Barletta, Paci verso Catania: “Serviranno coraggio, ordine e fiducia”

17-09-2026 21:03 -

Autore: Redazione
Il Barletta si prepara alla trasferta del "Massimino" con rispetto per il Catania, ma senza alcun timore reverenziale. Alla vigilia della sfida di sabato, il tecnico biancorosso Massimo Paci ha indicato con chiarezza quale dovrà essere l’atteggiamento della sua squadra: ordine, concentrazione, coraggio e capacità di restare dentro la partita anche nei momenti più complicati.

"Probabilmente a Catania dovremo riproporre quanto fatto con la Salernitana. Appena non sei ordinato, concedi qualcosa ad avversari forti e preparati come questi puoi andare in difficoltà. Dobbiamo alzare l’asticella", ha spiegato l’allenatore, convinto che il Barletta abbia comunque le possibilità per giocarsela. "Possiamo fare bene anche a Catania, ne sono certo. Dipenderà molto dalla voglia, dall’atteggiamento e dal coraggio del nostro gruppo".

Per Paci sarà soprattutto una questione di mentalità. Il tecnico vuole una squadra libera da timori e capace di interpretare la gara con personalità: "Queste sono gare da affrontare con coraggio, senza paura, non pensando a quello che abbiamo da perdere, ma a essere fortemente concentrati su quello che abbiamo da guadagnare da questa partita".

L’allenatore non considera quindi la trasferta siciliana una missione impossibile. "Non è una partita proibitiva, undici sono loro, undici siamo noi. È impegnativa sicuramente per noi, ma anche per loro. Noi stiamo facendo bene. Prima di scendere in campo uno ci crede, poi non so cosa succederà sul rettangolo di gioco".

Uno dei temi principali resta la fase di non possesso, sulla quale il Barletta sta lavorando per eliminare alcune disattenzioni emerse nelle prime giornate. Paci ha richiamato i suoi giocatori alla responsabilità individuale: "Dobbiamo avere senso di responsabilità. Piano piano miglioriamo nella fase di non possesso, ma possiamo fare ancora meglio. Dipenderà anche dalla volontà di aiutare il compagno".

Il concetto va però oltre l’organizzazione tattica. "A volte si prende qualche gol perché qualcuno può pensare che tanto c’è il tuo compagno, qualcuno a difendere in quella zona. Noi invece non dobbiamo mai dare per scontato questo: bisogna mettersi in prima persona e voler difendere". Da qui un messaggio ancora più forte sul senso di appartenenza: "Quando si difende un gol, difendi una classifica, una piazza, un popolo. Questo è un concetto di squadra, di cuore. Ogni giocatore deve sentirsi di appartenere a qualcosa per cui ha il piacere di lottare".

Paci è tornato anche sulla gara con la Salernitana, soffermandosi sul momento in cui il Barletta ha perso qualche certezza dopo l’uscita di Ferrante. "Nel corso della gara con la Salernitana siamo andati in difficoltà quando ho sostituito Ferrante. In fase di possesso la squadra si è un po’ smarrita, con meno certezze rispetto a Casarano. Lavoriamo per avere sempre soluzioni pronte. Poi la partita è tutta un’altra cosa".

In vista del Catania, il tecnico non pretende necessariamente una prestazione perfetta sotto il profilo estetico. "Possiamo anche non essere perfetti, ma bisogna andare a Catania con la giusta consapevolezza, per portare a casa punti. Si può anche essere meno belli: nel calcio non sempre vince il più forte e il più bello".

L’obiettivo sarà trovare un equilibrio migliore anche quando il Barletta avrà il pallone. "Io sono responsabile nel dare più ordine ed equilibrio alla squadra. Quando difende ed è ordinata, squadre come la Salernitana fanno fatica a tirarci in porta. Lo step successivo è dunque quello di portare equilibrio in fase di possesso".

Contro una squadra offensiva come il Catania, Paci ritiene fondamentale limitare le transizioni. "Giocando con una squadra molto offensiva devi riuscire a tamponare bene le ripartenze. Lo step in avanti è concedere meno quando siamo in fase di possesso".

L’allenatore si aspetta inoltre una gara capace di cambiare volto a seconda dell’atteggiamento dei rossazzurri. "Spesso e volentieri le due fasi sono definite dagli avversari. In base a come l’avversario interpreta la partita noi ci dovremo adattare. Noi concettualmente siamo pronti a tante situazioni di gioco. Nel blocco basso la sofferenza c’è quando gli avversari tirano tante volte in porta. Contro la Salernitana abbiamo subito un paio di tiri nel secondo tempo, è normale per la qualità degli avversari, ma non credo che da parte dei granata sia stato esercitato un pressing di sofferenza. Noi siamo pronti anche a pressare alto, perché la squadra ha le armi per farlo, ma non è sempre facile".

Sul Catania, l’analisi di Paci è precisa: "Per come ho visto il Catania, è una squadra che vuole imporre il proprio gioco, porta molti giocatori in fase offensiva, concede ripartenze e vuole il possesso del pallone. Forse ci costringerà a stare bassi, oppure magari riusciremo ad alzarci con una buona fase di possesso".

La gestione emotiva sarà un altro fattore decisivo. "Conterà molto giocare con lo stato d’animo giusto, calma, tranquillità, perché ci vuole questo nel calcio. E grande fiducia. Fiducia che la squadra ha e deve crescere all’interno della partita".

Paci vuole che il Barletta sappia reagire anche agli episodi negativi: "Puoi approcciare bene, ma magari alla prima difficoltà cambia l’inerzia della gara perché la squadra perde fiducia. Ecco, noi dobbiamo essere bravi ad accrescere la fiducia anche nelle situazioni di difficoltà o nella stanchezza. Devi capire se gestirle da campione oppure mentalmente ti spegni".

Il tecnico si affida anche al carattere già mostrato dal gruppo. "Questa squadra, come DNA, sin dall’anno scorso ha dimostrato che tende a non voler mai mollare l’osso. Questo deve farci stare tranquilli, ma senza abbassare l’asticella della concentrazione. Se abbassi di un centimetro la predisposizione al sacrificio, gli avversari ti possono fare male. Alzando l’asticella ed essendo motivati, possiamo fare un grande campionato, ma dipenderà tutto dai giocatori e dalla nostra voglia".

Infine, un passaggio sul "Massimino" e sul sostegno dei tifosi biancorossi. "Il Catania ha perso in casa con due neopromosse, questo non significa che perderanno anche con la terza. Ogni gara ha una sua storia. Il Massimino è uno stadio importante, con un pubblico importante. Ci saranno anche i nostri tifosi, che ci daranno una grossa spinta".

Per Paci, partite come quella di Catania sono anche il premio per il percorso fatto dal Barletta: "L’anno scorso ci siamo sforzati tanto per poter giocare queste partite. I giocatori devono essere felici e fieri di giocare queste gare. Le devi affrontare con la giusta umiltà, conta come ci arrivi e come le affronti".

Il messaggio finale è quindi chiaro: "Io, se fossi un giocatore, sarei veramente motivato a giocare in un girone con queste piazze. Andiamo a Catania consapevoli dell’importanza e della difficoltà della sfida, ma anche delle nostre possibilità di fare bene. Cercheremo di fare del nostro meglio".