Varrà si presenta: "Un Catania giovane, competitivo e con un'identità precisa"

09-07-2026 13:01 -

Autore: Redazione

È un Fortunato Varrà diretto, schietto e deciso quello che si è presentato per la prima volta davanti ai giornalisti da direttore sportivo del Catania. Nella sala stampa del "Massimino", il dirigente rossazzurro ha affrontato praticamente ogni tema legato al presente e al futuro del club: dal mercato agli obiettivi stagionali, passando per il budget, il nuovo progetto tecnico, il settore giovanile e la filosofia che accompagnerà la costruzione della squadra di Emilio Longo.

La prima indicazione riguarda le risorse economiche che la società metterà a disposizione per il mercato. Varrà non entra nei dettagli delle cifre, ma rassicura sulla volontà del club di costruire una squadra all'altezza delle ambizioni.

"Il budget sarà quello necessario per affrontare un campionato competitivo. Prima di poter pensare agli acquisti, però, bisognerà cedere diversi giocatori. Non sarà semplice perché il mercato procede a rilento e il salary cap sta creando difficoltà a tante società. In questo momento non posso dire quanti saranno gli arrivi o le partenze, perché prima dobbiamo sistemare la rosa".

Il direttore sportivo, però, annuncia anche una prima novità.

"Nelle prossime ore arriverà il primo acquisto. Non è Todisco, questo posso dirlo. Preferisco parlare solo quando le operazioni sono concluse. Potrei raccontare di avere dieci trattative aperte, ma significherebbe vendere fumo. Io voglio comunicare soltanto ciò che è ufficiale".

Uno dei concetti ribaditi con maggiore convinzione riguarda il cambio di strategia voluto dalla proprietà. Il Catania, secondo Varrà, ha deciso di intraprendere un percorso diverso rispetto agli ultimi anni.

"Abbiamo cambiato strategia e servirà un po' di tempo perché questo percorso produca risultati. Oggi abbiamo una squadra con un'età media molto alta e uno dei nostri obiettivi principali è abbassarla. Questo non significa costruire una squadra di ragazzini. Vogliamo creare un gruppo con un'età media di 25-26 anni, trovando il giusto equilibrio tra giovani ed elementi di esperienza".

Il dirigente chiarisce anche quale dovrà essere l'identità della squadra.

"Dobbiamo cambiare modo di pensare. Vogliamo una squadra che, oltre a essere competitiva, sappia divertire chi viene allo stadio. L'idea è quella di proporre un calcio dominante, aggressivo, con personalità. Chi vestirà questa maglia dovrà avere caratteristiche precise e sposare la nostra filosofia".

Quando si parla di obiettivi, Varrà evita proclami.

"Per me una squadra competitiva significa una squadra costruita per lottare fino in fondo. Non mi sentirete dire che vinceremo sicuramente il campionato perché sarebbe una responsabilità che oggi non posso assumermi. Però una cosa è certa: a Catania non si viene per fare una passeggiata. Costruiremo una squadra forte, anzi fortissima".

Ampio spazio viene dedicato anche al rapporto con Emilio Longo, scelto personalmente dal nuovo direttore sportivo.

"Il mio rapporto con Longo è diretto, sincero e quotidiano. Ci confrontiamo ogni giorno per molto tempo. Lo abbiamo scelto perché condividiamo la stessa idea di calcio e la stessa visione su come una squadra deve stare in campo. L'allenatore è una scelta del direttore sportivo. È come la moglie: la scelgo io, non gli altri. Se la scelgo io, la responsabilità è mia".

Sul mercato, Varrà rivendica piena autonomia decisionale.

"I calciatori li scelgo io, naturalmente in accordo con l'allenatore. Cerchiamo giocatori freschi, funzionali al nostro modo di interpretare il calcio. Non è una critica verso chi c'era prima, perché il Catania ha disputato un buon campionato, ma riteniamo che fosse necessario cambiare strada".

Il direttore sportivo affronta anche il tema dei singoli, chiarendo che nessun calciatore può essere considerato intoccabile.

"Nessuno è incedibile. Non è un giudizio sul valore dei ragazzi, ma una questione di opportunità e di compatibilità tecnica. Cambiando sistema di gioco alcune caratteristiche possono diventare meno funzionali. Penso, ad esempio, a un giocatore come Casasola in una difesa a quattro oppure a valutazioni che il mister farà sui portieri. Nella mia testa ci sono dieci o dodici giocatori destinati a rimanere, ma il mercato è imprevedibile. Se un calciatore riceve un'offerta importante o manifesta la volontà di partire, bisogna fare delle valutazioni. Non posso promettere oggi che un giocatore resterà e poi trovarmi domani in una situazione diversa. La mia credibilità viene prima di tutto".

Tra i nomi citati c'è anche quello di Emmanuele Cicerelli.

"Per Cicerelli non ho ricevuto alcuna richiesta e, allo stato attuale, non è sul mercato".

Sulle numerose indiscrezioni circolate nelle ultime settimane, Varrà invita alla prudenza.

"Siamo in trattativa con tante società, ma molti dei nomi usciti in questi giorni non li ho mai trattati. È normale che, avendo preso Longo, vengano accostati al Catania tanti giocatori del Crotone, ma non tutto quello che si legge corrisponde alla realtà".

Parlando di Francesco Di Tacchio, il direttore sportivo conferma una situazione contrattuale già definita.

"Il rinnovo è automatico. Era previsto da alcune clausole legate alle presenze e quindi il contratto è stato prolungato di altri due anni".

Varrà si sofferma poi sulla situazione di Salvatore Caturano, dopo la conferma della squalifica di sei giornate.

"Caturano ha ancora due anni di contratto. La squalifica riguarda fatti precedenti al nostro arrivo e, dal punto di vista societario, possiamo fare ben poco. Cercheremo comunque di trovare la soluzione migliore".

Uno dei passaggi più interessanti riguarda il settore giovanile, destinato a diventare parte integrante del progetto tecnico.

"Kevin Moie partirà in ritiro con la prima squadra. Inoltre la Primavera lavorerà a stretto contatto con la prima squadra e il responsabile resterò sempre io. Vogliamo creare un unico percorso di crescita, riducendo la distanza tra Primavera e prima squadra. Il tecnico della Primavera non è stato ancora scelto, mentre con Marco Biagianti la decisione di interrompere il rapporto era stata presa già al termine della scorsa stagione".

Infine il dirigente spiega anche la scelta di svolgere la prima parte della preparazione a Catania.

"Per quanto riguarda il ritiro al Massimino, non vedo anomalie. Diverse società di Serie A lavorano nei propri centri sportivi. Noi avremo a disposizione il Massimino e il Cibalino e resteremo sempre insieme. È una scelta che serve anche a responsabilizzare i ragazzi".

In chiusura arriva un'ultima anticipazione di mercato.

"Per il ruolo di secondo portiere siamo in trattativa con un estremo difensore. Poi sarà il mister a decidere chi partirà titolare".

Le parole di Fortunato Varrà delineano così un progetto fondato su idee precise: ringiovanire la rosa senza rinunciare alla competitività, valorizzare il patrimonio tecnico del club, integrare il settore giovanile con la prima squadra e costruire un Catania capace non solo di ottenere risultati, ma anche di esprimere un calcio propositivo e riconoscibile. Un percorso che richiederà tempo, ma che il nuovo direttore sportivo ha mostrato di voler affrontare con convinzione e senza nascondersi.