Catania, i nuovi acquisti si presentano: entusiasmo e ambizione al Massimino

25-07-2026 21:21 -

Autore: Andrea Mazzeo

Prime dichiarazioni ufficiali, primi sorrisi e tanta voglia di mettersi in gioco. A margine dell'allenamento aperto alla stampa allo stadio "Angelo Massimino", i nuovi acquisti del Catania hanno raccontato sensazioni, aspettative e obiettivi in vista della nuova stagione. Dai portieri Filippo Rinaldi e Cristian De Falco, al terzino Gabriele Pagliai, al centrocampisto Luca Mihai, fino agli esterni Michael Liguori e Christian Torre, emerge un messaggio chiaro: tutti sono consapevoli del prestigio della piazza e della responsabilità che comporta indossare la maglia rossazzurra.

Tra i primi a presentarsi sono stati i portieri Filippo Rinaldi e Cristian De Falco, entrambi colpiti fin da subito dall'impatto con l'ambiente catanese.

"Catania è una piazza storica e prestigiosa. Già poterci allenare rappresenta un grande privilegio. Ho avuto modo di conoscere alcuni tifosi e ho capito subito quanto qui si viva per questi colori. È una grande responsabilità, ma anche una sfida entusiasmante e sono pronto a dare il massimo", ha dichiarato Rinaldi.

Sulla stessa lunghezza d'onda De Falco: "Sono davvero felice e orgoglioso di rappresentare questa città, questa maglia e questi colori. Tutta la squadra darà il massimo per raggiungere gli obiettivi che una società come il Catania merita".

Entrambi vedono nel Catania il contesto ideale per crescere.

"Quello che è successo nella passata stagione appartiene ormai al passato. Oggi penso soltanto al Catania. Mi è stata concessa una grande opportunità e voglio ripagarla lavorando ogni giorno. Sta a me dimostrare di meritare questa fiducia e farmi trovare pronto per un campionato importante", ha spiegato Rinaldi.

De Falco ha invece sottolineato quanto il club rappresenti un'occasione importante per i giovani: "Per chi è all'inizio del proprio percorso, Catania è una delle migliori piazze della categoria. Qui c'è una società che lavora con grande professionalità e mette tutti nelle condizioni di crescere".

Sul dualismo tra i pali, dopo le parole del direttore sportivo Fortunato Varrà che ha ribadito come saranno il lavoro e il campo a stabilire le gerarchie, Rinaldi ha commentato: "È giusto che sia così. Una squadra che vuole essere protagonista deve avere concorrenza in ogni ruolo, soprattutto tra i portieri. La competizione serve a far crescere tutti".

Alla domanda su cosa lo abbia convinto a sposare il progetto rossazzurro, Rinaldi non ha dubbi: "La storia del club, lo stadio, il tifo e il fatto che questa città viva ogni giorno per il calcio. Tutto questo mi ha colpito profondamente ed è un onore poter difendere questi colori".

De Falco guarda invece soprattutto all'opportunità di imparare dai compagni più esperti: "Partiamo tutti sullo stesso livello, ma io sono il più giovane e posso imparare tantissimo sia da Filippo che da Andrea Dini. Cerco ogni giorno di rubare qualcosa dalla loro esperienza per migliorarmi".

Entrambi hanno poi confermato di conoscere bene le richieste tattiche di Emilio Longo.

"Ho già affrontato le squadre del mister e conosco la sua idea di calcio. Ama costruire dal basso e coinvolgere molto i portieri nella manovra. Sto già lavorando per interpretare al meglio quello che chiede lui e tutto lo staff", ha spiegato Rinaldi.

"Il mister pretende tanto da noi portieri ed è giusto così. Se siamo qui significa che possediamo le caratteristiche richieste, anche nel gioco con i piedi, e dobbiamo dimostrarlo ogni giorno", ha aggiunto De Falco.

Infine, entrambi hanno speso parole importanti nei confronti di Andrea Dini. "È un portiere di grande esperienza e qualità. Avere la possibilità di allenarmi con lui rappresenta un'occasione preziosa per crescere", ha detto Rinaldi. "Ogni allenamento provo ad apprendere qualcosa dai compagni più esperti. È il modo migliore per migliorare", gli ha fatto eco De Falco.

Grande entusiasmo anche nelle parole del centrocampista Luca Mihai e del laterale destro Gabriele Pagliai.

Mihai si è presentato descrivendo le proprie caratteristiche: "Sono principalmente un mediano, ma posso giocare anche da mezzala. Mi piace avere il pallone tra i piedi, dare ritmo alla squadra e farla giocare. Preferisco però parlare sul campo piuttosto che davanti ai microfoni".

La scelta di Catania è maturata soprattutto per il progetto.

"Il nome del Catania dice già tutto. Una società del genere ti trasmette emozioni ancora prima di arrivare. Poi mi ha convinto il progetto: alla mia età è più importante costruire il futuro che guardare altro. Adesso voglio dimostrare il mio valore sul campo".

Gli obiettivi personali coincidono con quelli della squadra.

"Mi aspetto che dominiamo le partite, che facciamo divertire i nostri tifosi e che conquistiamo la Serie B. È questo il nostro obiettivo".

Il sistema di gioco di Longo rappresenta uno dei motivi principali del suo approdo in Sicilia.

"Sono venuto qui proprio per questo. Mi piace un calcio fatto di personalità, possesso e dominio della partita. Mi trovo molto bene e penso che questa idea di gioco valorizzi le mie caratteristiche".

Pagliai ha invece raccontato l'impatto con il nuovo gruppo.

"Ho trovato uno spogliatoio molto unito e accogliente. Fin dal primo giorno mi hanno fatto sentire parte della squadra e credo ci siano tutte le condizioni per fare qualcosa di importante".

Il laterale ha ricordato anche le emozioni vissute al Massimino da avversario.

"Quando sono venuto qui con il Picerno ho trovato oltre ventimila spettatori. Entrare in questo stadio mette i brividi anche quando è vuoto. Se faremo bene, il nostro pubblico sarà davvero un uomo in più".

Reduce dalla promozione conquistata con l'Ascoli, Pagliai ha indicato quale sia, secondo lui, il segreto per vincere.

"Il segreto è il lavoro. Bisogna restare uniti, soprattutto nei momenti difficili. Anche l'anno scorso abbiamo attraversato periodi complicati, ma non ci siamo mai disuniti. È questo che fa la differenza".

Sul confronto con Tiago Casasola ha risposto con serenità.

"Non sento il peso della sua eredità. So quanto abbia fatto bene, ma penso soltanto a lavorare per conquistare la fiducia dei tifosi e dimostrare il mio valore".

Tra i protagonisti della giornata anche Michael Liguori, tornato a vestire la maglia rossazzurra.

"L'emozione è enorme. Ho fatto presente fin da subito alla società che desideravo fortemente tornare a Catania. Adesso però bisogna lavorare bene per arrivare pronti all'inizio del campionato".

L'attaccante conosce perfettamente le aspettative della piazza.

"Sappiamo tutti quale sia l'obiettivo del Catania. Ci sono altre squadre importanti, ma noi dobbiamo pensare soltanto a noi stessi e crescere attraverso il lavoro".

Per lui sarà soprattutto la stagione del riscatto.

"Negli ultimi anni ho sempre raggiunto la doppia cifra. La passata stagione è andata diversamente, anche per diversi fattori, ma voglio riprendermi tutto proprio qui a Catania".

Dal punto di vista tattico si mette completamente a disposizione di Emilio Longo.

"Nasco come esterno offensivo, ma nel corso della carriera ho ricoperto diversi ruoli. Mi adatterò alle esigenze del mister e darò il massimo ovunque verrò impiegato".

Nella scelta di tornare hanno inciso sia il blasone del club che il nuovo progetto tecnico.

"Il Catania è una piazza importante, qui ci sono persone che mi vogliono bene e una società che ha costruito un progetto serio. Con il direttore Varrà e mister Longo ci sono tutte le condizioni per fare grandi cose".

A chiudere la serie di interventi è stato Christian Torre, uno dei giovani sui quali il club punta con decisione.

"Quando ti chiama il Catania non puoi pensarci due volte. Inoltre conoscevo già il direttore Varrà e questo ha reso la scelta ancora più semplice".

Il giovane esterno vede nella pressione un'opportunità.

"Ci sarà tanta responsabilità, ma quando inizi a fare bene il pubblico ti trascina e ti dà una spinta incredibile. È uno stimolo importante".

Sul piano tattico si definisce un giocatore duttile.

"Preferisco giocare sulla fascia sinistra, ma il mister mi sta provando in diverse posizioni. Io sono a disposizione della squadra e mi adatto senza problemi".

Infine, il bagaglio di esperienza maturato nel settore giovanile del Napoli.

"L'anno scorso mi sono allenato spesso con la prima squadra e questo mi ha aiutato tantissimo. Anche qui gli allenamenti sono molto intensi e lavorare ogni giorno con compagni esperti rappresenta un'opportunità preziosa per crescere ulteriormente."