Salernitana, Golemic verso il ritorno titolare contro il Catania
27-02-2026 18:19 -
Autore: Redazione
La Salernitana si avvicina alla sfida contro il Catania in un clima carico di tensione tecnica e ambientale. Domenica all’Arechi i granata si giocano molto, non solo in termini di classifica ma anche di credibilità, dopo un periodo in cui rendimento, scelte tattiche e contestazione societaria hanno acceso il dibattito attorno al club.
Al centro delle riflessioni c’è Vladimir Golemic, pronto a riprendersi una maglia da titolare al centro della difesa. Serse Cosmi, nella conferenza di presentazione, ha parlato chiaro: “Golemic è un professionista e una bella persona che sono contento di aver ritrovato. Anche lui dovrà dimostrare di meritare la maglia. Anche lui è felice di ritrovarmi come persona. Conosce bene il suo ruolo, ma a volte anche questo non basta”. Parole che raccontano un rapporto solido, nato nell’esperienza condivisa a Crotone nel 2020/21, quando il centrale serbo fu titolare in 14 partite in tre mesi sotto la guida del tecnico perugino.
Cosmi sembra orientato a ripartire dal 3-5-2, con Golemic perno centrale e Galo Capomaggio di nuovo in mediana dopo le ultime apparizioni arretrato. Una scelta che avrebbe una duplice valenza: restituire leadership al reparto difensivo e ridare peso specifico al centrocampo, privato nelle ultime settimane di un riferimento come Carriero, out fino a marzo inoltrato.
Golemic ha bisogno soprattutto di ritrovare continuità e condizione. Dopo una lunga serie di 20 presenze consecutive da titolare, è scivolato nelle gerarchie: appena due apparizioni nelle ultime otto giornate, complice la scelta di arretrare Capomaggio in difesa. A Cerignola è partito dall’inizio, in una gara segnata però dalla debacle generale; prima ancora solo pochi minuti a Potenza contro il Sorrento. E proprio la gara d’andata contro il Catania rappresenta uno snodo personale: il 19 ottobre scorso un suo intervento involontario servì Forte per il definitivo 2-0 etneo.
Il ritorno al centro della difesa comporterà anche una responsabilità ulteriore: aiutare il gruppo a interiorizzare rapidamente le idee di Cosmi. In un momento topico della stagione, la Salernitana ha bisogno di certezze e di leader carismatici capaci di guidare la transizione tecnica.
Il vero nodo, però, resta il centrocampo. Con Carriero indisponibile e Capomaggio arretrato per settimane, l’unico punto fermo è Emmanuel Gyabuaa. L’ex Atalanta sta garantendo quantità e qualità, risultando fondamentale nell’alzare il baricentro e nel trasporto palla. Accanto a lui, nel 3-4-1-2, ha trovato spazio Kees de Boer, alternando prove convincenti ad altre opache. Mattia Tascone, titolare a Cerignola, non è riuscito a incidere, apparendo lontano dalla brillantezza del girone d’andata.
Il possibile ritorno di Capomaggio in mediana potrebbe ridare equilibrio e incisività. L’argentino, primo marcatore stagionale insieme a Ferrari e Inglese con cinque reti, ha garantito solidità da centrale difensivo, ma la sua assenza negli inserimenti offensivi si è fatta sentire in una squadra che fatica a trovare la via del gol.
I numeri offensivi sono impietosi: un solo gol nelle ultime due partite, otto conclusioni complessive tra Cavese e Monopoli. La Salernitana mantiene il terzo posto a quota 50 punti, ma la produzione offensiva si è drasticamente ridotta. Il problema non riguarda solo la finalizzazione, ma la fluidità collettiva: meno uomini in area, meno tempi giusti negli ultimi sedici metri, meno imprevedibilità.
Facundo Lescano e Juan Ignacio Molina stanno vivendo una fase complicata. Il centravanti ex Pescara appare isolato e meno lucido sotto porta; Molina si muove e dialoga, ma incide poco negli ultimi metri. Franco Ferrari, titolare fino a gennaio, è scivolato indietro nelle gerarchie e non riesce più a cambiare passo a gara in corso.
Sugli esterni il rendimento è calato. Gianluca Longobardi ha perso brillantezza rispetto alle fasi migliori della stagione; Luca Villa, titolare da quattordici gare consecutive e tra i più impiegati della rosa con 2284 minuti, sembra accusare la stanchezza. Cross meno precisi e meno frequenti hanno reso l’attacco più prevedibile.
Tra i giocatori di talento, Ismail Achik resta l’uomo capace di accendere la luce – otto assist – ma da titolare fisso ha perso l’effetto sorpresa. Andrea Ferraris fatica tra le linee, mentre Mirko Antonucci, fermo dal 17 gennaio, potrebbe rappresentare una variabile da rilanciare, a patto di ritrovare condizione.
A rendere più complesso il contesto c’è la contestazione della Curva Sud Siberiano, che ha annunciato il prosieguo della protesta nei confronti della società, pur garantendo sostegno alla squadra. Un clima di pressione che accompagna la vigilia di una sfida delicata contro la miglior difesa del girone, con appena 15 reti subite dal Catania.
Sul fronte pubblico, la risposta è comunque significativa: 2.815 biglietti venduti finora (38 tifosi ospiti), che sommati ai 5.289 abbonati portano a 8.104 spettatori attesi all’Arechi.
La Salernitana si presenta così al crocevia contro il Catania: con un nuovo allenatore, un possibile ritorno alle origini tattiche, un leader pronto a riprendersi il centro della difesa e un attacco chiamato a ritrovare incisività. Domenica non sarà solo una partita di classifica, ma un banco di prova per misurare solidità, identità e ambizioni.