EDITORIALE - Dagli applausi ai fischi. Catania che succede?

10-03-2026 08:56 -

Autore: Massimiliano Giliberto

E alla fine arrivarono i fischi... In 9 giorni l'entusiasmo ed i sogni di gloria dei tifosi del Catania si sono trasformati in delusione e sconforto per una squadra che, in tre gare, è passata dal -5 al -12 dal primo posto in classifica. Il trittico contro le squadre campane (Salernitana, Benevento e Casertana), infatti, ha prodotto solo due punti in classifica contro i 9 della formazione allenata da Floro Flores e così il treno per il primo posto è definitivamente volato via ma, adesso, si rischia anche altro.

Se nelle due trasferte contro Salernitana e Benevento, la formazione rossazzurra aveva mostrato l'atteggiamento giusto per affrontare avversari di livello, ieri la prestazione è stata opaca, sterile con poche idee e scarse occasioni da rete. Nell'arco dei 99 minuti di gioco (anche se in realtà nel secondo tempo si è giocato davvero poco per eccessive perdite di tempo), il rossazzurro più pericoloso è stato Miceli che ha colpito la traversa nel primo tempo e nella ripresa ha impegnato il portiere con una girata sotto porta.

Ciò la dice lunga su quanto ha prodotto in termini offensivi la squadra di Toscano, nonostante il mister a fine gara si sia detto soddisfatto della prestazione dei suoi ragazzi. La flessione degli ultimi due mesi è evidente perché nelle ultime 8 gare il Catania ha vinto solo due volte (4-0 con un Trapani in cattive acque ed 1-0 con un Giugliano che al 93esimo ha fallito il goal del pari) collezionando 4 pareggi e 2 sconfitte e l'alibi degli infortuni (Forte e Rolfini per citare gli ultimi) non può essere valido perché anche nel girone d'andata vennero a mancare Cicerelli ed Aloi, ma la squadra seppe reagire.

Adesso manca la gamba, manca quell'intensità necessaria per aggredire l'avversario, manca quel mordente giusto per dimostrare di essere più forti. Gli acquisti di gennaio sono poco usati e quando vengono chiamati in causa incidono poco (vedi il Bruzzaniti ieri sera apparso evanescente ) e così a tirare la carretta sono i soliti Casasola, D'Ausilio e Jiménez. Ovvio che, quando questi calciatori non sono al top della condizione, tutta la manovra ne risente. Servirebbe una variante, qualcosa di nuovo che possa prendere di sorpresa l'avversario ma, forse, è proprio questo che manca nelle idee tecnico-tattiche.

Adesso bisogna stare attenti perché Cosenza e Salernitana puntano al nostro secondo posto e conservare questa posizione sarebbe importante in ottica playoff. Senza l'entusiasmo dei mesi passati sarà tutto più complicato e la sensazione che anche questa finale di stagione possa portare grosse delusioni comincia a farsi sentire.