Cantarutti ricorda Baresi: "Quel gol era regolare, ma non fu colpa sua"

01-08-2026 10:09 -

Autore: Redazione

La scomparsa di Franco Baresi ha riportato alla memoria uno degli episodi più controversi della storia del Catania: il celebre gol annullato ad Aldo Cantarutti nella sfida contro il Milan del 12 febbraio 1984. A oltre quarant'anni da quel pomeriggio al Cibali, l'ex centravanti rossazzurro ha ricordato il campione rossonero in un'intervista rilasciata ai colleghi de La Sicilia, tracciando il ritratto di un uomo che, al di là di quell'episodio, ha sempre stimato profondamente.

Cantarutti fa subito una precisazione destinata a mettere fine a un equivoco che, soprattutto a Catania, resiste ancora oggi: "Il gol era regolare, ma lo annullò l'arbitro, mica Franco".

Quel gol in rovesciata continua però a rappresentare una ferita aperta per tanti tifosi rossazzurri. Cantarutti sorride ricordando come, ancora oggi, quell'episodio sia il primo argomento di conversazione quando incontra un catanese.

"Ogni volta che incontro un catanese in giro per il mondo la scena è sempre la stessa. Prima mi sento chiamare: 'Aldoooo', con tante 'o'. Poi arriva qualche protesta e alla fine la domanda è sempre quella". E, provando a imitare il dialetto siciliano, aggiunge: "'Cama fari cu stu Catania?'", segno di un legame con la piazza etnea rimasto immutato nel tempo.

Il ricordo di Baresi va però ben oltre quel pomeriggio del 1984. "Mi dispiace per la persona. Sul calciatore cosa posso aggiungere? Era un leader inimitabile", racconta Cantarutti, soffermandosi soprattutto sulle qualità umane dell'ex difensore rossonero. "Era una persona educata, a modo, sempre lontana dalle passerelle. Uno di quei silenzi che urlavano".

Negli anni i due si sono ritrovati più volte e, inevitabilmente, sono tornati a parlare di quel gol annullato. L'episodio che Cantarutti ricorda con maggiore affetto risale a una cena in un ristorante di Milano.

"Eravamo al Porcao, una churrascaria brasiliana. A un certo punto mi disse: 'Era buona'. Io pensavo parlasse della carne e gli risposi: 'Sì, era buona anche la mia'. Lui scoppiò a ridere e mi disse: 'No, Aldo, era buona quella palla che avevi piazzato alle spalle di Piotti'".

Un'ammissione che colpì profondamente l'ex attaccante del Catania. "Ne parlammo a lungo e in quel momento ebbi la conferma di quanto fosse un signore. Anche Piotti, che poi fu mio compagno all'Atalanta, mi confermò che quel gol era regolare".

Ripensando a quella partita, Cantarutti non ha dubbi: "Quel giorno al Cibali avremmo meritato di vincere. Ricordo persino i carabinieri in campo per calmare gli animi".

Nel corso dell'intervista c'è spazio anche per uno sguardo al presente. Pur ammettendo di seguire meno il calcio rispetto al passato, Cantarutti continua a tifare per i colori rossazzurri. "Vedo poche partite, ma seguo il Catania. Spero che Grella riesca a risollevare squadra e città, facendole uscire dalle sabbie mobili della Serie C".

Infine, una promessa ai tifosi etnei. "Tornerò presto. Voglio rivedere una partita nel 'mio' stadio e incontrare gli amici catanesi", prima di chiudere con un ultimo pensiero dedicato a Franco Baresi: "Senza Baresi sarà un calcio più triste. Spero che possa continuare a essere un esempio per tutti i ragazzi".