Catania, il 4-0 non basta: ora Longo cerca continuità contro la Scafatese

08-09-2026 11:30 -

Autore: Andrea Mazzeo

Il rischio, dopo una vittoria larga come quella ottenuta contro il Cosenza, è quasi automatico: trasformare una serata finalmente convincente nella prova definitiva che tutti i problemi siano stati risolti. Ma il 4-0 del Massimino, per quanto importante, va letto con equilibrio. È un segnale forte, forse il primo davvero credibile della stagione, ma non può diventare un lasciapassare per facili entusiasmi.

Il primo a saperlo è proprio Emilio Longo. Il tecnico ha elogiato la prestazione della squadra, la capacità di restare dentro la partita, la qualità delle rotazioni e l’atteggiamento di un gruppo che per la prima volta ha saputo trasformare il possesso in concretezza. Ma, contemporaneamente, ha continuato a guardare ciò che non ha funzionato. È questo, probabilmente, il dato più interessante del dopo gara.

Il caso di Quaini è emblematico. Longo ne ha sottolineato pubblicamente l’importanza, definendolo di fatto un jolly capace di adattarsi, sacrificarsi e mantenere sempre lo stesso livello di intensità. Eppure, nello stesso tempo, ha lasciato intendere che a fine gara non avrebbe risparmiato una “romanzina” per un errore di disattenzione commesso nei minuti finali. Un dettaglio, forse. Ma proprio i dettagli raccontano la direzione che il tecnico vuole imprimere: il 4-0 non deve abbassare la soglia di attenzione, deve alzarla.

È anche per questo che il successo sul Cosenza va considerato più come una base di lavoro che come un punto di arrivo. Il Catania ha mostrato una versione più compatta, meno sfilacciata, più lucida nella gestione delle distanze. Longo ha spiegato di aver scelto di tenere la squadra una decina di metri più bassa, proprio per evitare quelle fratture che nelle precedenti partite avevano esposto la difesa e reso il pressing troppo vulnerabile. Una correzione semplice solo in apparenza, ma che ha cambiato molto nell’equilibrio generale.

Da qui nasce anche il tema del modulo. Parlare rigidamente di 4-3-3 o 4-2-3-1 rischia di essere riduttivo. Con Cavuoti libero di alzarsi e occupare zone più offensive, il sistema ha cambiato forma a seconda delle fasi di gioco. E questo potrebbe diventare uno dei tratti distintivi del Catania di Longo: una squadra meno legata ai numeri e più capace di modificarsi in base all’avversario, alla partita e agli interpreti disponibili.

Proprio Cavuoti ha mostrato quanto questa flessibilità possa diventare un’arma. È stato uno dei migliori in campo, capace di dare velocità, qualità e imprevedibilità tra le linee. Ma sarebbe un errore pensare che il Catania abbia già trovato il proprio assetto definitivo. La rosa è ancora in costruzione sul piano funzionale, perché molti dei nuovi arrivati devono essere testati davvero e soprattutto devono raggiungere la miglior condizione.

Il gol di Roberto Insigne è un segnale incoraggiante. Lo stesso vale per il quasi gol di Massimo Coda, annullato per fuorigioco nell’azione precedente. Sono indizi importanti perché raccontano di una profondità offensiva che, una volta completato il processo di inserimento, può cambiare il peso specifico della squadra. Ma sono ancora soltanto indizi.

Il vero banco di prova arriva adesso. Sabato pomeriggio al Massimino arriverà la Scafatese, una neopromossa che porta con sé entusiasmo, leggerezza e quella pericolosità tipica delle squadre che non hanno nulla da perdere. Il Catania, al contrario, dovrà dimostrare di saper convivere con una pressione completamente diversa: non più quella di chi deve reagire a una crisi, ma quella di chi deve confermare.

Ed è forse questa la sfida più difficile. Vincere dopo quattro sconfitte significa liberarsi. Vincere ancora, pochi giorni dopo, significa costruire continuità.

Il 4-0 al Cosenza ha restituito fiducia, entusiasmo e una prima credibilità tecnica. Ma per rilanciarsi davvero verso i piani alti della classifica servirà molto di più: concentrazione, crescita fisica dei nuovi, capacità di adattamento e soprattutto la conferma di quella fame mostrata lunedì sera.

Il Catania ha acceso il motore. Adesso bisogna capire se è davvero pronto a partire.