Catania, rimpianti e limiti offensivi: ora l’obiettivo sono i playoff

07-03-2026 10:58 -

Autore: Redazione

Secondo quanto evidenziato dal quotidiano La Sicilia, il distacco di dieci punti dalla capolista Benevento rappresenta, nei fatti, una pietra quasi definitiva sulle ambizioni di primo posto del Catania. Una distanza che, salvo clamorosi ribaltamenti, ridisegna gli obiettivi stagionali dei rossazzurri: consolidare il secondo posto e presentarsi ai playoff nella posizione più favorevole possibile.

Il bilancio della stagione, guardando a ritroso, è segnato da una lunga sequenza di occasioni mancate. Ogni tifoso conserva la propria lista di rimpianti, ma tra gli episodi più pesanti resta la sconfitta per 3-1 contro il Sorrento sul campo neutro di Potenza, gara che ha rappresentato uno spartiacque nel cammino rossazzurro. Da quel pomeriggio di fine gennaio il Catania ha progressivamente perso terreno nella rincorsa alla vetta. A questo si sono aggiunti il pareggio di Siracusa e altri passaggi a vuoto disseminati lungo il campionato, tra episodi arbitrali contestati e situazioni sfortunate, come il gol annullato a Rolfini contro il Potenza o quello tolto a Pieraccini nel derby.

Se il rendimento interno racconta di una squadra praticamente perfetta – 31 reti segnate, nessuna subita, una lunga serie di vittorie e appena due pareggi – il vero limite della stagione emerge lontano dal “Massimino”. In trasferta il Catania non è riuscito a mantenere lo stesso standard, lasciando per strada punti determinanti nella corsa al vertice. Il tecnico Domenico Toscano ha più volte sottolineato come alcuni risultati siano maturati in modo episodico, ma nel calcio le squadre che puntano al titolo devono riuscire a trovare la rete decisiva anche nei minuti finali, superando ostacoli e decisioni sfavorevoli.

Dall’altra parte il Benevento ha costruito la propria leadership con continuità e con una rosa di grande qualità. La squadra guidata da Floro Flores ha dimostrato solidità e capacità di colpire nei momenti chiave delle partite, sostenuta anche dalla qualità del regista Maita, profilo di livello superiore per la categoria.

A complicare il percorso del Catania è stata anche una lunga emergenza infortuni. Nel corso del girone di ritorno la squadra ha dovuto rinunciare contemporaneamente a pedine importanti come Aloi, Cicerelli e Di Gennaro, oltre ai problemi fisici che hanno coinvolto a intermittenza Forte e Di Tacchio. Un’assenza così prolungata di elementi chiave ha inevitabilmente inciso sulla qualità del gioco e sulla continuità dei risultati.

Nonostante ciò alcuni giocatori hanno saputo ritagliarsi uno spazio importante. Allegretto, partito come alternativa, si è trasformato in una presenza sempre più stabile nell’undici titolare grazie a impegno e adattabilità. Lunetta, invece, è stato spesso utilizzato in ruoli diversi, offrendo soluzioni tattiche preziose soprattutto nella fase offensiva.

Proprio l’attacco rappresenta uno dei nodi principali della stagione. Il Catania produce un buon volume di gioco ma fatica a trasformarlo in reti. Forte resta il centravanti più prolifico con otto gol, ma l’infortunio lo ha fermato nel momento cruciale del campionato. Rolfini, nonostante il grande impegno e diversi episodi sfavorevoli, non è ancora riuscito a sbloccarsi. Ancora più complessa la situazione di Caturano, capocannoniere dello scorso torneo con 18 reti ma fin qui utilizzato poco e autore di appena due gol.

Paradossalmente, la soluzione offensiva più efficace sembra essere arrivata da Lunetta, impiegato anche come falso nove e capace di raggiungere quota nove reti. Un dato che racconta molto delle difficoltà offensive della squadra e della necessità di trovare nuove soluzioni nel momento decisivo della stagione.

Ora l’orizzonte si sposta inevitabilmente sui playoff. In questa prospettiva il Catania può contare su un fattore che poche squadre della categoria possono vantare: il pubblico del “Massimino”, capace di creare un ambiente da grande palcoscenico e spesso determinante nelle gare interne. Tuttavia resta da superare l’aspetto psicologico. Passare dalla rincorsa al primo posto alla prospettiva degli spareggi rischia di diventare un passaggio mentalmente complesso per squadra e ambiente.

Il tema mentale riguarda anche il rapporto tra una parte della tifoseria e Toscano. Alcuni sostenitori hanno contestato le scelte del tecnico, ritenendo che la rosa potesse esprimere un rendimento superiore soprattutto lontano da casa. Le ultime prestazioni hanno mostrato segnali di crescita, ma il bottino raccolto – un solo punto nelle due trasferte decisive – ha inevitabilmente alimentato il malcontento.

Resta infine l’incognita di alcuni giocatori arrivati con aspettative elevate ma fin qui poco utilizzati. Bruzzaniti, ad esempio, era arrivato con numeri importanti tra gol e assist, ma ha trovato poco spazio. Discorso simile per Cargnelutti, rimasto ai margini delle rotazioni. In vista dei playoff, invece, cresce l’attesa per il rientro di Cicerelli, elemento che potrebbe aumentare la qualità offensiva negli ultimi metri.

Dopo la trasferta campana la squadra è rientrata in sede e ha ripreso il lavoro in vista della prossima sfida contro la Casertana. Il primo obiettivo sarà ricompattare l’ambiente e ritrovare concretezza sotto porta. Perché se il sogno del primo posto appare ormai lontano, la stagione del Catania ha ancora un ultimo, decisivo capitolo da scrivere.