Ekipe Orizzonte, Miceli, Viacava e Di Mario: “Uno scudetto nato dal cuore”

05-07-2026 00:07 -

Autore: Redazione

Il ventiseiesimo scudetto della storia dell’Ekipe Orizzonte porta con sé molto più di un semplice titolo. Dietro l’ennesimo trionfo delle rossazzurre ci sono mesi di sacrifici, momenti difficili, la forza di un gruppo capace di non disunirsi mai e il ricordo di persone che hanno lasciato un segno profondo nella storia del club. È questo il filo conduttore emerso dalle dichiarazioni rilasciate al termine di Gara 3, che hanno raccontato il valore umano di una vittoria destinata a entrare ancora una volta nella leggenda della società catanese.

Tra le immagini più emozionanti della serata c’è senza dubbio quella di Giulia Viacava, che ha chiuso la propria carriera agonistica alzando al cielo un altro scudetto con la calottina dell’Ekipe Orizzonte. Il capitano rossazzurro ha salutato la pallanuoto nel modo più bello possibile, sottolineando come il successo sia stato il frutto dello spirito di squadra mostrato durante tutta la stagione.

Sono proprio felice e sono orgogliosa della mia squadra. Ho vinto il mio primo scudetto con l’Orizzonte fuori casa e chiudo la mia carriera facendolo nuovamente. È stata una partita molto tesa, nella quale entrambe avevamo paura di sbagliare, ma alla fine ha vinto chi ha giocato di squadra. Queste partite si vincono col cuore e noi l’abbiamo fatto”.

Parole che fotografano perfettamente il percorso di una squadra capace di mettere il collettivo davanti a ogni individualità, qualità che negli anni ha reso l’Ekipe Orizzonte un modello nel panorama della pallanuoto italiana.

Grande soddisfazione anche nelle parole di Martina Miceli, che ha conquistato il suo settimo scudetto consecutivo da allenatrice. Il tecnico rossazzurro ha voluto esaltare soprattutto la forza mentale delle proprie giocatrici, ricordando i momenti più complicati vissuti durante la stagione.

Sono orgogliosissima di queste ragazze. Sin dall’inizio della stagione abbiamo avuto dei momenti complicati, ma non ci siamo mai disunite. A febbraio ne abbiamo avuto uno davvero molto difficile, ma abbiamo continuato ad andare avanti come un ariete, tutti insieme, e abbiamo creato qualcosa di eccezionale”.

Miceli ha poi rivolto un pensiero anche alla direzione arbitrale, chiedendo maggiore equilibrio nelle valutazioni senza però alimentare polemiche.

Anche oggi le ragazze sono state straordinarie, penso però che in futuro meriterebbero un arbitraggio più equilibrato. Non chiedo favoritismi di alcun tipo naturalmente, ma solo che le valutazioni siano un po’ più eque. Abbiamo i centroboa più forti del mondo e ci dispiace che in partite come quella di oggi gli siano stati fischiati solo falli contro”.

Il momento più intenso delle dichiarazioni dell’allenatrice è arrivato con la dedica finale, rivolta a due figure indimenticabili per il mondo rossazzurro.

Dedichiamo questa vittoria a Giorgio Bartolini, che continuerà a essere il nostro angelo custode da lassù. Naturalmente il mio pensiero va anche a Giuseppe La Delfa, che sento sempre accanto a me”.

A tracciare il bilancio della stagione è stata infine la presidente Tania Di Mario, che ha definito quello appena conquistato come uno degli scudetti più difficili della sua lunga carriera, prima da giocatrice e adesso da dirigente.

Probabilmente questo può essere inserito nella top tre degli scudetti più complicati della mia carriera. Devo complimentarmi con tutti, dalle giocatrici allo staff, perché abbiamo raggiunto un risultato veramente difficile da centrare. Lo abbiamo fatto per noi e anche per chi non c’è più. Siamo orgogliosissime e sappiamo che è un privilegio arrivare sempre fino a qui”.

La presidente ha poi voluto riconoscere il valore della SIS Roma, sottolineando come la crescita delle avversarie rappresenti un elemento fondamentale per tutto il movimento.

Voglio fare i complimenti anche alla SIS Roma, perché comprendo benissimo che è dura non ottenere i risultati sperati. Anzi, noi riusciamo a farlo proprio perché ci sono altre squadre che contribuiscono a rendere grande la pallanuoto italiana. Ringrazio di vero cuore chi ci ha sostenuto pur essendo lontano e in particolar modo chi ci ha seguito fino a qui”.

Le parole pronunciate al termine della finale raccontano meglio di qualsiasi statistica il significato del ventiseiesimo scudetto dell’Ekipe Orizzonte. Un titolo costruito sulla compattezza del gruppo, sulla capacità di superare le difficoltà e sul ricordo di chi ha contribuito a rendere grande la società rossazzurra. Un patrimonio di valori che continua ad accompagnare il club catanese e che, ancora una volta, lo ha riportato sul gradino più alto della pallanuoto italiana.