Catania, mercato e rivoluzione: tifosi divisi tra addii e nuovi obiettivi

14-07-2026 23:33 -

Autore: Redazione

Il mercato del Catania sta assumendo contorni ben diversi rispetto a quelli immaginati soltanto poche settimane fa. Più passano i giorni e più prende forma la sensazione che il club abbia scelto di voltare pagina in maniera radicale, inaugurando un nuovo ciclo destinato a modificare profondamente il volto della squadra.

Una trasformazione che, inevitabilmente, sta alimentando sentimenti contrastanti all'interno della tifoseria. Da un lato c'è chi comprende la necessità di ripartire dopo una stagione conclusa ben al di sotto delle aspettative; dall'altro cresce il timore che, nel tentativo di ricostruire, si finisca per smantellare troppo.

La passata annata era stata impostata con un investimento importante. Il Catania aveva costruito una rosa per provare a vincere il campionato, puntando su calciatori esperti e con stipendi elevati. Il risultato, però, è sotto gli occhi di tutti: eliminazione ai playoff, promozione sfumata e un altro campionato di Serie C da affrontare.

Da qui nasce il nuovo indirizzo societario.

Le parole del direttore sportivo Fortunato Varrà e quelle del tecnico Emilio Longo hanno tracciato una linea ben precisa: abbassare l'età media, ridurre il monte ingaggi e costruire una squadra maggiormente funzionale alle nuove idee tattiche.

Una scelta comprensibile sotto il profilo economico e gestionale, ma che rischia di avere un prezzo elevato sul piano tecnico e soprattutto emotivo.

Lo zoccolo duro della squadra, infatti, sta progressivamente venendo meno.

Prima sono arrivati gli addii di Pieraccini, D'Ausilio e Forte. Adesso è diventata ufficiale anche la cessione di Tiago Casasola, uno dei giocatori più continui della passata stagione, autore di 39 presenze, tre reti e sette assist.

Ma la sensazione è che non sia affatto finita.

Le prossime settimane potrebbero portare ulteriori partenze di peso. Restano infatti da monitorare le situazioni di Dini, Ierardi, Quaini, Donnarumma, Lunetta, Jiménez, Cicerelli e Caturano.

Nessuno, almeno in questo momento, sembra realmente intoccabile.

È la conseguenza di una strategia ben precisa: ridurre i costi e ripartire con un gruppo più giovane, più sostenibile e maggiormente modellabile secondo i principi di gioco di Longo.

Il problema, però, è che mentre le uscite continuano ad aumentare, gli arrivi procedono con estrema lentezza.

Ad oggi l'unico volto nuovo ufficializzato è quello del centrocampista rumeno Luca Mihai, classe 2003, profilo ancora poco conosciuto al grande pubblico ma sul quale la società ha deciso di investire.

Molto vicino appare anche Gianmarco Todisco, esterno destro di proprietà dell'Avellino reduce dall'esperienza al Cerignola, destinato a raccogliere l'eredità lasciata proprio da Casasola.

Per il resto il mercato vive soprattutto di indiscrezioni.

Tra i pali, qualora dovesse partire Andrea Dini, nelle ultime ore è emerso anche il nome dello svincolato Marco Festa. Una soluzione che, tuttavia, dopo il nulla di fatto per Vettorel che andrà al Lecco, lascerebbe qualche interrogativo. Il portiere, infatti, ha 34 anni e rappresenterebbe un'eccezione rispetto alla politica di ringiovanimento annunciata dalla società.

In difesa continuano a essere monitorati Davide Di Pasquale, Walter Guerra e Filippo Groppelli, tutti legati, direttamente o indirettamente, all'ambiente Crotone, oltre a Federico Pistolesi del Picerno e Yuri Rocchetti, rientrato alla Cremonese dopo l'esperienza al Potenza.

Anche il centrocampo offre numerose piste. Restano vive quelle che conducono ad Andrea Gallo e Vinicius del Crotone, ai salernitani Emmanuel Gyabuaa e Galo Capomaggio, a Luca Palmiero dell'Avellino e al giovane croato Fran Svraka, centrocampista del Bijelo Brdo seguito anche da altri club.

Sulla trequarti il taccuino di Varrà è altrettanto ricco. Piacciono Matteo Della Morte del Vicenza, Gianluca D'Auria del Potenza, Andrea Rizzo Pinna del Cosenza, Ferdinando Del Sole dell'Ascoli, Alejo Garnica del Nardò e i due esterni del Crotone Antonio Energe e Marco Zunno.

Sullo sfondo continua poi a riaffacciarsi ciclicamente il nome di Alejandro "Papu" Gómez. Il fantasista argentino è fuori dai piani del Padova e continua ad alimentare il dibattito tra i tifosi rossazzurri, anche se, almeno per il momento, non sembrano esserci elementi concreti che possano trasformare il suggestivo accostamento in una reale trattativa.

Per il reparto offensivo i profili monitorati sono altrettanto numerosi. I nomi di Guido Gomez e Antonino Musso del Crotone restano d'attualità, così come quelli di Marco Tumminello del Benevento, Cosimo Patierno dell'Avellino, Giacomo Parigi del Latina e Gabriele Gori dell'Ascoli.

L'impressione, però, è che il mercato del Catania sia ancora nella fase preliminare. Longo ha chiesto dieci giorni di valutazioni sul gruppo attuale prima di dare il via libera definitivo alle operazioni in entrata, mentre Varrà continua a lavorare soprattutto sul fronte delle cessioni.

Ed è proprio questo l'aspetto che oggi genera le maggiori perplessità.

Perché il progetto può anche essere condivisibile. Ringiovanire la rosa, abbassare il monte ingaggi e costruire una squadra sostenibile rappresentano obiettivi logici dopo una stagione economicamente importante e sportivamente deludente.

Ciò che preoccupa una parte della tifoseria è il rapporto tra ciò che sta uscendo e ciò che, almeno finora, è entrato.

Le partenze riguardano calciatori che conoscevano l'ambiente, avevano esperienza e rappresentavano punti di riferimento dello spogliatoio. Gli innesti, invece, sono ancora pochi e quasi tutti da verificare.

È evidente che il giudizio definitivo potrà arrivare soltanto a mercato concluso. Oggi sarebbe prematuro emettere sentenze, perché il Catania ha ancora settimane per completare la rosa e dare consistenza al progetto tecnico.

Resta però una certezza: il club sta affrontando una delle estati più delicate degli ultimi anni. Le prossime operazioni non determineranno soltanto il livello tecnico della squadra, ma anche la fiducia con cui una piazza esigente come Catania accompagnerà questo nuovo corso. Perché dopo tanti cambiamenti e altrettante delusioni, ciò che i tifosi chiedono non è soltanto una rivoluzione, ma la certezza che questa volta abbia davvero una direzione precisa.