Espugnare l’Arechi, un’impresa storicamente difficile per il Catania
24-02-2026 20:14 -
Autore: Redazione
La sfida tra Salernitana e Catania affonda le proprie radici nei primi decenni del calcio italiano e, quando si gioca in Campania, racconta una storia fatta di equilibrio solo a tratti e di un campo spesso ostico per i rossazzurri. Nei venticinque precedenti disputati a Salerno il bilancio premia i granata con dodici successi, a fronte di otto pareggi e cinque vittorie etnee. Anche il conto delle reti – 25 per i campani, 15 per il Catania – fotografa una tradizione complessa per l’Elefante lontano dal “Massimino”.
Il primo capitolo risale alla stagione 1930-31: a decidere fu Lorenzo Bergia, autore del gol che valse lo 0-1 e il primo storico squillo rossazzurro in terra salernitana. Negli anni immediatamente successivi, però, la Salernitana prese il sopravvento: nel 1931-32 bastò Sudati, mentre nel 1933-34 furono Bergamini (doppietta) e Finotto a rendere vane le marcature catanesi di Degni e Pignattelli. Nel 1937-38 Valese, con due reti nel finale, firmò un altro successo interno.
Il confronto tornò ad accendersi nel secondo dopoguerra, in Serie B. Nel 1949-50 il Catania sembrò poter espugnare il campo campano con le firme di Scopigno e Belcastro, ma Messora prima e Bossi poi ristabilirono la parità sul 2-2. Due anni più tardi, nel 1951-52, fu invece Brondi a regalare ai siciliani un prezioso 0-1. Ancora più netto il successo del 1953-54: Cattaneo (doppietta) e Marin confezionarono uno 0-3 che rimane una delle affermazioni più significative nella storia di questa sfida, in una stagione che avrebbe poi portato il Catania verso traguardi storici.
Non sono mancati, tuttavia, pomeriggi amari. Nel 1966-67 Sestili – autore di una doppietta – e Cominato firmarono un pesante 3-0. Tra gli anni Settanta e Ottanta, tra Serie C e C1, prevalsero partite bloccate o decise da episodi: D’Aversa nel 1978-79, De Gennaro l’anno successivo, Crialesi su rigore nel 1987-88. Nel 1988-89 il botta e risposta tra Incarbona e Di Dio fissò l’1-1.
Singolare la gara del 1989-90, quando Agostino Di Bartolomei fu protagonista assoluto: due reti, di cui una su rigore, e persino un’autorete che però non impedì il 2-1 granata. Il Catania tornò a sorridere il 23 marzo 1992, grazie alla zampata nel finale del giovane Nunzio La Torre, decisiva per lo 0-1.
Negli anni Duemila si sono registrati altri incroci significativi. In Coppa Italia 2001-02 andarono a segno Vignaroli (su rigore), Campedelli e Mascara per il 3-0 salernitano. In campionato, però, nel 2003-04 il Catania trovò l’ultimo acuto a Salerno: Monaco e Mascara colpirono nei primi trenta minuti, rendendo inutile la rete di Tulli per l’1-2 finale. Successivamente, in Coppa Italia 2004-05, Palladino ribaltò il vantaggio iniziale di Bruno (2-1), mentre in Serie B, nella stessa stagione, fu Ferrarese a decidere un altro confronto.
Cinque vittorie rossazzurre, dunque, distribuite lungo quasi settant’anni di storia, con firme che attraversano epoche diverse – da Bergia a Brondi, da Cattaneo a Marin, fino a La Torre, Monaco e Mascara. Numeri e marcatori che raccontano una rivalità antica, in cui il Catania ha saputo talvolta sovvertire il pronostico, pur in un contesto storicamente favorevole alla Salernitana.