopo la ripartenza dalla Serie D e il ritorno tra i professionisti.

La soddisfazione per l'esito finale, tuttavia, non dovrebbe impedire una riflessione sulla tempistica dell'operazione. Perché il Catania FC non è riuscito ad acquisire il marchio prima che la vicenda arrivasse a una procedura competitiva aperta ad altri soggetti? È una domanda legittima, soprattutto considerando la differenza tra il valore iniziale di 55.000 euro e la somma necessaria per prevalere nell'asta. Si tratta di 195.000 euro in più rispetto alla base di partenza, un incremento considerevole per un bene che, al di là delle potenzialità commerciali, possiede principalmente un valore identitario.

La questione merita comunque di essere valutata alla luce dei precedenti tentativi di acquisizione. Il legale del Catania FC, Dario Motta, aveva infatti ricostruito pubblicamente l'iter seguito dalla società, riferendo di una prima manifestazione di interesse presentata nel gennaio 2024, di una proposta irrevocabile formulata nel maggio 2025 e di una successiva iniziativa nel giugno 2026. Secondo il professionista, il mancato perfezionamento delle trattative non sarebbe dipeso da un disinteresse del club, ma dall'evoluzione della procedura fallimentare e dalle decisioni della curatela, che aveva infine scelto la strada dell'asta pubblica.

Questi elementi spiegano almeno in parte come si sia arrivati alla gara competitiva, ma non cancellano completamente gli interrogativi. Resta da comprendere se esistessero margini concreti per raggiungere un accordo in una fase precedente e se una strategia differente avrebbe potuto evitare un esborso tanto elevato. Non è possibile attribuire automaticamente alla società la responsabilità dell'aumento del prezzo, considerando che le modalità della vendita erano determinate dalla procedura fallimentare. È però evidente che l'ingresso di altri concorrenti abbia trasformato l'acquisizione in una sfida economica dall'esito tutt'altro che scontato.

In questa vicenda ha avuto un ruolo anche il Comune di Catania, che aveva deciso di partecipare all'asta con l'obiettivo dichiarato di tutelare il valore storico del marchio e impedirne un utilizzo estraneo alla tradizione calcistica cittadina. L'amministrazione aveva inoltre prospettato, in caso di aggiudicazione, la possibilità di concedere il simbolo in uso alla società rossazzurra e valorizzarlo attraverso iniziative culturali. Una partecipazione che ha confermato quanto il destino dello stemma fosse considerato una questione di interesse collettivo, ben oltre i confini della società sportiva.

Alla fine, però, a prevalere è stato il Catania FC. Ross Pelligra ha scelto di sostenere fino in fondo il confronto con Revolution Group, assumendosi un impegno economico importante pur di assicurare al club un patrimonio simbolico che la tifoseria reclamava da tempo. Un risultato che può contribuire a rafforzare il rapporto tra società e sostenitori, soprattutto in una stagione nella quale non sono mancate tensioni e richieste di maggiore chiarezza sulle prospettive del progetto sportivo.

Il marchio storico torna dunque nella casa rossazzurra, chiudendo una lunga parentesi di incertezza. Resta il peso di un'operazione costata molto più del previsto e il dubbio che, attraverso un percorso differente, si sarebbe potuto raggiungere lo stesso risultato con un investimento inferiore. Sono interrogativi che meritano risposte, ma che non ridimensionano il valore della conclusione: il Catania ha recuperato un simbolo fondamentale della propria storia e, questa volta, la vittoria è arrivata fuori dal campo.