Nuoto Catania, terremoto societario: pioggia di dimissioni dopo i playoff
05-06-2026 18:49 -
Autore: Redazione
La stagione della Nuoto Catania si è chiusa nel peggiore dei modi, ma ciò che sta accadendo in queste settimane rischia di essere ancora più preoccupante del deludente epilogo sportivo.
L’eliminazione immediata nei playoff di Serie A2 aveva già lasciato profonde ferite in un ambiente che, fino a pochi mesi fa, sperava di poter recitare un ruolo da protagonista nella corsa verso la massima serie. Un cammino complicato, segnato da tensioni e cambiamenti improvvisi che hanno inevitabilmente inciso sul rendimento della squadra.
Il primo scossone era arrivato ad aprile, quando il tecnico Giuseppe Dato e il preparatore atletico Raffaele Marino avevano rassegnato le proprie dimissioni a poche settimane dall’inizio della fase decisiva della stagione. Una scelta che aveva sorpreso l’ambiente rossazzurro e costretto la società a promuovere in panchina Giovanni Puliafito, tecnico del settore giovanile, chiamato a gestire una situazione già estremamente delicata.
L’avventura di Puliafito alla guida della prima squadra si è però conclusa nel giro di poche settimane. Nelle ultime ore sono infatti arrivate le dimissioni dello stesso allenatore, accompagnate da quelle del direttore generale Giuseppe Leonardi, del dirigente Alberto Saglimbene e dell’addetto alla comunicazione Giovanni Saeli.
Un autentico terremoto societario che lascia emergere interrogativi pesanti sul presente e soprattutto sul futuro del club.
A rendere ancora più inquietante il quadro generale è il silenzio della società. Al momento non sono arrivate comunicazioni ufficiali in grado di chiarire le ragioni delle numerose uscite né di spiegare quali siano i programmi per la prossima stagione.
La sensazione che si respira attorno alla Nuoto Catania è quella di una società attraversata da profonde difficoltà organizzative e gestionali. Un contesto che appare sempre più distante dai valori e dalla tradizione di una delle realtà sportive più prestigiose della città.
La gestione del presidente Massimo Di Salvatore è inevitabilmente finita al centro delle discussioni. Le recenti decisioni e le numerose defezioni maturate nell’arco di poche settimane stanno alimentando dubbi e malumori tra tifosi, appassionati e addetti ai lavori, che osservano con crescente preoccupazione quanto sta accadendo.
La Nuoto Catania rappresenta infatti un patrimonio sportivo costruito in decenni di storia, sacrifici e successi. Una società che ha contribuito a scrivere pagine importanti della pallanuoto siciliana e nazionale e che oggi sembra attraversare uno dei momenti più difficili della propria esistenza.
Adesso non basta più analizzare i risultati ottenuti in vasca. Serve chiarezza. Serve capire quali siano i progetti, le prospettive e le intenzioni della dirigenza per evitare che una crisi nata sul piano sportivo si trasformi in qualcosa di molto più profondo.
Perché quando a lasciare non sono soltanto allenatori o dirigenti, ma interi pezzi della struttura societaria, il rischio è che venga messa in discussione l’identità stessa di un club che per Catania rappresenta molto più di una semplice squadra di pallanuoto.