Catania umiliato ad Ascoli: un poker che cancella il sogno Serie B dei rossazzurri
24-05-2026 22:03 -
Autore: Redazione
Una prestazione sconcertante, probabilmente la peggiore nel momento più importante della stagione. Il Catania crolla 4-0 al “Del Duca” contro l'Ascoli nell'andata della semifinale playoff e compromette pesantemente il proprio cammino verso la Serie B. Servirà un'impresa quasi impossibile al Massimino per ribaltare un risultato che racconta soltanto in parte la superiorità mostrata dai marchigiani per tutti i novanta minuti.
La squadra di Mimmo Toscano è stata dominata sul piano del gioco, dell'intensità e della personalità. Mai realmente in partita, incapace di reagire alle difficoltà e spesso in balia delle iniziative offensive avversarie. Una serata da dimenticare che rischia di cancellare quanto di buono costruito durante l'intera stagione.
Fin dai primi minuti il copione è apparso chiaro. L'Ascoli ha preso il controllo delle operazioni, aggredendo alto e costringendo i rossazzurri a rincorrere. Il Catania non è riuscito a costruire gioco né a rendersi pericoloso dalle parti di Vitale, limitandosi a contenere le continue avanzate bianconere.
Le prime avvisaglie arrivano dalle iniziative di D'Uffizi e Guiebre, autentiche spine nel fianco della difesa etnea. Le corsie laterali diventano presto terra di conquista per i padroni di casa, mentre il centrocampo rossazzurro fatica a opporre resistenza. Emblematico il grave errore di Di Tacchio al 39', quando un pallone perso sulla trequarti spalanca la strada a D'Uffizi, fermato soltanto da un provvidenziale intervento di Miceli.
Il vantaggio dell'Ascoli è soltanto questione di tempo e arriva meritatamente al 44'. D'Uffizi supera con facilità Casasola e mette al centro un pallone che Corradini trasforma nell'1-0. Un gol che fotografa perfettamente la differenza vista in campo tra le due squadre.
Chi si aspettava una reazione nella ripresa è rimasto deluso. Dopo appena sette minuti l'Ascoli raddoppia ancora sfruttando le enormi difficoltà difensive rossazzurre. Ancora D'Uffizi semina il panico sulla fascia, il pallone arriva a Guiebre che dal limite non lascia scampo a Dini per il 2-0.
Il Catania prova timidamente ad affacciarsi in avanti con una conclusione di Celli, ma è un episodio isolato in una partita giocata quasi esclusivamente nella metà campo etnea. L'Ascoli continua a creare occasioni con impressionante facilità e al 64' trova il tris grazie a Gori, lasciato libero di controllare e calciare dal limite dell'area.
A quel punto la squadra di Toscano si scioglie definitivamente. I cambi non producono alcun effetto, l'atteggiamento resta rinunciatario e le idee completamente assenti. Forte non incide, Cicerelli non riesce mai ad accendersi, Jiménez appare isolato e Di Tacchio vive una delle serate più difficili della sua stagione. L'unica vera occasione arriva al 75', quando Caturano, tutto solo in area, non riesce a inquadrare lo specchio della porta.
L'Ascoli invece continua a giocare, a divertirsi e ad affondare. All'82' arriva anche il poker con Milanese, servito da Oviszach al termine dell'ennesima azione sviluppata senza opposizione da parte della retroguardia rossazzurra.
Il 4-0 finale è una sentenza durissima e difficilmente contestabile. Anzi, per lunghi tratti il passivo avrebbe potuto assumere proporzioni ancora più pesanti. Soltanto alcuni interventi di Dini e l'imprecisione degli attaccanti bianconeri hanno evitato un risultato ancora più severo.
A preoccupare non è soltanto il punteggio, ma soprattutto l'atteggiamento mostrato dalla squadra. Nel momento in cui servivano personalità, carattere e coraggio, il Catania è apparso fragile, prevedibile e incapace di reagire alle difficoltà. Una prestazione che lascia rabbia e amarezza tra i tifosi e che rischia seriamente di trasformare in un fallimento una stagione iniziata con ambizioni ben diverse.
Mercoledì al Massimino servirà qualcosa che va oltre l'impresa sportiva. Per continuare a sperare nella Serie B, il Catania dovrà compiere un'autentica impresa contro un Ascoli che ha dimostrato di essere superiore sotto ogni aspetto. Dopo una notte così, però, la sensazione è che il sogno promozione sia appeso a un filo sottilissimo.