Catania FC, struttura societaria, debiti e possibile cessione del club

12-08-2026 08:48 -

Autore: Andrea Mazzeo

Le difficoltà emerse con il mancato deposito della fideiussione hanno riportato l’attenzione non soltanto sulla liquidità immediatamente disponibile, ma anche sull’architettura societaria attraverso la quale viene controllato e finanziato il Catania FC. Un assetto che negli ultimi quattro anni è cambiato più volte, passando dalla nascita del nuovo club dilettantistico nel 2022 a una struttura composta oggi da diverse società italiane e australiane collegate tra loro da partecipazioni e holding.

Il punto di partenza è l’estate del 2022, quando il Comune di Catania individuò nel progetto riconducibile a Pelligra Group Pty Ltd quello destinato a far ripartire il calcio cittadino dopo la fine del precedente club. Pochi giorni dopo venne costituita in Australia Elefante 1946 Pty Ltd, società interamente riconducibile a Ross Pelligra e destinata a diventare uno degli snodi principali dell’intera operazione. Parallelamente, in Italia, nacque la Catania Società Sportiva Dilettantistica a r.l., cioè il soggetto attraverso il quale la squadra venne iscritta alla Serie D e iniziò il nuovo percorso sportivo.

Quella prima struttura era relativamente semplice perché costruita attorno alla necessità di creare rapidamente una società operativa capace di ripartire dai dilettanti. Con la promozione tra i professionisti e il progressivo aumento del valore degli asset, però, l’organizzazione proprietaria è diventata più articolata. Nel dicembre 2023 venne infatti costituita Catania Calcio Holding Srl, destinata ad acquisire l’intero capitale del Catania FC e a collocarsi così tra la società sportiva e le partecipazioni australiane.

Da quel momento la catena societaria ha assunto una configurazione più complessa. L’80% di Catania Calcio Holding Srl fa capo a Elefante 1946 Pty Ltd, società il cui capitale è riconducibile a Ross Pelligra. Il restante 20% della holding appartiene invece a Catania CFC Pty Ltd, altra società australiana inserita nella struttura proprietaria.

Anche quest’ultima partecipazione presenta a sua volta una propria articolazione. Catania CFC Pty Ltd risulta infatti suddivisa tra Grella Investment Pty Ltd, riconducibile a Vincenzo Grella, e la partecipazione di Mark Bresciano, ciascuno con il 50%. In termini finanziari, dunque, il controllo del Catania non passa direttamente da un unico soggetto alla società calcistica, ma attraverso più livelli societari: al vertice si trovano le entità australiane, successivamente la holding italiana e, infine, il club operativo.

Non si tratta di una configurazione anomala nel mondo imprenditoriale. Gruppi internazionali che operano in Paesi differenti utilizzano frequentemente holding, società veicolo e partecipazioni incrociate per separare investimenti, asset e responsabilità. Nel caso del Catania, però, gli ultimi avvenimenti hanno reso centrale una questione diversa: capire attraverso quale livello della struttura vengano trasferite le risorse necessarie alla gestione quotidiana e quanto rapidamente possano arrivare alla società operativa quando si presentano scadenze federali o impegni nei confronti dei fornitori.

È proprio su questo punto che la vicenda della fideiussione assume un significato più ampio. Il problema non è necessariamente riconducibile alla consistenza patrimoniale complessiva di Pelligra o delle società che fanno capo al gruppo, quanto piuttosto alla liquidità immediatamente disponibile nel Catania FC e alla capacità di trasferire fondi tra le varie società della catena in tempo utile per rispettare le scadenze. Una differenza sostanziale: un gruppo può possedere asset e partecipazioni importanti senza che ciò equivalga automaticamente alla disponibilità immediata di denaro nella controllata che deve effettuare un pagamento.

Da qui anche il ricorso all’escrow account, il conto vincolato che il Catania dovrebbe utilizzare per garantire direttamente le somme richieste dalla normativa federale. L’importo indicato è nell’ordine dei 2,7 milioni di euro, leggermente modificato dopo alcune operazioni in uscita. In assenza di una fideiussione rilasciata da un istituto bancario o assicurativo, il deposito diretto delle somme rappresenterebbe la strada per ristabilire la piena operatività sul fronte dei tesseramenti e dimostrare la disponibilità delle risorse richieste.

Parallelamente sono emerse indiscrezioni su una consistente esposizione nei confronti dei fornitori. La cifra complessiva viene collocata sopra i cinque milioni di euro e comprenderebbe diverse aziende che hanno lavorato per il club, dalla manutenzione degli impianti fino agli interventi effettuati a Torre del Grifo. Tra le posizioni più rilevanti ci sarebbe anche quella relativa ai lavori di riqualificazione del centro sportivo, con crediti superiori al milione di euro. Non essendo stato diffuso un quadro ufficiale analitico da parte della società, importi e singole posizioni restano comunque elementi che necessitano di essere definitivamente chiariti.

La questione dei fornitori diventa particolarmente significativa se collegata all’evoluzione economica degli ultimi anni. La nuova società era partita nel 2022 con una struttura molto più contenuta, ma l’ingresso nel professionismo e le campagne di rafforzamento successive hanno fatto crescere rapidamente il volume dei costi. Sono aumentati gli investimenti nella rosa, gli stipendi, le spese organizzative e quelle relative agli asset immobiliari, fino all’acquisizione di Torre del Grifo. Il risultato è stato un fabbisogno finanziario crescente, coperto negli anni principalmente attraverso apporti provenienti dalla proprietà.

Oggi, però, il Catania si trova davanti a una fase differente. La politica sportiva è diventata più attenta al contenimento del monte ingaggi e alle uscite, mentre sul piano societario emerge la necessità di garantire liquidità sufficiente non soltanto per sostenere il mercato, ma soprattutto per rispettare gli obblighi ordinari. Da qui assumono un significato diverso anche le possibili cessioni di giocatori importanti: non soltanto operazioni tecniche, ma potenziali strumenti per ridurre costi e generare risorse.

In questo contesto si inseriscono anche le indiscrezioni relative a una possibile cessione del Catania FC. La documentazione societaria sarebbe stata affidata a professionisti incaricati di valutare eventuali manifestazioni d’interesse e almeno due soggetti avrebbero approfondito il dossier. Non risulta però, allo stato attuale, l’avvio ufficiale di una procedura di vendita né una volontà dichiarata da parte di Pelligra di cedere il controllo o aprire il capitale a soci di minoranza.

Una circostanza che, qualora venisse confermata, potrebbe essere letta anche come un’attività preliminare di valutazione del valore del club e delle possibili opzioni strategiche. In operazioni di questo tipo è infatti frequente che vengano predisposti dossier contenenti bilanci, contratti, debiti, crediti, asset, partecipazioni e impegni futuri prima ancora che si arrivi a una vera trattativa. L’esistenza di soggetti interessati, quindi, non equivale automaticamente alla volontà di vendere, ma dimostrerebbe almeno che il dossier Catania è stato oggetto di valutazioni esterne.

Resta poi il tema della possibile penalizzazione. Il precedente di due stagioni fa rende inevitabile il confronto con la vicenda attuale, ma la configurazione della recidiva dovrà essere valutata sulla base delle norme applicabili e della distanza temporale tra le due violazioni. Anche da questo punto di vista, una rapida regolarizzazione della posizione finanziaria potrebbe assumere importanza nel successivo procedimento davanti agli organi competenti.

Il quadro che emerge è quindi quello di una società cresciuta rapidamente sia sul piano sportivo sia nella propria struttura finanziaria, passando in quattro anni da un veicolo creato per ripartire dalla Serie D a un gruppo articolato tra Australia e Italia, con una holding intermedia, più soci e un volume di attività notevolmente superiore. Proprio questa maggiore complessità rende però indispensabile che i flussi finanziari tra le varie componenti della struttura siano organizzati in modo da garantire autonomia operativa al club.

La priorità resta dunque duplice: regolarizzare immediatamente la posizione federale e chiarire il reale stato finanziario del Catania FC. Solo successivamente sarà possibile comprendere se le indiscrezioni su una possibile cessione rappresentino un semplice sondaggio di mercato oppure l’inizio di una fase nuova nella storia societaria rossazzurra.