Catania, Longo: "Vittoria meritata, ora dobbiamo crescere ancora"

27-09-2026 15:27 -

Autore: Redazione

Emilio Longo analizza con soddisfazione ma anche con grande lucidità il successo conquistato dal Catania sul campo della Casertana. Intervenuto ai microfoni di "Diretta Stadio" su Telecolor, il tecnico rossazzurro ha sottolineato il valore di una prestazione che, a suo giudizio, non va letta come una vittoria sporca ma come il risultato di un lavoro preciso e coerente con l'identità che la squadra sta cercando di costruire.

"Secondo me non abbiamo vinto una partita sporca, abbiamo vinto una partita pulita. Abbiamo lavorato bene. Nel primo tempo l'unico rammarico è non essere andati in vantaggio con un margine più ampio, perché abbiamo avuto almeno tre palle gol, oltre al rigore legittimo, ai salvataggi sulla linea e alle due punizioni parate dal bravo De Lucia".

Longo insiste soprattutto sulla qualità mostrata nella prima frazione: "Credo che ci sia stata una squadra in campo che, in quel lasso di tempo, aveva più voglia e più competenza. Giocavamo contro una squadra che non aveva mai perso, un'ottima squadra che parte da una base storica, con tre o quattro anni di lavoro insieme e un allenatore che ha idee e sa mettere bene in campo i propri giocatori".

Il tecnico apprezza in particolare l'atteggiamento offensivo anche senza palla: "Noi siamo stati offensivi anche nella fase di non possesso. Mi dispiace per il fatto che nel momento di difficoltà non siamo riusciti a legare del tutto, però la cosa bella è che la squadra è rinata dopo il pareggio ed è andata a prendersi la partita, legittimando la vittoria".

Longo rimarca anche alcuni dati della gara: "Abbiamo battuto otto angoli contro tre e abbiamo tirato in porta molto più degli avversari. Mi piace pensare che abbia vinto una squadra con un'identità. Le partite sporche dovremo ancora imparare a vincerle, ma questa non la considero tale".

Molto positivo anche il giudizio sugli uomini entrati dalla panchina. "Mi è piaciuto l'impatto che ha avuto Caligara sulla gara. Mi sono piaciuti anche gli ingressi, pur con minutaggi diversi, di Roberto Insigne e di Coda. Sono stati importanti e bravi. La squadra, nella sua totalità, voleva la vittoria e secondo me oggi l'ha meritata".

Il tecnico guarda però già ai margini di miglioramento: "Adesso dobbiamo essere bravi ad allontanarci da questa vittoria, anche perché abbiamo una settimana corta. Sicuramente lavoreremo sulla fase realizzativa. Nel primo tempo l'occupazione degli spazi da squadra è stata quasi perfetta, mentre nel secondo il blocco difensivo, e quando dico blocco parlo di tutta la squadra, si è disunito su alcune transizioni".

Longo ha spiegato anche il motivo della sofferenza nella ripresa: "La Casertana è cresciuta e questo va riconosciuto. Noi dobbiamo maturare anche nella capacità di accettare che, in alcuni momenti, gli altri possano avere il pallone. Quando succede, dobbiamo essere bravi a riempire gli spazi e ad andare in copertura, invece di cercare sempre una marcatura esasperata".

Il tecnico si assume anche parte della responsabilità: "Io ho chiesto alla squadra di andare sempre in pressione fino a quando non mi sono schierato con un 3-4-1-2, che in possesso diventava 3-5-2. Con le sostituzioni di Cicerelli e Lunetta ho preferito mettere due punte vicine. Da quel momento non abbiamo avuto grosse difficoltà e soprattutto mi è piaciuto il fatto che la squadra abbia finito in crescendo".

Tra i passaggi più netti dell'intervista c'è quello su Nicolò Cavuoti, sostituito all'intervallo. Longo chiarisce che non si è trattato di un problema fisico: "La scelta è stata assolutamente tattica e tecnica. Credo che spesso si faccia una valutazione ancorata all'idealizzazione della partita. Un giovane del 2003 deve capire che, se scelgo lui a discapito di Massimo Coda, Caturano, Roberto Insigne o Michael Liguori, deve meritarselo".

Il tecnico alza poi l'asticella: "Non mi serve che faccia il compitino. Da un giovane come lui non accetto prestazioni da 5,5 o 6. Deve alzare il livello. Ha fatto vedere quello che sa fare, ma non basta una partita. Se vuole giocare in Serie A, come credo voglia fare, deve fare 38 partite da 8 in Serie C e deve aiutare il Catania ad arrivare nella categoria che merita".

Longo ha infine parlato della condizione di Coda e Caturano e della scelta di Lunetta come riferimento offensivo: "Entrambi devono crescere. Caturano ha avuto una piccola problematica legata a un infortunio leggero e i sei turni fuori non gli hanno consentito di raggiungere la massima condizione. Massimo, invece, sta acquisendo piano piano la forma migliore".

La scelta di Lunetta, però, secondo il tecnico è perfettamente coerente con la propria idea di calcio: "Ho bisogno di pressioni eccellenti. So che Massimo può darmi esperienza e altre soluzioni, ma all'inizio volevo lavorare con un centravanti diverso, capace di attaccare la profondità. Lunetta non è una seconda scelta: è una prima scelta legittima".

Longo respinge anche l'idea di un Lunetta utilizzato fuori ruolo: "Sento dire spesso che Lunetta gioca sempre fuori ruolo. Per me, invece, qualsiasi ruolo faccia, gioca nel suo ruolo, perché è un calciatore determinante con la gamba. Può fare il laterale, il sottopunta, la seconda punta, la prima punta o uno dei tre attaccanti larghi".

Il concetto viene esteso all'intera squadra: "Questa classificazione rigida delle posizioni non la considero aderente alla modernità del calcio. I calciatori devono essere abituati a fare più cose. Si può giocare a due, a tre o a quattro e abbiamo bisogno di gente disponibile. In questo momento la squadra ha una grandissima disponibilità".

La chiusura è già proiettata al prossimo impegno: "Dobbiamo allontanarci da questa vittoria oggi, non domani, perché dobbiamo essere coerenti con quello che ci diciamo. Oggi abbiamo fatto una grande vittoria, ma già adesso dobbiamo lavorare per farne un'altra sabato sera, perché sarà la partita più difficile del nostro cammino".