Catania, 80 anni dal 1946: il richiamo dello storico logo

24-09-2026 08:39 -

Autore: Andrea Mazzeo

Il 24 settembre, per il calcio catanese, non è una data qualsiasi. È una di quelle ricorrenze che resistono ai fallimenti, alle rifondazioni, ai cambi di denominazione e persino alle cesure giuridiche. Oggi, 24 settembre 2026, il vecchio Calcio Catania avrebbe compiuto 80 anni. Ottant’anni esatti da quella sera del 24 settembre 1946 in cui, nella sede provinciale del CONI di via Costarelli, nacque il Club Calcio Catania dalla fusione delle realtà cittadine dell’epoca. Una storia societaria che si è interrotta nel 2022, ma che continua a vivere nella memoria collettiva della città e che proprio in questi giorni torna inevitabilmente al centro dell’attenzione per la vicenda dello storico logo.

La ricorrenza arriva infatti nel momento forse più simbolico possibile. Il marchio della vecchia società, quello con lo scudetto a strisce rosso e azzurre, la scritta "CALCIO CATANIA", l’elefante grigio e il pallone color cuoio, sarà messo all’asta il prossimo 15 ottobre. La base è fissata a 55 mila euro, con termine per la presentazione delle offerte il 14 ottobre. Il Catania FC ha già fatto sapere, attraverso il proprio legale, che parteciperà alla procedura e che intende fare tutto il possibile per riportare quel simbolo all’interno dell’attuale società.

È impossibile non cogliere il peso emotivo dell’incastro. Proprio nel giorno in cui il vecchio club avrebbe festeggiato il proprio ottantesimo compleanno, il suo simbolo più riconoscibile resta ancora formalmente fuori dalla disponibilità della società che oggi rappresenta Catania nel calcio professionistico.

Per molti tifosi quella non è semplicemente una questione di proprietà industriale. È molto di più. È identità, memoria, appartenenza. È il simbolo che ha accompagnato generazioni intere allo stadio, dalla Serie C alla Serie A, dalle promozioni alle retrocessioni, dagli anni di Marcoccio e Massimino fino alle stagioni più recenti della vecchia matricola. Per questo la discussione attorno all’asta ha assunto toni così accesi e per questo dalla Curva Nord è arrivato anche un messaggio esplicito contro il rischio che quel pezzo di storia finisca lontano dal mondo rossazzurro.

Quella dell’80° anniversario diventa allora anche un’occasione mancata. Sarebbe stato naturale immaginare una giornata costruita attorno alla memoria del club nato nel 1946, magari attraverso iniziative celebrative, una narrazione storica più marcata o persino una maglia commemorativa capace di unire passato e presente. Sul piano del merchandising, oltre che dell’affetto, una casacca speciale ispirata alla tradizione rossazzurra avrebbe avuto un valore enorme. E sarebbe stato ancora più suggestivo poterla vedere impreziosita proprio dallo storico logo.

Ma quel marchio oggi non appartiene ancora al Catania FC e proprio questa assenza rende ancora più evidente la frattura prodotta dal fallimento.

È il paradosso di una città che conserva intatta la propria storia calcistica, mentre sul piano societario quella storia è stata spezzata.

Il 24 settembre 1946 resta infatti la data di nascita del sodalizio che ha scritto le pagine più importanti del calcio cittadino, quello che sarebbe poi diventato il Calcio Catania e che avrebbe portato l’elefante fino alla Serie A, al fianco delle grandi del calcio italiano. Ma sarebbe sbagliato pensare che il calcio a Catania sia nato quel giorno.

La stessa attuale società, nella ricostruzione ufficiale della propria storia, riconosce infatti una continuità ideale con una tradizione cittadina diventata già unitaria nel 1929, quando nacque la Società Sportiva Catania. Il 27 giugno di quell’anno venne annunciata la costituzione della nuova realtà polisportiva cittadina e pochi mesi dopo prese forma la sezione calcistica, con i colori rosso e azzurro che sarebbero diventati definitivamente quelli della città sportiva.

E si può andare ancora più indietro. Già nei primi anni del Novecento esistevano realtà sportive e calcistiche catanesi, con l’Associazione Sportiva pro Educazione Fisica e successivamente l’Unione Sportiva Catanese. Il 1946, dunque, non rappresenta la nascita del calcio ai piedi dell’Etna, ma la nascita della società che avrebbe raccolto, consolidato e portato ai massimi livelli quella tradizione.

È proprio questa distinzione a rendere la ricorrenza ancora più interessante. Il vecchio Calcio Catania oggi non esiste più giuridicamente. L’attuale Catania FC è nato nel luglio 2022 e si definisce erede "sul piano ideale ed emotivo" della storia precedente. Non esiste quindi una continuità societaria in senso stretto, ma esiste una continuità affettiva che nessuna procedura fallimentare può cancellare.

Ed è qui che il logo acquista un significato che va molto oltre il valore economico stabilito dall’asta.

Riportarlo dentro il club attuale significherebbe ricomporre almeno simbolicamente una parte di quella frattura. Non cambierebbe la storia giuridica, non farebbe tornare in vita la vecchia matricola, ma restituirebbe al Catania di oggi uno dei segni più riconoscibili del Catania di ieri.

Per questo la tifoseria lo reclama con tanta forza.

Per questo l’asta del 15 ottobre non viene percepita come una normale procedura commerciale.

E per questo sarebbe stato affascinante arrivare proprio all’80° anniversario con quel simbolo già nuovamente a casa.

Il Catania FC ha spiegato che parteciperà all’asta e che la documentazione sarà presentata entro il termine fissato dal bando. Adesso serviranno i fatti. Anche perché l’interesse non è soltanto sentimentale. Lo stesso legale del club ha sottolineato anche le potenzialità commerciali del marchio, ed è difficile dargli torto: in una piazza con una memoria sportiva così forte, recuperare uno stemma riconoscibile potrebbe significare anche valorizzare maglie storiche, collezioni celebrative, merchandising e iniziative dedicate alle generazioni che hanno identificato il Catania proprio attraverso quel simbolo.

Una maglia per gli 80 anni, ad esempio, avrebbe avuto tutte le caratteristiche per diventare un oggetto da collezione. Non soltanto una divisa da gioco, ma un ponte tra il 1946 e il 2026. Tra il club di Santi Manganaro Passanisi e quello di Ross Pelligra. Tra la matricola cancellata nel 2022 e la società ripartita dalla Serie D pochi mesi dopo.

Questa possibilità ormai appartiene al terreno delle occasioni perdute, almeno per la ricorrenza esatta del 24 settembre.

Ma il significato della giornata resta intatto.

Ottant’anni fa nasceva il club che ha portato Catania nella grande storia del calcio italiano. Quella società non è arrivata materialmente al proprio ottantesimo compleanno, perché il suo percorso si è spezzato nel 2022. Ma la sua eredità continua a vivere in una città che non ha mai smesso di riconoscersi nei colori rosso e azzurro.

E forse proprio oggi emerge con ancora maggiore evidenza una verità: le società possono fallire, le matricole possono scomparire, le denominazioni possono cambiare. La storia sportiva di una città, invece, continua.

A Catania era cominciata ben prima del 1946, aveva già trovato una forma unitaria nel 1929 e poi, il 24 settembre di ottant’anni fa, aveva assunto quella veste destinata a diventare familiare a generazioni di tifosi.

Ora il prossimo capitolo passa anche da un’asta.

E riportare a casa quello storico elefante non significherebbe soltanto acquistare un marchio.

Significherebbe rimettere un pezzo di memoria esattamente dove molti catanesi ritengono che debba stare: sul petto del Catania.