Catania, le pagelle: Bruzzaniti decisivo, Dini e Di Tacchio top

28-03-2026 17:36 -

Autore: Redazione

Primi tre punti della gestione William Viali e vittoria pesantissima per il Catania, che al “Francioni” piega di misura il Latina grazie al secondo gol consecutivo di Giovanni Bruzzaniti. Una gara sporca, sofferta, per lunghi tratti anche complicata, ma portata a casa con maturità e capacità di resistenza. I rossazzurri hanno confermato ancora una volta di essere una squadra dai due volti: troppo fragile e passiva nel primo tempo, più ordinata, concreta e incisiva nella ripresa, quando i cambi hanno inciso e l’inerzia della partita si è progressivamente spostata dalla parte etnea.

DINI 6,5 - Ancora una volta è lui il primo vero garante dell’equilibrio rossazzurro. Nel primo tempo, quando il Latina prende campo e crea i pericoli più seri, è il portiere del Catania a tenere in piedi la squadra con interventi pesanti e soprattutto con la grande parata su Parigi che evita un possibile svantaggio. Sempre presente, sempre lucido, sempre dentro la partita. Trasmette sicurezza al reparto e si conferma uno degli uomini più affidabili di questa fase della stagione.

CASASOLA 6 - Prestazione di sostanza più che di brillantezza. Non ha il solito passo travolgente e in alcuni momenti sembra soffrire il nuovo assetto, che lo obbliga a dosare meglio spinte e coperture. Però resta un giocatore fondamentale per esperienza, letture e presenza emotiva dentro la partita. Meno appariscente del solito, ma comunque utile nel tenere compatto il lato destro.

IERARDI 5 - Gara complicata, soprattutto nei duelli individuali. Soffre la mobilità di Parigi e la vivacità degli avanti pontini, va in difficoltà quando il Latina accelera e non riesce quasi mai a trasmettere quella sensazione di pieno controllo che servirebbe in un pomeriggio così delicato. Il giallo ne condiziona ulteriormente la partita e il cambio all’intervallo appare una scelta logica. (Dal 46’ CARGNELUTTI 6 - Entra bene, con il piglio giusto e con una prova molto più pulita rispetto ad altre uscite recenti. Dà subito una sensazione di maggiore solidità, accorcia con più decisione e legge bene le situazioni nella propria zona. Non fa cose straordinarie, ma fa bene le cose semplici, e in un match così sporco è esattamente ciò che serviva).

MICELI 6,5
- Uno dei migliori della linea arretrata, forse il più continuo nell’arco dei novanta minuti. Guida la difesa con esperienza, tiene botta nei momenti più difficili e nel finale mette il sigillo con il salvataggio sulla linea che vale quasi quanto il gol di Bruzzaniti. Prestazione da leader, fatta di attenzione, letture e senso della posizione.

CELLI 5,5 - Primo tempo decisamente sofferto, con qualche lettura sbagliata e più di una situazione in cui il Latina riesce a fargli male sul suo lato. Nella ripresa però cresce, ritrova ordine e prende meglio le misure. Non una prestazione brillante, ma quantomeno in crescendo. E in una partita del genere non era un dettaglio.

DI NOIA 6 - Lavoro sporco e tanti palloni recuperati, soprattutto quando il Catania fatica a tenere il centro del campo. Si sacrifica molto in fase di interdizione e cerca di dare una mano anche nella costruzione, pur con qualche imprecisione di troppo nell’ultima scelta. Non incide in maniera vistosa, ma la sua partita ha un peso nella tenuta complessiva della squadra. (Dal 63’ CORBARI 6 - Ingresso ordinato e utile. Si cala bene nella partita, dà continuità al lavoro in mezzo al campo e aiuta il Catania a mantenere maggiore equilibrio nella fase in cui il Latina prova a rialzare la testa. Fa il suo con personalità e senza sbavature.

DI TACCHIO 7 - Partita da capitano vero. In una gara sporca, combattuta e per lunghi tratti anche nervosa, è lui a dare sostanza, presenza e leadership. Recupera palloni, combatte su ogni contrasto, detta i tempi quando può e prova anche a trovare il gol con una conclusione da fuori che esce di poco. È il giocatore che tiene in piedi il centrocampo del Catania nei momenti in cui la squadra rischia di sfilacciarsi. Prestazione pesante, da uomo guida.

JIMENEZ 5,5 - Il giudizio resta severo perché da uno con il suo talento ci si aspetta di più. Ha una buona palla in avvio per indirizzare subito la partita, ma la spreca, e da lì in avanti la sua gara si spegne progressivamente. Troppo intermittente, troppo leggero in certe letture, troppo poco concreto per incidere davvero. Non riesce mai a diventare un fattore. (Dal 46’ CATURANO 5,5 - Prova a dare presenza offensiva e a riempire meglio l’area, ma la sua partita resta a metà. Si muove, lotta, cerca di dare un riferimento più chiaro là davanti, ma continua a peccare di precisione e lucidità nei momenti in cui servirebbe la giocata giusta. Prestazione generosa, ma non ancora davvero convincente.

D’AUSILIO 6 - Partita intelligente, più utile che appariscente. Nel primo tempo fatica a trovare collocazione e ritmo, anche perché il Catania soffre parecchio nella zona di rifinitura. Nella ripresa però cresce, si fa vedere di più tra le linee, lega meglio il gioco e aiuta la squadra a respirare. Non lascia il segno con la giocata decisiva, ma il suo lavoro tattico ha un peso reale nell’economia della gara. (Dall'84’ QUAINI SV - Troppo poco in campo per una valutazione obiettiva).

BRUZZANITI 6,5 - Ancora lui. Ancora decisivo. Ancora dentro le cose migliori del Catania. Prima impegna Mastrantonio su punizione, poi nella ripresa trova il gol che decide la partita, con un tiro deviato ma comunque cercato con convinzione e coraggio. Al di là della rete, è il più vivo là davanti, il più intraprendente, quello che dà sempre l’impressione di poter inventare qualcosa. In questo momento è uno dei pochi rossazzurri realmente in fiducia.

LUNETTA 6 - Lavora tanto, si sacrifica, prova a dare profondità e attacca gli spazi con continuità. Non sempre viene servito con qualità, ma resta dentro la partita con spirito giusto e disponibilità totale. Ha anche una buona occasione di testa nella ripresa, senza però trovare la porta. Non è una prova scintillante, ma il suo contributo alla squadra resta concreto. (Dal 73' CICERELLI 6 - Entra con il giusto atteggiamento e porta subito una sensazione di pericolosità in più, soprattutto sui piazzati. La punizione che sfiora il raddoppio è un segnale chiaro della sua qualità. Non ha molto tempo a disposizione, ma riesce comunque a lasciare un’impronta utile nel finale.