Cus Catania a un passo dalla Serie A: ora l’ultima battaglia in Piemonte

25-05-2026 12:33 -

Autore: Redazione

Non è ancora il momento di festeggiare. Nel rugby, soprattutto quando in palio c'è una promozione, guai ad abbassare la guardia prima del tempo. Ma sarebbe altrettanto sbagliato non riconoscere la portata di quanto il Cus Catania ha costruito domenica pomeriggio alla Cittadella Universitaria. Perché il 15-3 inflitto al Monferrato nella finale d'andata dei playoff di Serie B rappresenta molto più di una semplice vittoria: è un risultato che avvicina concretamente il rugby siciliano al ritorno in Serie A, categoria che manca da troppo tempo all'isola e alla società universitaria etnea.

Al termine di una sfida durissima, tattica e combattuta per tutti gli ottanta minuti, il gruppo guidato dal giocatore-allenatore Luca Mammana ha dimostrato ancora una volta quale sia stata la vera forza di questa stagione: la capacità di restare compatto nei momenti complicati e di crescere nel corso della partita fino a prendere in mano il controllo degli eventi.

Lo raccontano perfettamente le dichiarazioni del dopo gara, dalle quali emerge la consapevolezza di aver compiuto un passo importante, ma anche la lucidità di chi sa che il lavoro non è ancora concluso. "Un margine importante in vista della trasferta piemontese dove ci aspetta una vera battaglia", ha spiegato Mammana al termine dell'incontro, circondato dai suoi giocatori durante il terzo tempo. Nelle parole del tecnico c'è tutta la maturità di un gruppo che non vuole lasciarsi trascinare dall'entusiasmo. Il vantaggio accumulato rappresenta certamente un patrimonio prezioso, ma nessuno all'interno dello spogliatoio sembra disposto a considerare chiusa la pratica.

"Oggi siamo stati bravi a limitarli e la stessa cosa dovremmo fare in Piemonte dove partiamo con un vantaggio di 4 a 0 che ci permetterà di giocare sereni e consapevoli dei nostri mezzi per centrare la promozione. Sarà importante non abbassare la guardia e giocare con la stessa determinazione di oggi per tutti gli 80 minuti".

Un messaggio chiaro che fotografa alla perfezione lo spirito di una squadra capace di arrivare fin qui senza mai perdere equilibrio. Il Cus Catania non è infatti una formazione costruita attorno alle individualità, ma un gruppo che nel corso dei mesi ha saputo amalgamare giovani di prospettiva e giocatori esperti, creando un'identità precisa fatta di sacrificio, organizzazione e appartenenza.

Lo stesso Mammana, infatti, non ha concesso nemmeno il tempo di assaporare pienamente il successo prima di proiettarsi immediatamente verso il ritorno in Piemonte: "Da domani torneremo in campo per preparare al meglio questa seconda finale e centrare questa promozione che permetterebbe di riportare la Sicilia e il Cus Catania dove mancano da troppo tempo".

Parole che evidenziano come il traguardo finale rappresenti qualcosa che va oltre il semplice risultato sportivo. In gioco non c'è soltanto una promozione. C'è la possibilità di restituire visibilità e prestigio a un intero movimento rugbistico regionale che negli ultimi anni ha dovuto affrontare difficoltà e ridimensionamenti.

Grande soddisfazione emerge anche dalle dichiarazioni del presidente del Cus Catania, Massimo Oliveri, che ha voluto sottolineare la qualità della prestazione offerta dai suoi ragazzi: "Una grande prova dei nostri ragazzi che meritavano sicuramente una vittoria più larga per le tante occasioni che hanno avuto. In campo hanno dato il meglio e ora siamo pronti a giocare a testa alta il ritorno. Forza Cus!".

Una considerazione che trova riscontro anche nell'analisi della partita. Al di là del punteggio finale, infatti, il Cus ha dato spesso la sensazione di poter ampliare ulteriormente il margine, costruendo numerose situazioni favorevoli e mostrando una solidità difensiva che ha finito per logorare progressivamente il Monferrato.

Ma forse le parole che meglio sintetizzano la stagione dei cussini arrivano dal professor Nino Puleo, storico punto di riferimento del rugby universitario catanese e responsabile della sezione rugby del Cus: "Una prestazione di grande sostanza. Siamo stati capaci di vincere una partita dura, sporca e molto tattica, mostrando solidità difensiva e maturità nei momenti decisivi della partita".

Una definizione che racchiude perfettamente l'identità costruita da questa squadra durante l'anno. Perché le finali raramente si vincono con lo spettacolo. Si vincono con il carattere, con l'organizzazione e con la capacità di restare lucidi quando la pressione aumenta. Tutte qualità che il Cus Catania ha mostrato in abbondanza nel corso della sfida contro una delle formazioni più quotate dell'intero campionato.

Puleo ha poi voluto allargare lo sguardo oltre il risultato, soffermandosi sul significato della giornata vissuta alla Cittadella Universitaria: "Questa stagione l'abbiamo vissuta da protagonisti e oggi è stata una festa con le tribune della Cittadella gremite".

Un'immagine che forse vale quanto il risultato stesso. Tribune piene, entusiasmo crescente e una città che torna a riconoscersi in una squadra capace di lottare per traguardi importanti. Segnali che confermano la bontà del lavoro svolto da una società che negli ultimi anni ha investito con continuità sul settore rugbistico, costruendo un progetto fondato sulla crescita dei giovani e sulla valorizzazione delle risorse interne.

Adesso manca l'ultimo passo. Il più difficile, come spesso accade. Ad Asti il Monferrato proverà a ribaltare il verdetto dell'andata sfruttando il fattore campo e l'orgoglio di una squadra che partiva favorita alla vigilia. Il Cus Catania, però, arriverà all'appuntamento forte di un vantaggio significativo, di una ritrovata consapevolezza e soprattutto della convinzione di poter completare un'impresa che soltanto pochi mesi fa sembrava lontanissima.

La Serie A è lì, a ottanta minuti di distanza. E dopo una stagione vissuta sempre ai vertici, il rugby siciliano può davvero tornare a guardare il proprio futuro con ambizione. Per riuscirci serviranno ancora sacrificio, concentrazione e umiltà. Le stesse qualità che hanno portato il Cus Catania fin qui. Adesso manca soltanto l'ultimo assalto alla meta più importante.