Catania-Ascoli, due arresti per il lancio di bombe carta al Massimino
30-05-2026 12:26 -
Autore: Redazione
La Polizia di Stato di Catania ha arrestato in flagranza differita due tifosi ultras, rispettivamente nati nel 2005 e nel 2002, ritenuti responsabili del lancio di bombe carta dalla Tribuna B dello stadio Angelo Massimino durante la partita tra Catania e Ascoli, disputata il 27 maggio scorso.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, gli ordigni sarebbero stati lanciati dagli spalti fino a raggiungere il terreno di gioco, creando una situazione di grave pericolo per le persone presenti a bordo campo. Gli episodi si sarebbero verificati nel corso della contestazione rivolta da una parte della tifoseria nei confronti della squadra e della società.
Durante la gara sono stati inoltre esplosi fumogeni e petardi che hanno reso necessario l'intervento dei Vigili del Fuoco. La situazione ha indotto l'arbitro a sospendere temporaneamente l'incontro per consentire il ripristino delle condizioni di sicurezza.
Le indagini, condotte dagli agenti della Digos della Questura di Catania attraverso l'analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti all'interno dell'impianto sportivo, hanno consentito di identificare i due presunti responsabili del lancio delle bombe carta.
Al termine della partita, inoltre, gli operatori hanno rinvenuto due ulteriori ordigni inesplosi. Gli artificieri della Polizia di Stato hanno accertato l'elevata pericolosità del materiale sequestrato. Nel corso di una successiva perquisizione domiciliare eseguita nell'abitazione di uno degli arrestati, è stata trovata un'altra bomba carta dello stesso tipo.
L'attività di controllo ha portato anche alla denuncia di altri due tifosi, nati nel 1991 e nel 2001, sorpresi ai varchi di prefiltraggio con alcuni fumogeni nascosti sotto gli indumenti e pronti per essere introdotti all'interno dello stadio.
Su disposizione dell'Autorità giudiziaria, uno dei due arrestati è stato posto agli arresti domiciliari, mentre per l'altro è stata disposta la permanenza nelle camere di sicurezza in attesa del giudizio per direttissima.
Le indagini proseguono per accertare eventuali ulteriori responsabilità e individuare altri soggetti coinvolti negli episodi avvenuti durante la gara.
Si ricorda che per tutti gli indagati vale il principio della presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.