Gravina si dimette, Carbone: “Serve far crescere tutto lo sport”

02-04-2026 20:27 -

Autore: Redazione

Le dimissioni del presidente della FIGC, Gabriele Gravina, rassegnate nella giornata odierna dopo il fallimento sportivo in Bosnia che ha sancito l’assenza dell’Italia dal Mondiale 2026, riaccendono il dibattito sul professionismo e, più in generale, sulla tenuta dell’intero sistema sportivo nazionale. Un passaggio pesante per il calcio italiano, che incassa così la terza esclusione consecutiva dalla Coppa del Mondo, ma che al tempo stesso apre una riflessione più ampia sul significato stesso della parola “professionismo”.

In questo contesto si inserisce la presa di posizione del presidente della Sviluppo Sud Catania, Pino Carbone, che ha voluto offrire una lettura più estesa e meno limitata al solo calcio. “È indiscutibile che il calcio rappresenti oggi il sistema sportivo più strutturato e sviluppato dal punto di vista economico nel nostro Paese. Il suo modello organizzativo e la sua capacità di generare valore sono, senza dubbio, un punto di riferimento”, osserva Carbone.

Il presidente etneo, però, invita a non fermarsi esclusivamente alla dimensione economica del fenomeno. “Ma il professionismo nello sport non si misura soltanto con i numeri economici. Si misura anche con la qualità delle organizzazioni, con la dedizione degli atleti, con la credibilità delle competizioni e con i risultati che portano il nome dell’Italia nel mondo”, aggiunge.

Una riflessione che amplia inevitabilmente il discorso anche ad altre discipline, spesso meno esposte sul piano mediatico ma fortemente radicate in una cultura della professionalità costruita ogni giorno sul campo, nelle palestre e nelle società sportive. “Sport come la pallavolo, il basket, il rugby e molte altre realtà dimostrano ogni giorno che esiste una cultura della professionalità diffusa, fatta di lavoro, passione e competenza”, sottolinea ancora Carbone.

Il ragionamento si sposta così su un piano più generale, che riguarda l’intero movimento sportivo italiano e la sua capacità di crescere in maniera organica. “Più che stabilire classifiche tra sport, credo sia arrivato il momento di aprire un confronto serio su come rafforzare l’intero sistema sportivo italiano. Il calcio può essere un motore importante in questo percorso, mettendo a disposizione esperienza e capacità di sviluppo”, evidenzia il numero uno della Sviluppo Sud Catania.

Il messaggio conclusivo è una sorta di invito a superare divisioni e gerarchie, per puntare invece a una visione comune. “La vera sfida non è stabilire chi sia più professionistico, ma costruire insieme uno sport italiano sempre più forte, sostenibile e capace di crescere in tutte le sue discipline. Quando cresce tutto lo sport, cresce il Paese”, conclude Carbone.