Catania-Inter U23, prima storica sfida: alla scoperta dei nerazzurri

17-08-2026 12:10 -

Autore: Redazione

Il campionato del Catania comincerà domenica 23 agosto al Massimino contro un’avversaria particolare: l’Inter U23 di Stefano Vecchi, alla sua seconda stagione assoluta tra i professionisti ma all’esordio nel Girone C di Serie C. Per i rossazzurri sarà il primo confronto ufficiale della storia contro la seconda squadra nerazzurra. Le due formazioni si sono già incrociate soltanto in amichevole lo scorso 7 maggio, quando il Catania si impose 4-1, ma non esistono precedenti in gare ufficiali.

L’Inter U23 è un progetto molto recente. La formazione è nata nell’estate del 2025 ed è stata ammessa alla Serie C in seguito alla mancata iscrizione della SPAL, diventando la quarta seconda squadra di un club di Serie A a entrare nel professionismo italiano. La guida tecnica è stata affidata fin dall’inizio a Stefano Vecchi, tecnico che conosce profondamente l’ambiente interista dopo le esperienze nel settore giovanile e sulla panchina della Primavera, oltre alle parentesi alla guida della prima squadra. Vecchi è stato confermato anche per il 2026/27.

La stagione d’esordio ha mostrato subito potenzialità ma anche quelle oscillazioni tipiche di una squadra costruita soprattutto per sviluppare giovani. Nel 2025/26 l’Inter U23 ha disputato il Girone A, chiudendo al dodicesimo posto con 48 punti. La prima parte del torneo era stata decisamente positiva, con il sesto posto al termine del girone d’andata e una posizione stabile in zona playoff. Successivamente è arrivato un calo, caratterizzato anche da una serie di dieci giornate senza vittorie, che ha fatto perdere terreno ai nerazzurri fino all’esclusione dagli spareggi promozione. In Coppa Italia Serie C, invece, il cammino della prima stagione si era spinto fino agli ottavi di finale.

Quella che arriverà al Massimino sarà ancora una squadra fortemente orientata sulla linea verde. La rosa comprende 33 giocatori e presenta un’età media di appena 21,4 anni, con soltanto pochi elementi più esperti incaricati di dare equilibrio a un gruppo composto in larga parte da calciatori tra i 18 e i 22 anni.

Tra le eccezioni anagrafiche spiccano il portiere Riccardo Melgrati, classe 1994, il difensore Giuseppe Prestia, anch’egli 32enne, e il centrocampista Luca Fiordilino, classe 1996. Sono loro alcuni dei riferimenti attorno ai quali Vecchi può costruire una formazione altrimenti giovanissima. Prestia, in particolare, rappresenta il punto d’esperienza della retroguardia, mentre Fiordilino porta in mezzo al campo un curriculum maturato per gran parte tra Serie B e Serie C.

La difesa offre parecchi prospetti interessanti. Accanto a Prestia ci sono Francesco Stante, classe 2005, Yvan Maye del 2006, Gabriele Re Cecconi del 2006 e soprattutto il croato Leon Jakirović, centrale mancino classe 2008 e uno dei giocatori con la valutazione più alta dell’intera rosa. Completano il reparto Gabriele Garonetti e il 2008 Leonardo Bovio. Sulle fasce figurano Alessandro Milani, Mattia Marello, Mike Aidoo e Tommaso Avitabile: un reparto nel quale l’età supera raramente i 21 anni.

Anche il centrocampo rispecchia pienamente la filosofia del progetto. Oltre a Fiordilino, Vecchi può contare sui mediani Leonardo Bovo, Mattia Zanchetta e Filippo Cerpelletti, oltre a elementi dotati di maggiore qualità offensiva come Luka Topalović, sloveno classe 2006 considerato uno dei prospetti più importanti del gruppo, Issiaka Kamate, Thomas Berenbruch, il polacco Iwo Kaczmarski e il 2007 Matias Mancuso. Proprio Topalović è attualmente il calciatore con la valutazione di mercato più elevata.

Davanti, invece, le alternative sono numerose e quasi tutte giovanissime. Richi Agbonifo, classe 2006, può agire tra fascia e trequarti; Igor Amerighi offre corsa sulla corsia destra, mentre Anas El Mahboubi e Manuel Pinotti sono opzioni sul lato opposto. Tra gli attaccanti figurano il 2007 Mattia Mosconi, Jamal Iddrissou, Matteo Lavelli e Jan Żuberek. Lavelli, classe 2006, ha già raccolto esperienza con le selezioni giovanili italiane ed è uno dei riferimenti offensivi maggiormente utilizzati da Vecchi.

Un primo indizio sulle scelte del tecnico è arrivato dalla Coppa Italia Serie C, dove l’Inter U23 ha però iniziato la nuova stagione con un’eliminazione. Al “Giuseppe Sivori” di Sestri Levante i nerazzurri hanno pareggiato 1-1 contro il Vado, venendo poi battuti 7-6 ai calci di rigore. La formazione iniziale scelta da Vecchi era un 3-4-2-1 con Melgrati in porta; Stante, Prestia e Maye in difesa; Amerighi, Kaczmarski, Fiordilino e Milani a centrocampo; Agbonifo e Mancuso alle spalle di Lavelli.

La gara ha subito preso una piega complicata per i nerazzurri. Il Vado è passato in vantaggio al 18’ sfruttando un errore difensivo, mentre poco dopo Vecchi è stato costretto anche a sostituire l’infortunato Milani con il giovanissimo Marello. È stato proprio il classe 2008, sul finire del primo tempo, a realizzare l’1-1 sulla ribattuta successiva a un rigore respinto a Lavelli. Nella ripresa l’Inter U23 ha cercato il sorpasso soprattutto attraverso Agbonifo, Amerighi e le sostituzioni offensive, ma il risultato non è più cambiato. Ai rigori l’errore di Żuberek e la successiva conclusione decisiva del Vado hanno determinato l’eliminazione.

Il risultato di Coppa non deve però far sottovalutare la squadra di Vecchi. Nel precampionato il tecnico aveva già lavorato sul 3-4-2-1, alternandolo alle caratteristiche tipiche del 3-5-2. I nerazzurri avevano perso 2-1 contro il Novara, per poi ottenere risultati positivi contro AlbinoLeffe e Lecco e chiudere 0-0 l’ultimo test con la Pergolettese. Il filo conduttore resta la ricerca di un calcio dinamico, con diversi giocatori tecnici alle spalle della punta e grande capacità di occupare gli spazi grazie alla freschezza atletica della rosa.

Per il Catania si prospetta quindi un debutto completamente diverso rispetto ai test di Coppa contro Vicenza e Parma. L’Inter U23 possiede meno esperienza complessiva rispetto a molte formazioni del Girone C, ma può mettere in campo ritmo, qualità tecnica e una quantità notevole di giovani abituati ai principi di gioco del settore nerazzurro. I pochi elementi più maturi – Melgrati, Prestia e Fiordilino su tutti – servono proprio a dare stabilità a una squadra nella quale il talento resta il criterio dominante nella costruzione della rosa.