Decò Alfa Catania, crollo nell’ultimo quarto: Comiso vince 92-81

04-10-2026 21:07 -

Autore: Redazione

La Decò Alfa Catania incassa la prima sconfitta stagionale cedendo 92-81 contro l’Olympia Basket Comiso, in una gara disputata eccezionalmente al PalaLeonardo di Catania dopo l’inversione di campo resa necessaria dall’improvviso guasto alla rete fognaria e dalla temporanea inagibilità degli spogliatoi del PalaDavolos. Per la squadra di Stefano Marisi resta soprattutto il rammarico per un match rimasto in equilibrio a lungo e completamente sfuggito di mano nell’ultimo quarto, quando l’intensità difensiva di Comiso ha finito per fare la differenza.

L’avvio è favorevole alla formazione di Davide Ceccato, che entra in campo con maggiore precisione e chiude il primo periodo avanti 22-14. Comiso sfrutta bene le conclusioni dal campo, trovando continuità soprattutto con Sega Tamboura, mentre l’Alfa fatica inizialmente a costruire ritmo offensivo. Daniel Laffitte, Matas Budrys e Luciano Simone Abramo provano a tenere in partita i catanesi, ma nei primi dieci minuti è l’Olympia a gestire meglio possessi e spazi.

La reazione dell’Alfa arriva però con decisione nel secondo quarto. La squadra di Marisi aumenta intensità, trova migliori soluzioni in transizione e comincia a colpire con maggiore frequenza anche dalla distanza. Budrys diventa uno dei riferimenti offensivi, mentre il contributo di Laffitte permette ai catanesi di recuperare progressivamente lo svantaggio. Il parziale di 26-18 consente alla Decò di andare all’intervallo lungo sul 40-40, riaprendo completamente la sfida.

L’equilibrio resta evidente anche nella terza frazione. L’Alfa trova un momento particolarmente favorevole con un parziale di 12-4 che le consente di mettere il naso avanti fino al 55-51. Laffitte trascina i catanesi e il confronto vive continui cambi di leadership, con Comiso che risponde affidandosi soprattutto a Tamboura e alla capacità di guadagnarsi viaggi in lunetta. Si arriva così agli ultimi dieci minuti con la partita ancora completamente aperta e con l’Alfa avanti di misura sul 59-58.

È nell’ultimo quarto che cambia tutto. Comiso alza sensibilmente il livello della propria difesa, sporca le linee di passaggio, costringe l’Alfa a soluzioni più difficili e soprattutto riesce a trasformare la pressione difensiva in ritmo offensivo. La squadra di Marisi perde fluidità, si affida più spesso a iniziative individuali e fatica a trovare continuità nei possessi, mentre gli ospiti aumentano progressivamente il margine.

Il dato del quarto periodo è impietoso per l’Alfa: 34 punti segnati da Comiso contro i 22 dei catanesi. È il parziale che decide la partita e fotografa con chiarezza il momento di maggiore difficoltà della squadra etnea. Nei primi trenta minuti il confronto era rimasto sostanzialmente bilanciato, con dodici situazioni di parità e sei cambi di leadership complessivi; negli ultimi dieci, invece, Comiso riesce a imporre la propria fisicità e una maggiore aggressività difensiva, togliendo all’Alfa ritmo e fiducia.

La squadra di Ceccato trova così l’allungo decisivo, arrivando anche a toccare un vantaggio massimo di 17 punti. A trascinare l’Olympia sono soprattutto Hamish Joel Warden con 20 punti, Kamal Dine Ouro Bagna e Sega Tamboura con 18 a testa, oltre ai 14 di Carmelo Iurato. Per l’Alfa il miglior realizzatore è Daniel Laffitte con 19 punti, seguito dai 17 di Matas Budrys, dai 10 di Nemanja Jovanovic, dai 9 di Andrea Lo Iacono e dagli 8 di Luciano Simone Abramo.

Il 92-81 finale racconta quindi una partita che l’Alfa aveva saputo rimettere in piedi dopo un avvio complicato, ma che non è riuscita a gestire fino in fondo. Il crollo nell’ultima frazione pesa soprattutto per il modo in cui è maturato: non tanto per un improvviso blackout offensivo isolato, quanto per l’effetto prodotto dalla maggiore intensità difensiva di Comiso, capace di togliere sicurezza alla costruzione etnea e di indirizzare definitivamente la gara.

Per la Decò Alfa Catania resta la necessità di analizzare gli ultimi dieci minuti, dopo aver mostrato per larghi tratti di poter giocare alla pari. La squadra di Marisi dovrà ripartire dalla reazione del secondo quarto e dalla capacità di restare agganciata al match fino al 30’, ma dovrà anche trovare maggiore continuità e lucidità quando il livello fisico e difensivo della partita si alza.