Catania, Mihai già ai saluti: il primo acquisto estivo rescinde il contratto

31-08-2026 16:54 -

Autore; Redazione

Il primo acquisto del mercato 2026/27 è già diventato una delle operazioni più controverse dell’estate rossazzurra. Luca Alessandro Mihai, arrivato al Catania come uno dei primi tasselli della nuova stagione, ha infatti risolto consensualmente il proprio contratto con il club. Una separazione che, per tempistiche e modalità, apre inevitabilmente una riflessione sulla programmazione tecnica e sulla coerenza tra mercato e progetto di squadra.

Il comunicato ufficiale è essenziale: “Catania Football Club rende nota la risoluzione consensuale del contratto con Luca Alessandro Mihai, rivolgendo al calciatore i migliori auguri per il prosieguo della carriera”. Poche righe che però raccontano molto più di un semplice addio.

Mihai era stato infatti il primo acquisto della nuova sessione di mercato, il segnale iniziale del processo di costruzione della rosa da affidare a Emilio Longo. A distanza di poche settimane, però, il suo percorso si è già interrotto. Il dato, di per sé, è significativo: quando il primo innesto di un mercato viene lasciato andare prima ancora che la stagione entri realmente nel vivo, è inevitabile interrogarsi su ciò che non ha funzionato a monte.

Il punto centrale riguarda soprattutto l’utilizzo del calciatore. Longo, già nelle settimane precedenti, aveva lasciato intendere come Mihai non fosse facilmente collocabile all’interno dei meccanismi e delle esigenze tattiche della squadra. La questione, dunque, non sembra essere stata semplicemente legata al rendimento, ma alla compatibilità tecnica con il progetto.

Ed è proprio qui che emerge il vero problema. Se un giocatore viene individuato, tesserato e inserito come primo tassello della stagione, ma poi si scopre in tempi rapidissimi che il suo profilo non è realmente funzionale all’idea dell’allenatore, allora la domanda diventa inevitabile: quanto erano allineate le scelte di mercato con le necessità tecniche della nuova guida?

In un’estate già complessa, segnata da continui aggiustamenti, cessioni da sbloccare e innesti arrivati in tempi diversi, il caso Mihai diventa così il simbolo di una costruzione della rosa che ha avuto bisogno di molte correzioni in corsa. Non è raro che un mercato produca operazioni sbagliate, ma quando l’errore riguarda il primo acquisto e viene corretto con una rescissione consensuale già ad agosto, la questione assume un peso diverso.

Il Catania, nelle ultime settimane, ha modificato progressivamente la propria struttura. Sono arrivati profili come Coda, Torrasi e Caligara, mentre parallelamente la società ha iniziato a liberare spazio con diverse uscite. Mihai rientra adesso pienamente in questo processo di revisione dell’organico, ma resta il nodo originario: perché un calciatore che non sembrava adattarsi alle richieste di Longo era stato inserito per primo nel nuovo progetto?

La risposta può stare nella tempistica del mercato, nella necessità di muoversi rapidamente o in valutazioni poi cambiate con il trascorrere della preparazione. Ma il risultato finale non cambia: il primo innesto della stagione è già fuori dalla rosa.

Per una società chiamata a costruire credibilità tecnica e continuità dopo un’estate complicata, anche questi episodi diventano indicativi. Il problema non è la rescissione in sé, che anzi permette di liberare una posizione e correggere una scelta evidentemente non più funzionale. Il problema è ciò che quella rescissione racconta sulla fase precedente: una pianificazione che, almeno in questo caso, non ha prodotto coerenza tra mercato e campo.

Il Catania prova ora a chiudere il mercato con un organico più vicino alle esigenze di Longo. Ma la vicenda Mihai resta come un segnale da non sottovalutare: quando il primo acquisto diventa anche uno dei primi addii, significa che qualcosa, all’inizio del percorso, non era stato calibrato nel modo giusto.