Catania, il centrocampo è la chiave del nuovo corso di Viali
31-03-2026 08:10 -
Autore: Redazione
Secondo quanto evidenziato da La Sicilia, una delle chiavi del nuovo corso targato William Viali passa inevitabilmente dal centrocampo, reparto destinato ad avere un peso specifico enorme nel Catania che il tecnico sta provando a modellare in queste ultime settimane di stagione. È lì, in mezzo al campo, che si gioca gran parte dell’equilibrio rossazzurro: costruzione, intensità, coperture, ritmo e capacità di accompagnare la manovra.
Dopo appena due uscite sotto la guida del nuovo allenatore, è ancora prematuro tracciare un bilancio definitivo, ma qualche linea guida è già piuttosto nitida. Il 4-2-3-1 scelto come struttura di partenza resta il vestito di riferimento, pur con la possibilità di trasformarsi in corsa a seconda delle esigenze della partita. In questo sistema, la centralità di uomini come Di Tacchio, Quaini e Di Noia appare evidente. Sono loro a garantire ordine, filtro e continuità a una squadra che, nelle intenzioni di Viali, vuole essere più aggressiva, più verticale e più orientata alla metà campo avversaria.
La vittoria di Latina ha offerto indicazioni interessanti proprio in questa direzione. L’ingresso di Corbari ha dato ulteriore dinamismo alla zona nevralgica del campo, aggiungendo corsa, inserimenti e capacità di cucire il gioco tra i reparti. Utilizzato in una posizione più vicina alla sua natura, il centrocampista ha risposto presente con una prestazione utile e concreta, facendo intravedere margini di crescita importanti in vista del finale di stagione. Allo stesso modo, anche D’Ausilio, adattato in una zona più interna sul centrosinistra, ha contribuito a dare fluidità alla manovra e a liberare maggiormente Bruzzaniti, spesso chiamato ad attaccare la profondità e a creare superiorità.
Il messaggio lanciato da Viali in queste prime settimane è piuttosto chiaro: il Catania deve arrivare al momento decisivo dell’anno con una fisionomia più definita e con una consapevolezza tattica superiore. Il lavoro, inevitabilmente, richiede tempo, ma il calendario non concede troppo margine. Il nuovo allenatore si è inserito in una fase delicatissima, subentrando dopo la vittoria di Altamura e trovandosi subito a dover incidere su una squadra già chiamata a difendere il secondo posto e a prepararsi ai playoff.
La sensazione, però, è che qualcosa stia cambiando davvero. Il Catania visto contro Casarano e soprattutto a Latina è apparso più coraggioso, più portato a cercare il controllo del gioco in avanti, anche accettando qualche rischio in più nella fase di non possesso. È una squadra che prova ad alzare il baricentro, a spingere di più con i terzini e a coinvolgere maggiormente il centrocampo nelle due fasi. Proprio per questo il lavoro dei mediani diventa ancora più delicato: devono schermare, guidare, accorciare e allo stesso tempo accompagnare lo sviluppo della manovra.
In questo senso, Di Tacchio continua a rappresentare una certezza. A Latina ha offerto una prova di grande sostanza, mettendo sul campo esperienza, letture e senso della posizione. È il classico giocatore che garantisce equilibrio, che sa quando abbassare i ritmi e quando invece aggredire la giocata avversaria. Al suo fianco, con Quaini o con alternative da costruire in corsa, il Catania cerca quella coppia capace di sostenere un sistema che vuole essere più ambizioso e meno prudente.
Anche il contributo degli esterni bassi si sta rivelando determinante in questa nuova impostazione. La prova di Celli al “Francioni” ha confermato quanto il tecnico chieda partecipazione anche ai difensori nella costruzione offensiva. Spinta costante, tempi di inserimento e letture corrette in fase di copertura hanno mostrato un Catania più dinamico e più moderno nell’occupazione degli spazi.
Naturalmente, i meccanismi sono ancora da affinare. Sarebbe illusorio pensare che in pochi giorni una squadra possa cambiare pelle completamente. Però un’impronta diversa inizia a vedersi. Non si tratta di stabilire se sia una rivoluzione o un semplice adattamento evolutivo rispetto al lavoro precedente. Mimmo Toscano ha lasciato una squadra solida, seconda in classifica e ancora pienamente in corsa. Viali, però, è stato scelto per dare qualcosa di diverso: più imprevedibilità, più coraggio, più qualità nella gestione offensiva.
Ora il tempo stringe davvero. Restano poche gare per consolidare i principi, oliare i movimenti e dare continuità a un’idea di calcio che dovrà poi reggere l’urto dei playoff. Il centrocampo, in tutto questo, resta il cuore pulsante del progetto. Se il Catania vuole davvero arrivare pronto al momento più importante, dovrà continuare a crescere proprio lì, dove si decide il ritmo delle partite e, spesso, anche il destino di una stagione.