Catania, l’ennesimo autogol che pesa sulla credibilità del club

10-08-2026 20:44 -

Autore: Andrea Mazzeo

Ci sono errori che possono capitare e che, una volta, possono anche essere tollerati. Ma quando si ripetono, il problema non è più soltanto l’errore in sé: diventa una questione di credibilità. Il mancato deposito della fideiussione rappresenta l’ennesimo autogol di una dirigenza che, a distanza di poco tempo, ricade in una situazione già vissuta e già costata cara al Catania.

La contraddizione è evidente. Dopo stagioni segnate da investimenti importanti e spesso poco produttivi, il club ha scelto una linea molto più rigida sul fronte dei costi. Una politica di contenimento che, in teoria, poteva avere una sua logica. Il problema nasce quando a una gestione più prudente delle risorse non corrisponde altrettanta attenzione sul piano amministrativo. Spendere meno può essere una scelta. Non rispettare una scadenza federale decisiva non può esserlo.

Ed è proprio qui che il danno va ben oltre la penalizzazione. Perché il Catania si presenta davanti ai suoi tifosi, e soprattutto davanti a quasi novemila abbonati che hanno scelto ancora una volta di dare fiducia al progetto, con una nuova ferita maturata lontano dal campo. Una tifoseria che ha fatto la propria parte si ritrova invece a dover assistere all’ennesima vicenda capace di oscurare il calcio giocato.

Il paradosso è ancora più forte pensando a quanto accaduto a Vicenza. La squadra di Longo, pur tra difficoltà e limitazioni, aveva dato una risposta concreta sul terreno di gioco. Ora saranno proprio allenatore e calciatori a dover recuperare punti persi per responsabilità che non appartengono a loro. Ed è questo uno degli aspetti più difficili da accettare: il settore tecnico chiamato a rimediare agli errori della gestione societaria.

La sensazione, inevitabilmente, è quella di una proprietà sempre più distante non soltanto dal territorio, ma anche dalla quotidianità del club. Non è una questione geografica: è una questione di presenza, organizzazione e attenzione. Perché una società che punta a obiettivi importanti deve essere affidabile prima ancora che ambiziosa.

Il Catania è passato dai fiumi di denaro spesi negli anni scorsi a una gestione estremamente più contenuta, ma il rischio è che il problema non siano più i rubinetti aperti o chiusi. Il vero tema è la capacità di governare il club con continuità e precisione. E quando si arriva per la seconda volta a pagare in classifica una mancanza amministrativa, le spiegazioni finiscono inevitabilmente per perdere forza.

La prima volta può essere un incidente. La seconda compromette la fiducia. E oggi è proprio questa la conseguenza più pesante: non soltanto i punti che verranno sottratti, ma la sensazione che le parole, le promesse e gli obiettivi dichiarati siano sempre più lontani dai fatti.

I punti, con una buona squadra, possono anche essere recuperati. La credibilità, invece, una volta perduta, non si riconquista con un comunicato.