Caso Zago, l'AIA sorprende: dopo Potenza-Catania arbitra Casertana-Bari
20-10-2026 20:00 -
Autore: Andrea Mazzeo
La designazione di Francesco Zago per Casertana-Bari, uno degli incontri più interessanti dell’undicesima giornata del girone C di Serie C, è una decisione destinata a far discutere. A distanza di appena sei giorni dalla controversa direzione di Potenza-Catania, l’arbitro della sezione di Conegliano tornerà infatti in campo venerdì 23 ottobre, alle ore 20.30, per un’altra sfida importante nella corsa alle posizioni di vertice. Nessuna pausa, dunque, dopo le contestazioni sollevate dalla partita del “Viviani”, ma un nuovo incarico di rilievo che pone interrogativi sulle valutazioni effettuate dagli organi arbitrali e sull’opportunità di una scelta quantomeno discutibile.
La sconfitta del Catania a Potenza, maturata con il risultato di 2-1, ha lasciato dietro di sé una lunga serie di polemiche. A suscitare le maggiori perplessità sono state soprattutto la rete annullata a Cicerelli nel primo tempo, il calcio di rigore concesso ai padroni di casa per una trattenuta di Bruzzaniti su Loiacono e la mancata assegnazione di un penalty reclamato dai rossazzurri nei minuti conclusivi. A questi episodi si aggiunge il gol cancellato a Cavuoti per una posizione irregolare di Caturano, rilevata attraverso il Football Video Support. Decisioni differenti per natura e dinamica, che richiedono valutazioni tecniche distinte, ma che nel loro complesso hanno alimentato un diffuso malcontento nell’ambiente etneo. Il punto più controverso riguarda soprattutto l’uniformità dei criteri adottati nella valutazione dei contatti in area e l’applicazione di uno strumento tecnologico che dovrebbe contribuire a ridurre gli errori, non ad accrescere la sensazione di disparità nei giudizi.
In questo contesto, la scelta di affidare immediatamente a Zago una partita come Casertana-Bari appare difficilmente comprensibile. Nessuno può pretendere che un arbitro venga automaticamente sospeso in seguito alle proteste di una società o dei suoi sostenitori, né le contestazioni costituiscono di per sé una prova di errore. Tuttavia, dopo una direzione così discussa, una settimana di pausa avrebbe rappresentato una decisione prudente, utile a consentire un approfondimento tecnico degli episodi e a sottrarre il direttore di gara a ulteriori pressioni. Invece, la nuova designazione sembra procedere senza alcuna discontinuità rispetto a quanto accaduto a Potenza. Questo non significa necessariamente che l’operato di Zago sia stato giudicato positivamente dagli osservatori arbitrali, perché le relative valutazioni non sono pubbliche, ma sul piano della comunicazione il segnale trasmesso è evidente: le polemiche non hanno inciso sulla sua immediata utilizzazione.
A rendere ancora più singolare la vicenda è la presenza a Caserta di Stefania Genoveffa Signorelli, assistente della sezione di Paola che faceva già parte della squadra arbitrale di Potenza-Catania. La nuova designazione ufficiale prevede infatti Zago come direttore di gara, Gianmarco Macripò e Signorelli come assistenti, Giuseppe Vingo nel ruolo di quarto ufficiale e Cristian Robilotta come operatore FVS. Due componenti della squadra arbitrale del “Viviani” saranno dunque nuovamente impegnati insieme in un confronto di notevole importanza per gli equilibri del campionato. Anche in questo caso non si tratta di attribuire automaticamente responsabilità all’assistente, ma di interrogarsi sull’opportunità complessiva della scelta.
La questione, del resto, supera il singolo episodio e riguarda la credibilità del sistema arbitrale. In un campionato nel quale ogni punto può incidere sulla lotta per la promozione, le società hanno diritto a criteri di valutazione chiari e coerenti. Il Football Video Support ha introdotto una possibilità di revisione che rende ancora più importante la capacità di spiegare le decisioni, soprattutto quando situazioni apparentemente simili vengono interpretate in maniera differente. Senza trasformare ogni controversia in una caccia al colpevole, sarebbe auspicabile una maggiore trasparenza sulle valutazioni tecniche e sulle ragioni che portano a confermare immediatamente un arbitro dopo una prestazione al centro di contestazioni rilevanti.
Naturalmente il Catania non può utilizzare quanto accaduto a Potenza come giustificazione per le proprie difficoltà. La squadra di Emilio Longo ha commesso errori, ha sprecato opportunità e dovrà migliorare il proprio rendimento per recuperare terreno in classifica. Ma riconoscere le responsabilità dei rossazzurri non significa rinunciare a chiedere chiarezza sugli episodi arbitrali. Le due questioni possono e devono restare separate: il Catania è chiamato a correggere i propri limiti, mentre gli organismi competenti dovrebbero garantire valutazioni rigorose e uniformi sull’operato dei direttori di gara.
Resta quindi una domanda legittima: era davvero necessario affidare subito a Francesco Zago un altro confronto di alta classifica? Una pausa non avrebbe rappresentato una condanna preventiva, ma una scelta di cautela dopo una partita che ha sollevato interrogativi tecnici significativi. La designazione per Casertana-Bari è ormai ufficiale e Zago avrà naturalmente l’opportunità di dirigere il nuovo incontro con serenità e professionalità. Ciò non cancella, però, la sensazione che si sia persa un’occasione per dare un segnale di attenzione alle contestazioni e alla richiesta di maggiore uniformità arbitrale. Perché la credibilità di un campionato passa anche dalla capacità di affrontare i casi controversi con trasparenza, senza considerarli automaticamente archiviati con il fischio finale.