Catania, Motta: "Parteciperemo all’asta per il logo storico"

23-09-2026 08:52 -

Autore: Redazione

Il Catania FC parteciperà all’asta per acquisire il logo storico del Calcio Catania. Dopo settimane di indiscrezioni, dubbi e interrogativi sul reale interesse della società nei confronti del marchio legato alla vecchia matricola 11700, arriva finalmente una presa di posizione netta e ufficiale attraverso le parole dell’avvocato Dario Motta, legale del club, intervenuto in un’intervista esclusiva rilasciata a La Sicilia.

Il messaggio è chiaro e va nella direzione auspicata da una parte importante della tifoseria: il Catania vuole il logo e si presenterà alla procedura pubblica di vendita predisposta dalla curatela fallimentare. Una posizione che prova a spazzare via le voci secondo cui la società rossazzurra avrebbe mostrato scarso interesse o addirittura avrebbe rinunciato a muoversi concretamente.

"Tutt'altro. Parteciperemo all'asta e faremo di tutto per acquisire il Logo. E parlo interpretando il volere della società", ha dichiarato Motta, chiarendo immediatamente la posizione del club.

L’asta resta naturalmente aperta a qualsiasi soggetto interessato. Nei giorni scorsi era già emersa la presenza di almeno un altro potenziale partecipante, ma questo non cambia la linea del Catania. "Può partecipare chiunque, si tratta di un'asta pubblica e ognuno potrà fare le proprie offerte. Non eravamo a conoscenza di altri soggetti interessati, ma ne prendiamo atto".

Uno dei punti più interessanti dell’intervista riguarda però la ricostruzione del percorso seguito dal club negli ultimi due anni. Il Catania, infatti, secondo quanto spiegato dal proprio legale, avrebbe manifestato il proprio interesse per il logo già nel gennaio 2024, molto prima dell’attuale procedura competitiva.

"Il curatore procede autonomamente a vendere i beni della società fallita osservando le modalità previste dalla Legge fallimentare, mediante procedure competitive e sulla base di stime effettuate da operatori esperti. Il Catania ha inteso stimolare la procedura inoltrando una prima manifestazione di interesse il 12 gennaio 2024".

Da quel momento la curatela avrebbe avviato una nuova valutazione del marchio, affidandosi a un perito per determinarne il valore aggiornato. "La curatela ha nominato un perito di propria fiducia per effettuare una stima aggiornata del Logo. Nell'ottobre 2024, dopo il deposito della perizia, la curatela l'ha condivisa con il Club".

Il passaggio successivo sarebbe arrivato nella primavera del 2025. Dopo essersi mosso per l’acquisizione di Torre del Grifo, il Catania avrebbe infatti formalizzato anche un’offerta per il logo. Motta ha voluto chiarire che la normativa non impone una formula rigida per manifestare l’interesse all’acquisto e che la società decise comunque di presentare una proposta irrevocabile.

"Mi preme specificare che la Legge fallimentare non prevede formule sacramentali che disciplinino la predisposizione di atti di impulso alla vendita da parte di terzi. Noi abbiamo ritenuto di presentare una proposta irrevocabile di acquisto del Logo il 20 maggio 2025, subito dopo quella afferente all'acquisizione di Torre del Grifo che fu inoltrata a mezzo pec il 12 maggio 2025".

Quella proposta, tuttavia, non produsse effetti immediati. Secondo la ricostruzione del legale, il motivo sarebbe stato legato alla scelta della curatela di dare priorità alla vendita del centro sportivo, operazione molto più complessa e rilevante sul piano economico.

"La proposta è rimasta priva di riscontro non perché non fosse stata presentata correttamente, ma perché i curatori, evidentemente, hanno ritenuto di privilegiare la vendita del centro sportivo, rimandando quella del Logo".

Motta ha inoltre chiarito che l’offerta aveva una durata limitata e che, in assenza di risposta, cessò naturalmente di produrre effetti. "C'era un termine di 30 giorni. La proposta è caduta perché non è pervenuto alcun riscontro tempestivamente. Ritengo sia stata posta attenzione prioritaria alla cessione del centro sportivo che rappresentava un'operazione più voluminosa e complessa".

Un passaggio che aiuta a ricostruire anche il lungo silenzio attorno alla questione. Il club, almeno secondo la versione fornita dal proprio legale, avrebbe scelto deliberatamente di non alimentare polemiche pubbliche o scaricare responsabilità sulla curatela.

"Non siamo andati in conferenza stampa per puntare il dito o attribuire responsabilità. Nessun dirigente del Club lo ha mai fatto. Siamo semplicemente rimasti in attesa dei tempi della procedura. Dopo la conclusione dell'operazione Torre del Grifo abbiamo presentato una nuova proposta irrevocabile d'acquisto il 25 giugno scorso. A luglio abbiamo avuto la certezza che la proposta era stata presa in considerazione e che la curatela avrebbe proceduto a indire un'asta pubblica".

È questo probabilmente il punto più importante dell’intera ricostruzione. Il Catania sostiene dunque di essersi mosso nuovamente subito dopo la definizione dell’operazione Torre del Grifo, presentando una seconda proposta nel giugno scorso. La curatela avrebbe poi deciso di procedere con un’asta pubblica, strada che consentirà a tutti gli interessati di concorrere alle medesime condizioni.

Rimaneva però un altro interrogativo, diventato particolarmente insistente nelle ultime settimane: perché, a ridosso della procedura, non risultava ancora formalmente presentata tutta la documentazione necessaria per la partecipazione del Catania?

Anche su questo Motta ha fornito una risposta precisa: "Il Catania FC parteciperà regolarmente all'asta. Il Club deve predisporre tutti i documenti necessari alla partecipazione. Provvederemo sicuramente entro il termine del 14 ottobre fissato dal bando".

Una dichiarazione che chiude, almeno sul piano delle intenzioni, qualsiasi dubbio. La società rossazzurra non considera dunque l’assenza attuale di documentazione come un segnale di disinteresse, ma semplicemente come una fase della procedura che verrà completata entro la scadenza prevista.

Resta naturalmente da capire cosa accadrà durante l’asta, soprattutto in presenza di altri soggetti interessati e di eventuali rilanci. Ma sul principio politico e identitario della questione, il Catania ha adesso preso una posizione inequivocabile.

"Fin dalla costituzione della Società, i suoi vertici hanno sempre manifestato la volontà di acquisire il Logo non solo per custodirne la tradizione, ma anche per ricambiare l'affetto e il calore dei nostri tifosi che ci tengono tanto. Infine, il Logo possiede anche importanti potenzialità di natura commerciale".

È una frase che tocca il cuore della vicenda. Perché il marchio del vecchio Calcio Catania non rappresenta soltanto un bene fallimentare o un asset commerciale. Per una larga parte della tifoseria è un elemento identitario, il simbolo di una storia interrotta traumaticamente con il fallimento del 2022 e che molti vorrebbero ricondurre all’interno dell’attuale società.

La posizione del club, almeno adesso, è stata chiarita: il Catania parteciperà all’asta e proverà ad acquisire il logo. Dopo mesi di silenzi, indiscrezioni e attese, arriva finalmente una dichiarazione netta. Ora la parola passerà alla procedura e, soprattutto, alle offerte.