Logo storico Catania, Revolution Group: “Nessun conflitto con il club”

28-09-2026 21:54 -

Autore: Redazione

La corsa per l'acquisizione dello storico marchio del Calcio Catania entra sempre più nel vivo e, a poche settimane dall'asta, arriva la voce di uno dei soggetti che ha già ufficializzato la volontà di partecipare. Nel corso della trasmissione “Corner” di Telecolor è intervenuto l'avvocato Sergio Spina, legale della Revolution Group Srl, società attiva nel settore della realizzazione di infissi metallici e pronta a concorrere per l'aggiudicazione del logo.

Il primo punto affrontato ha riguardato proprio la scelta di un'azienda apparentemente distante dal mondo del calcio di interessarsi a un bene dalla forte valenza sportiva e identitaria. Spina ha spiegato che alla base dell'operazione non ci sarebbe una semplice valutazione commerciale, ma il legame con la città e con la tifoseria: “Revolution Group opera in un settore che non ha nulla a che vedere con il calcio. Tuttavia è una società che occupa decine di lavoratori, molti dei quali sono tifosi del Catania. Chi ha deciso di partecipare a questa asta è perfettamente consapevole che quello non è un marchio qualunque: rappresenta decenni di storia sportiva, generazioni di tifosi e anche l'identità della città”.

Il legale ha quindi distinto nettamente il percorso dell'attuale Catania FC dal valore storico del marchio oggetto dell'asta: “Sono due identità diverse. Il Catania FC ha una propria storia, rispettabilissima e capace di regalarci gioie come quella di ieri. Il marchio, invece, rappresenta una storia differente, quella di generazioni che hanno seguito il calcio a Catania. Io stesso, a sedici anni, fui portato allo stadio e dalla Curva C vidi la promozione in Serie A del 1982. Sono ricordi che porto ancora con me. Una cosa è il Catania FC, un'altra è il marchio storico”.

Da qui la decisione della Revolution Group di presentarsi all'asta: “Parteciperemo proprio con l'intenzione di tutelare questo marchio, la sua storia e ciò che rappresenta per la città e per i tifosi”.

Una delle questioni più discusse riguarda l'eventualità che dietro l'operazione possa nascondersi un progetto calcistico alternativo rispetto all'attuale società. Su questo punto Spina è stato categorico: “Assolutamente no. È una cosa completamente diversa. Dietro c'è una visione legata all'utilizzo e alla valorizzazione del marchio e della città. Non c'entra nulla con la creazione di un'altra squadra di calcio”.

Il legale ha risposto anche alle critiche di chi considera il logo patrimonio naturale dell'attuale club o teme che la partecipazione di Revolution Group possa servire soltanto a far lievitare il prezzo dell'asta. “Assolutamente no. La nostra partecipazione è stata ufficializzata perché il nome della società era già trapelato, mentre sulla carta la procedura dovrebbe essere riservata. Per questo Revolution Group ha ritenuto corretto comunicare apertamente la propria presenza”.

Spina ha poi affrontato anche la posizione espressa da una parte della tifoseria: “Il concetto di ‘giù le mani dal logo' esprime una preoccupazione che rispettiamo assolutamente, perché i tifosi vanno sempre rispettati. È la volontà di difendere qualcosa percepito come proprio e noi questo sentimento lo comprendiamo e lo apprezziamo. Proprio perché non si tratta di un marchio qualsiasi, Revolution Group vuole pensare ai tifosi e alla città, salvaguardando il valore storico di questo simbolo”.

Sul progetto vero e proprio, però, il legale ha preferito mantenere il massimo riserbo fino alla conclusione della procedura: “Al momento non possiamo illustrare tutto ciò che c'è dietro, semplicemente perché c'è un'asta e non siamo ancora titolari del marchio. Se dovessimo aggiudicarcelo, nell'arco di 24 ore organizzeremo una conferenza stampa e il progetto, che è già pronto, verrà presentato pubblicamente. Credo che potrà essere accolto con favore dai tifosi”.

Nessuna indicazione, invece, sul limite economico che Revolution Group sarebbe disposta a raggiungere. “La base d'asta è di 55 mila euro. Al momento non sappiamo quanti saranno i partecipanti, proprio perché la procedura è riservata. Se fossimo soli, evidentemente il discorso sarebbe semplice; se ci saranno più soggetti interessati, nascerà una vera competizione e vincerà chi avrà maggiore disponibilità e volontà di acquisire il marchio”.

Spina ha aggiunto di aspettarsi più di due concorrenti: “Personalmente penso che i partecipanti possano essere più di due, ma è soltanto una mia sensazione”.

Il legale ha escluso anche l'ipotesi di una possibile operazione speculativa finalizzata ad acquistare il marchio per poi rivenderlo al Catania FC a un prezzo superiore: “Non vedo questa possibilità. Se il Catania FC partecipa all'asta ha già l'opportunità di acquistare direttamente il marchio. Non avrebbe senso immaginare di comprarlo a una cifra per poi rivenderglielo a un prezzo maggiore. Se il club sarà realmente interessato, farà le proprie offerte e si spingerà fino al limite che riterrà opportuno”.

Durante l'intervista è emerso inoltre che Revolution Group non sarebbe sola nell'iniziativa. Alla domanda sulla presenza di altri imprenditori locali coinvolti nel progetto, Spina ha confermato: “Assolutamente sì. Ci sono altri imprenditori, anche importanti. Non posso fare nomi, ma confermo che sono tutti catanesi e tutti grandi tifosi del Catania”.

Il progetto, secondo quanto anticipato dal legale, non sarebbe limitato allo sfruttamento del logo, ma avrebbe una dimensione più ampia e legata direttamente alla città: “È un progetto ad ampio raggio. Non voglio illustrarlo adesso, anche per una forma di scaramanzia, perché prima speriamo che Revolution Group riesca ad acquisire il marchio. Posso però dire che si tratta di un progetto serio, profondo, pensato non soltanto per i tifosi ma anche per la città e per la sua immagine”.

Spina ha lasciato trapelare anche un primo dettaglio: “La titolare della società mi ha autorizzato a rivelare una piccola anticipazione: una parte importante del progetto sarà dedicata ai bambini di questa città. Non posso aggiungere altro”.

Quanto ai rapporti con il Catania FC, il legale ha tenuto a escludere qualsiasi contrapposizione: “Per quanto riguarda il Catania FC siamo semplicemente concorrenti nella stessa asta. Ognuno farà le proprie offerte e si spingerà fino al proprio limite. Non siamo in conflitto con il Catania FC, ci mancherebbe altro. Siamo tutti tifosi del Catania e facciamo il tifo per la squadra. Il marchio, però, è un'altra questione e in questo momento c'è una procedura competitiva per acquisirlo”.

Infine, Spina ha ribadito la portata dell'iniziativa, rimandando ogni ulteriore dettaglio a dopo l'eventuale aggiudicazione: “Il progetto è veramente molto ampio e profondo e vuole incidere nel tessuto della città. Io ne conosco buona parte, ma in questo momento deve rimanere riservato. Se tutto andrà bene, entro 24 o 48 ore dall'acquisizione definitiva verrà presentato nella sua interezza”.

Il legale ha anche escluso il coinvolgimento di capitali stranieri: “Non abbiamo bisogno di investitori esteri. A Catania ci sono imprenditori che hanno voglia di spendersi e investire in questo progetto. Quel marchio non è un marchio qualsiasi: rappresenta storia, sport e un patrimonio che vogliamo valorizzare attraverso risorse e persone catanesi”.