L’ultimo saluto a Orazio Russo, Catania si stringe al Massimino
16-02-2026 07:13 -
Autore: Redazione
Come riportato oggi dal quotidiano La Sicilia, Catania si prepara a dare l’ultimo saluto a Orazio Russo con due momenti che assumono il valore di un abbraccio collettivo. Oggi, dalle 13.30 alle 22, la camera ardente sarà allestita in tribuna A allo stadio Stadio Angelo Massimino; domani alle 15.30 i funerali saranno celebrati nella Cattedrale di Sant’Agata. Non si tratta soltanto di un rito formale, ma di un passaggio che coinvolge un’intera comunità sportiva e umana, dentro e fuori i confini dell’isola.
Da ore arrivano attestati di affetto da ogni angolo del Paese. Ex compagni di squadra, dirigenti, club che lo hanno avuto in organico o che lo hanno incrociato da avversario stanno facendo sentire la propria vicinanza alla famiglia e alla società. È il segno tangibile di una carriera costruita non solo sulle prestazioni, ma su relazioni autentiche, su una reputazione consolidata nel tempo, su una credibilità che nel calcio non si improvvisa.
Nel frattempo, lontano dai riflettori, il tifo organizzato si è mosso con discrezione. I volontari hanno lavorato già da ieri per predisporre la camera ardente, con la stessa compostezza con cui, nei giorni più difficili, avevano atteso notizie davanti al Policlinico. Nessuna esibizione del dolore, nessuna spettacolarizzazione: soltanto presenza, silenzio e rispetto. È la cifra di un legame che va oltre il risultato sportivo.
Anche il Catania, pur impegnato nel proprio percorso agonistico, sta offrendo pieno supporto all’organizzazione della veglia e delle esequie. Il sentimento che attraversa l’ambiente è profondo e percepibile. A Siracusa, durante l’ultima gara, lo sguardo del vice presidente Vincenzo Grella tradiva un’emozione difficile da contenere; lo stesso atteggiamento si è colto nei calciatori al termine del match. In questi giorni, la classifica passa in secondo piano: ciò che conta è il vincolo affettivo che lega Russo ai colori rossazzurri.
Il Massimino riaprirà le sue porte non per una partita, ma per onorare uno dei volti più rappresentativi del calcio etneo. Russo aveva scelto di chiudere la carriera da calciatore proprio con il Catania, disputando l’ultima gara in Serie A contro il Genoa, per poi iniziare senza soluzione di continuità un nuovo percorso: dirigente, allenatore, team manager, responsabile del settore giovanile. Ruoli diversi, un’unica costante: mettersi al servizio della società e della città, con disponibilità totale.
Il legame con il club è stato ricordato con parole cariche di partecipazione da Antonino Pulvirenti, presidente dell’ultima promozione in Serie A. Nel rievocare oltre vent’anni di rapporto umano e professionale, Pulvirenti ha descritto Russo come una presenza stabile, affidabile, quasi fraterna. Dall’esperienza al Savoia al passaggio ad Acireale, fino all’approdo definitivo a Catania, il filo non si è mai spezzato. Anche nei momenti di lontananza formale, il ritorno in rossazzurro era considerato una naturale prosecuzione del percorso.
Sul piano tecnico, Russo era un calciatore completo, capace di utilizzare entrambi i piedi con la stessa efficacia, qualità rara e preziosa. Ma è sul versante umano che il ricordo si fa più intenso: professionalità, umiltà, capacità di stare nel gruppo senza mai alzare i toni. Il fatto che abbia continuato a operare nel club anche nelle diverse fasi societarie, dalla Sigi alla nuova proprietà, testimonia uno spessore riconosciuto trasversalmente. In un’organizzazione sportiva, figure con questo profilo rappresentano un capitale difficilmente sostituibile.
Dopo l’annuncio ufficiale della società, il flusso di messaggi non si è interrotto. Hanno espresso il loro cordoglio, tra gli altri, Pietro Lo Monaco, Marco Biagianti, Alejandro Gómez, Cristian Llama, Gianvito Plasmati, Giovanni Marchese, Tommaso Silvestri, Francesco Lodi e molti altri protagonisti di diverse stagioni rossazzurre. La vicinanza è arrivata anche da ambiti sportivi differenti, come quello della pallanuoto con Giusi Malato, e dal futsal con la Meta Catania C5, campione d’Italia.
Oggi il Massimino sarà attraversato da una folla che avrà il sapore delle grandi occasioni, ma senza cori né competizione. Domani, in Cattedrale, la città si ritroverà ancora una volta compatta. Non sarà soltanto il saluto a un ex calciatore o a un dirigente stimato: sarà il tributo a un uomo che ha incarnato, con coerenza e discrezione, l’identità sportiva di Catania.