Catania, crisi tecnica e silenzio societario: la piazza chiede risposte
01-09-2026 10:51 -
Autore: Pier Andrea Aidala
Parlare di campo e degli imminenti impegni tra Coppa Italia e campionato, a Catania, al momento risulta essere un esercizio intellettivo abbastanza ostico. La seconda sconfitta su due gare disputate ha destato la sensazione che tra Longo e la squadra non si sia ancora creato quel collante in grado di far remare con decisione l’équipe dell’Elefante verso il vertice della classifica.
Non solo. La stessa costruzione del roster, pur tra le mille note difficoltà, lascia più di un interrogativo. I difensori, in attesa di Di Gennaro, sin qui non hanno offerto prove all’altezza, tanto da chiedersi quanto siano adattabili a una retroguardia a quattro. Tante le perplessità anche in merito ai terzini, che non sembrano offrire garanzie in nessuna delle due fasi di gioco. Piove sul bagnato anche in mediana, con l’infortunio di Di Marco che potrebbe togliere ulteriori qualità e certezze in una zona nevralgica del campo già funestata dall’equivoco tattico di un Jimenez ai minimi storici e di un Quaini che, spesso e volentieri, sembra l’unico faro in un mare in burrasca.
Rimangono poi i nodi relativi ai calciatori in bilico: Dini, Di Tacchio, Donnarumma e Caturano hanno ingaggi che suggerirebbero un addio pressoché doveroso. Peccato che proprio le cifre degli stipendi rendano tutto dannatamente complicato, tanto da prospettare una loro permanenza pur senza un ruolo centrale nel progetto. In attacco e sulla trequarti, poi, le note positive sin qui sono state davvero esigue. L’unica nota lieta è stata il gol all’esordio di Flavio Russo. Cicerelli è apparso ancora ingolfato e mai realmente leader tecnico del Catania. Liguori, Bruzzaniti e Lunetta, ognuno per ragioni differenti, non sono ancora i giocatori che la piazza si attende.
Difficile, dunque, trovare appigli al momento. Lo stesso tecnico Longo, nel post-partita di Bari, è apparso disincantato e le sue dichiarazioni hanno lasciato più di una perplessità negli inermi ascoltatori davanti al televisore. Il richiamo all’attenzione e all’aspetto mentale, unitamente all’ammissione dell’assenza di progressi, sembrerebbe porsi in continuità con la crisi tecnica apertasi dopo lo scorso mercato di gennaio e mai realmente risolta. Possibile che Toscano, Viali e oggi Longo abbiano evidenziato, in mesi e situazioni differenti, le stesse problematiche? È presto per dare risposte definitive dopo sole due giornate di campionato, ma, a oggi, sembrerebbero essere cambiati medici e cure, con pochi risultati sul fronte della guarigione.
Ciò che è certo è che il ridimensionamento imposto dalla proprietà è giunto proprio in una stagione nella quale le altre aspiranti “big” del Girone C navigano a vista e la missione Serie B sarebbe risultata quantomeno facilitata dalle difficoltà altrui. Non il tempismo sperato, né tantomeno meritato, da un ambiente che ancora una volta ha consegnato nelle mani della società circa dodicimila abbonamenti.
Ecco perché occorre fare i conti con i propri fantasmi e provare a guardare oltre il pallone che rotola. Ross Pelligra parrebbe in procinto di giungere a Catania e, mai come oggi, perseverare nel silenzio pressoché assoluto dei vertici societari sarebbe un errore che la piazza difficilmente perdonerebbe. Dall’amara eliminazione nei playoff scorsi contro l’Ascoli a oggi non vi è stata alcuna conferenza stampa di Grella, Bresciano o Pelligra. Sono innumerevoli i temi da chiarire, a partire dalla situazione di Torre del Grifo fino ad arrivare all’opportunità di un drastico calo del budget a disposizione del club per la composizione della rosa.
Servono onestà, chiarezza e disponibilità al dialogo, anche dinanzi a domande scomode. In caso contrario, il rischio di una frattura insanabile con la piazza sarà più di un’ipotesi. Catania merita risposte ed è ora, una volta per tutte, che dalle parti degli uffici di Piazza Spedini lo si comprenda.