Catania, il silenzio del club alimenta dubbi: la comunicazione resta un nodo
07-07-2026 09:21 -
Autore: Andrea Mazzeo
C'è un aspetto che, più del mercato e delle indiscrezioni, continua ad alimentare il dibattito attorno al Catania: la comunicazione della società. Una scelta precisa, ormai consolidata nel tempo, che la dirigenza rossazzurra ha adottato sin dal proprio insediamento e che continua a caratterizzare il rapporto con l'ambiente.
È una filosofia assolutamente legittima. Ogni club è libero di decidere come gestire la propria comunicazione, privilegiando il lavoro dietro le quinte rispetto all'esposizione mediatica. Tuttavia, è altrettanto legittimo osservare come questa impostazione si scontri inevitabilmente con una realtà particolare come quella catanese, dove la passione popolare vive quotidianamente di notizie, confronti e aggiornamenti.
Catania non è una piazza qualunque. Qui il calcio rappresenta un argomento quotidiano, capace di coinvolgere migliaia di persone ben oltre i novanta minuti della domenica. Il tifoso rossazzurro vuole sentirsi parte integrante del progetto e, soprattutto in estate, quando il mercato monopolizza l'attenzione, avverte l'esigenza di conoscere programmi, obiettivi e prospettive.
Finora, invece, il flusso comunicativo ufficiale si è limitato allo stretto indispensabile. Nell'arco di circa un mese il club ha annunciato esclusivamente l'arrivo di Fortunato Varrà come direttore sportivo e quello di Emilio Longo sulla panchina rossazzurra. Da quel momento, il silenzio.
Nel frattempo il mercato è inevitabilmente diventato terreno fertile per indiscrezioni, ipotesi e ricostruzioni provenienti da ogni parte d'Italia.Dai possibili rinforzi provenienti dal Crotone ai numerosi giocatori destinati a lasciare il Catania, il cosiddetto "toto-mercato" viene alimentato quotidianamente grazie al lavoro delle redazioni locali, alle collaborazioni con colleghi di altre città e alle informazioni raccolte dalle diverse fonti. Un'attività normale nel giornalismo sportivo, ma che in assenza di una comunicazione ufficiale più frequente finisce inevitabilmente per lasciare spazio a interpretazioni, smentite e continue rincorse.
La situazione coinvolge indistintamente tutti gli organi d'informazione. Anche La Sicilia, media partner ufficiale del Catania e quotidiano storicamente molto vicino alle vicende rossazzurre, nelle ultime settimane ha dovuto affidarsi prevalentemente al lavoro di ricostruzione giornalistica per raccontare le dinamiche del mercato, senza poter contare su un flusso costante di informazioni provenienti direttamente dalla società.
E mentre il mercato occupa le prime pagine, restano ancora senza risposta numerosi interrogativi che la tifoseria continua a porsi.
C'è anzitutto il tema di Torre del Grifo, con i lavori che sembrano essersi fermati e sui quali, almeno ufficialmente, non sono arrivate spiegazioni. C'è poi la questione dello storico logo del Calcio Catania, con le indiscrezioni che parlano dell'interessamento di due cordate per acquisire il marchio e con la trattativa con la Curatela Fallimentare che, almeno all'esterno, continua a essere avvolta dal massimo riserbo.
A tutto questo si aggiunge un'altra domanda che, con l'avvicinarsi della nuova stagione, diventa sempre più attuale: quando partirà la campagna abbonamenti? Negli anni scorsi, a questo punto dell'estate, la conferenza per le nuove tessere era generalmente già stata programmata. Stavolta, invece, tutto tace.
Naturalmente il tempo per recuperare c'è ancora e molte di queste risposte potrebbero arrivare nei prossimi giorni. Resta però la sensazione che una comunicazione più puntuale contribuirebbe a rafforzare ulteriormente il rapporto con una tifoseria che continua a dimostrare un attaccamento fuori dal comune.
Proprio per questo cresce l'attesa per la conferenza stampa di presentazione del nuovo direttore sportivo Fortunato Varrà e del tecnico Emilio Longo. Un appuntamento che dovrebbe rappresentare il punto di partenza del nuovo progetto tecnico, ma che rischia di trasformarsi in una lunga sequenza di domande su temi rimasti finora senza risposta: dal mercato alle strutture, passando per il logo storico, Torre del Grifo e la campagna abbonamenti.
Perché in una piazza come Catania, spesso, la comunicazione non è soltanto un aspetto accessorio. È parte integrante del rapporto di fiducia tra società e tifosi. E oggi, più che mai, quella fiducia attende qualche risposta in più.