Catania, Viali: "Serve più coraggio, dobbiamo cambiare registro"
13-04-2026 23:09 -
Autore: Redazione
Una sconfitta pesante, che apre riflessioni profonde in casa Catania. Dopo il ko dello “Scida”, il tecnico rossazzurro William Viali ha analizzato la prestazione ai microfoni della trasmissione “Diretta Stadio” su Telecolor, offrendo una lettura lucida e diretta della gara, tra aspetti tattici, errori tecnici e responsabilità.
L’allenatore ha innanzitutto distinto tra organizzazione e qualità dell’esecuzione, sottolineando come la squadra, a suo avviso, non abbia completamente fallito sul piano delle idee: "Dal mio punto di vista, sotto l’aspetto delle idee la squadra ha tenuto bene il campo, anche nel primo tempo che è stato equilibrato. Quello che non mi è piaciuto è stato il poco coraggio quando riconquistavamo palla: abbiamo cercato troppo spesso la verticalizzazione diretta e abbiamo sbagliato moltissimo tecnicamente. Sapevamo di affrontare una squadra che tiene bene il possesso e, per certi aspetti, l’abbiamo anche limitata, ma quando toccava a noi giocare dovevamo farlo molto di più. Siamo stati troppo sporchi. Subire gol allo scadere del primo tempo non aiuta e il 2-0 non si deve mai prendere: bisogna restare in partita fino all’ultimo secondo, altrimenti diventa impossibile recuperare".
Entrando nel dettaglio degli episodi chiave, Viali ha escluso che il raddoppio del Crotone sia stato determinato dai cambi, puntando invece il dito su una gestione errata della fase difensiva: "Non abbiamo cambiato nella fase bassa dei reparti, quindi è stato un errore grave. Non credo dipenda dai cambi, ma da una gestione sbagliata di quella situazione".
Sul momento della squadra e sulla propria posizione, il tecnico ha ribadito con decisione le motivazioni che lo hanno portato ad accettare la panchina rossazzurra, lasciando emergere anche un forte coinvolgimento personale: "Oggi la squadra ha fatto quello che faceva prima. Abbiamo anche provato soluzioni come il centrocampo a tre per creare più densità. Io voglio essere chiaro: ho accettato la Serie C e ho accettato Catania per cercare qualcosa di eccezionale. Non volevo più fare la Serie C, ma l’ho fatto per questa piazza, per il suo blasone. Sono il primo a essere arrabbiato: non mi interessa dei risultati delle altre squadre o della classifica in questo momento, è una questione di amor proprio. Per noi stessi e per rispetto dei nostri tifosi dobbiamo assolutamente cambiare registro".
Alle domande sul futuro e su eventuali dimissioni o rischio esonero, Viali ha risposto rimarcando come la squadra, sotto il profilo tattico, abbia comunque seguito le indicazioni, individuando però nei duelli e nella qualità tecnica i veri fattori decisivi: "La squadra ha tenuto il campo, contro un avversario che palleggia molto bene e che mette in difficoltà tante squadre. Sotto l’aspetto del gioco non ci ha messo in mezzo, la differenza l’hanno fatta i duelli: ne abbiamo persi troppi. Serve più pulizia tecnica e più coraggio nel gioco".
Analizzando poi l’andamento complessivo del match, l’allenatore ha evidenziato come l’approccio iniziale fosse stato corretto, ma vanificato da errori individuali e mancanza di determinazione nei momenti chiave: "Con l’atteggiamento iniziale non abbiamo mai subito ripartenze. Il problema non è stato il baricentro o l’altezza della squadra. Abbiamo preso gol su un errore grave in uscita, ma eravamo comunque riusciti a ricomporre la situazione difensiva. Non siamo stati determinati a pulirla e questo ha cambiato l’equilibrio della gara".
Infine, Viali ha riconosciuto le difficoltà anche nella fase di transizione offensiva, dove il Catania non è riuscito a sfruttare le occasioni per ribaltare l’azione: "È vero che non abbiamo fatto una ripartenza efficace nel primo tempo, ma le situazioni per farlo c’erano. Abbiamo avuto quattro o cinque occasioni per ripartire e abbiamo sempre sbagliato il primo passaggio dopo la riconquista. È stato un problema tecnico. Sto cercando di ottimizzare il lavoro tra le idee, che secondo me sono state applicate bene nella prima pressione e nella difesa bassa, dove per un’ora non abbiamo subito infilate per inferiorità numerica".
In chiusura, il tecnico si è assunto le responsabilità, ribadendo però con forza l’ambizione che lo ha portato a Catania: "Mi devo prendere le responsabilità, ce le dobbiamo prendere tutti. Non sono venuto qui per pettinare le bambole, sarei rimasto a casa. Sono venuto perché ho un grande sogno: regalare a questa città qualcosa di eccezionale. Io questo sogno ce l’ho ancora e pretendo che lo abbiano tutte le componenti che ruotano intorno a questa squadra".