Catania-Ascoli 2-1, rassegna stampa: rabbia, contestazione e lacrime dopo l’eliminazione

28-05-2026 07:41 -

Autore: Redazione

La vittoria contro l’Ascoli serve soltanto ad alimentare rimpianti e rabbia. Il 2-1 maturato al “Massimino” non basta al Catania per ribaltare il pesantissimo 4-0 incassato all’andata al “Del Duca” e così a giocarsi la finale playoff sarà la formazione marchigiana contro il Brescia. Per i rossazzurri resta invece una serata dal doppio volto: da una parte la reazione d’orgoglio, dall’altra il crollo emotivo finale davanti a ventimila tifosi che avevano ancora creduto nell’impresa.

La Sicilia racconta una serata conclusa nel peggiore dei modi, tra contestazione, lacrime e rabbia. Il quotidiano etneo descrive un Massimino inizialmente trascinante, capace di sostenere la squadra nonostante l’umiliazione dell’andata. Le curve avevano già chiarito il proprio pensiero con lo striscione “Per l’onore di Catania”, specificando di essere presenti per difendere i colori rossazzurri più che per sostenere una squadra reduce dal pesante 4-0 del Del Duca. Eppure, dopo il doppio vantaggio firmato da Caturano e Forte, lo stadio aveva ritrovato entusiasmo, convinzione e speranza. Il gol dell’Ascoli nel finale ha però fatto esplodere definitivamente la rabbia: fumogeni, petardi, partita sospesa e molti tifosi che hanno lasciato anzitempo gli spalti. L’immagine simbolo della serata, secondo il quotidiano, resta quella del presidente Ross Pelligra in lacrime al triplice fischio, sconvolto dal fallimento del progetto promozione e dalla contestazione piovuta su squadra e dirigenza. La Sicilia sottolinea anche come all’interno del club siano già iniziate riflessioni profonde sul futuro tecnico e societario.

Il Corriere dello Sport mette invece in evidenza la prestazione finalmente all’altezza della situazione disputata dal Catania. Il giornale parla di un Massimino infuocato e di una squadra capace di giocare con aggressività, intensità e coraggio. Grande spazio viene dato alla prova di Dini, autore di almeno tre interventi decisivi che hanno mantenuto vive le speranze rossazzurre, così come alla scelta offensiva di Toscano di schierare contemporaneamente Caturano e Forte. Secondo il quotidiano romano, il momento che avrebbe potuto cambiare tutto è stato il palo colpito da D’Ausilio in avvio di ripresa: il possibile 3-0 avrebbe riaperto completamente il discorso qualificazione. Da lì in avanti, invece, l’Ascoli ha saputo soffrire fino al gol di Oviszach che ha spento definitivamente il sogno del Catania. Anche il Corriere dello Sport definisce amarissimo il finale di gara, segnato dalla contestazione e dalla rabbia del pubblico.

La Gazzetta dello Sport riconosce il tentativo del Catania di riaprire il confronto ma sottolinea soprattutto i meriti dell’Ascoli nell’arco dei 180 minuti. Secondo la rosea, la formazione marchigiana ha costruito la qualificazione grazie alla gara quasi perfetta disputata all’andata. Il quotidiano evidenzia comunque il netto cambio di atteggiamento del Catania rispetto alla sfida del Del Duca: più aggressività, maggiore intensità nei contrasti e una pressione costante sostenuta dai ventimila del Massimino. Decisiva, ancora una volta, la coppia offensiva composta da Caturano e Forte, capace di dare profondità e peso all’attacco rossazzurro. La Gazzetta insiste anche sull’incredibile risposta del pubblico etneo, definendo quasi paradossale la presenza di ventimila spettatori nonostante il pesante passivo dell’andata. Un sostegno totale fino al 2-1 dell’Ascoli, momento in cui fumogeni e petardi hanno provocato la sospensione della gara.

Anche Tuttosport racconta un Catania generoso ma incapace di completare la rimonta. Il quotidiano torinese sottolinea la partenza aggressiva dei rossazzurri, subito avanti con Caturano e trascinati da un pubblico straordinario. L’occasione che avrebbe potuto cambiare completamente il destino della semifinale viene individuata nel palo colpito da D’Ausilio in avvio di ripresa. Da quel momento, secondo Tuttosport, l’Ascoli ha ripreso progressivamente il controllo emotivo della partita contenendo gli attacchi del Catania fino al definitivo 2-1 firmato da Oviszach. Il giornale parla di tanta volontà ma poca lucidità nella gestione della gara e sottolinea come il finale sia stato dominato soltanto dalla contestazione della tifoseria organizzata.

Piuttosto severa l’analisi del Giornale di Sicilia, che punta il dito soprattutto sulle scelte tecniche di Toscano. Il quotidiano evidenzia come l’allenatore abbia scoperto soltanto adesso la possibilità di giocare con due punte, soluzione che secondo il giornale avrebbe dovuto essere adottata già da diversi mesi. Il Giornale di Sicilia descrive un Catania combattivo e determinato soprattutto nel primo tempo, capace di alimentare illusioni con il doppio vantaggio ma poi calato nella ripresa fino a perdere brillantezza e intensità. Ampio spazio viene dedicato anche ai fischi rivolti a Di Tacchio prima del match e alla contestazione finale con petardi e fumogeni lanciati sul terreno di gioco. Il giudizio conclusivo del quotidiano è netto e durissimo: “Finale da cancellare, come il resto della stagione”.

Dal fronte marchigiano, il Corriere Adriatico celebra invece la qualificazione dell’Ascoli, definita meritata nonostante la grande sofferenza vissuta al Massimino. Il giornale parla di un ambiente infuocato e di una partita che per lunghi tratti ha fatto tremare i bianconeri. Secondo il quotidiano, però, la superiorità tecnica dell’Ascoli è emersa nel doppio confronto e gli uomini di Tomei hanno saputo reagire nei momenti di difficoltà fino al gol decisivo di Oviszach. Anche il Corriere Adriatico racconta il clima pesantissimo del finale di gara, con fumogeni e bombe carta che hanno costretto l’arbitro alla sospensione temporanea del match.

Il filo conduttore dell’intera rassegna stampa è uno soltanto: il rimpianto. Tutti i quotidiani concordano sul fatto che il Catania abbia mostrato soltanto nella gara di ritorno quella determinazione, quella aggressività e quell’intensità che sarebbero servite anche nella sfida d’andata. Il successo per 2-1 contro l’Ascoli lascia così soltanto amarezza e interrogativi. La sensazione diffusa è che il progetto rossazzurro debba essere profondamente rivisto dopo l’ennesimo fallimento in Serie C. Restano il sostegno straordinario del pubblico, l’attaccamento della città e alcuni segnali positivi provenienti dal settore femminile e giovanile, ma la prima squadra continua a restare lontana dagli obiettivi fissati dalla proprietà. Adesso il tempo delle riflessioni è appena iniziato e a Catania nessuno sembra più disposto ad aspettare.